L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 aprile 2022

Alle acciaierie di Azovstal, a Mariupol ci sono i militari anglostatunitensi/NATO accanto ai nazisti

Cominciano le rese



Nonostante la intensa campagna di stampa tesa a far credere il contrario, la guerra Ucraina sta entrando nella sua fase finale, quella in cui la disperazione non tanto della maggioranza degli ucraini che non ha voce, quanto di Zelensky, della sua cricca e dei sui tutori occidentali sta raggiungendo il diapason, tanto che ormai l’arma migliore e compiere stragi per attribuirle ai russi. In questo breve video potete vedere la resa del 501° battaglione dei fanti di marina, uno degli ultimi reparti di elite che ancora resisteva attorno alla acciaierie dell’Azovstal nel disperato tentativo di salvare i caporioni nazisti e un sacco di ufficiali Nato che sono lì dentro, compresi a quanto si pare anche svedesi e soldati francesi della legione straniera che comunque fa parte dell’esercito francese e la cui presenza sarebbe un colpo terribile per Macron che doveva essere uno dei garanti degli accordi di Minsk. La parola della Francia vale quanto quella di una navigata cocotte.

Secondo indiscrezioni ci sarebbero affannose trattative per permettere alla gente senza onore della Nato di filarsela per evitare di cadere prigioniera e di essere passata per le armi dagli stessi commilitoni con la croce uncinata per vendetta. La fine definitiva di Mariupol segnerà l’inizio dell’offensiva nella sacca del Donbass e qui i russi, liberi dalla guerra urbana si troveranno a combattere nelle pianure aperte del Dnieper dove possono usare liberamente le testate termobariche, l’artiglieria semovente e gli elicotteri da attacco che sono stati tutti completamente esclusi dalle battaglie urbane a Mariupol e Kiev per evitare la distruzione delle infrastrutture civili e le vittime civili che al contrario sono state il pegno della resistenza ucraina: esistono centinaia di video nascosti all’opinione pubblica occidentale su queste atrocità. L’esito finale è scontato e ogni morto in più dovrà pesare sulla coscienza di chi in qualche modo tenta di far proseguire la guerra, nascondendosi dietro nobili propositi. Anche se è possibile che molti reparti finiranno per arrendersi.

A questo punto è chiarissimo che l’Ucraina tenta l’ultima carta di tirare dentro direttamente la Nato in una guerra che essa non può permettersi di combattere sul serio ed è per questo che il cocainomane Zelensky è ancora in vita: per sabotare in nome e per conto del governo ombra Usa, qualsiasi tentativo di pace. Così come per i vaccini non ha importanza quanta gente muore, se gli affari e i soldi corrono e se si può tenere impegnato il nemico nella palude della guerra combattuta con le armi o della guerra sociale. Si tratta dello stesso governo ombra che possiede l’informazione mainstream e che dunque cerca di dare della guerra una visione del tutto deformata nella quale le molte atrocità della truppaglia nazista ucraina viene taciuta e dove si dà l’impressione che Kiev possa spuntarla quando non ha vinto alcuno sconto, ha perso quasi tutte le strutture . Disgraziatamente i russi fanno i fatti e l’occidente le parole o i soldi di carta che è un po’ la differenza tra il concreto la narrazione.

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