L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 aprile 2022

Stati Uniti aumentano l'importazione di petrolio russo

GLI STATI UNITI FANNO IL DOPPIO GIOCO E AUMENTANO LE IMPORTAZIONI DI PETROLIO RUSSO?
7 Aprile 2022

Nella guerra delle sanzioni, secondo la Russia, gli europei sarebbero gli unici a perderci, anzi ad essere presi in giro.

In una recente intervista, il vice segretario del Consiglio di sicurezza russo Mikhail Popov ha affermato che Washington avrebbe aumentato le importazioni di petrolio russo del 43%.

“Gli Stati Uniti hanno costretto gli europei a imporre sanzioni anti-russe, mentre loro stessi continuano a importare petrolio dalla Russia”, ha dichiarato ai media locali.

Se così fosse, la linea dura delle sanzioni che avvicina sempre più l’Europa alla recessione, sarebbe portata avanti solamente da una parte, quella che rischia di più.

La Cina supporta la tesi

La tesi russa è sostenuta anche dai giornali cinesi, che vedono il doppio gioco americano come una semplice strategia di sopravvivenza. Nella lotta degli Stati Uniti per mantenere la supremazia ed influenza sul mondo, la strategia era prevedibile.

Sul caso ha preso posizione il Centro per gli studi russi della Cina dell’Est:

“Per la necessità di confrontarsi ideologicamente con la Russia, gli Stati Uniti corteggiano gli alleati per sanzionare il Cremlino. Mentre per la necessità reale, gli Stati Uniti acquistano energia russa a un prezzo inferiore e la vendono all’Europa a un prezzo più alto per servire gli interessi nazionali dei gruppi petroliferi. Alla fine, l’Europa ne diventa la vittima: la ricchezza europea fluisce negli Stati Uniti e aiuta a consolidare il vantaggio del dollaro rispetto all’euro”.

Nessun aumento per gli americani

Dall’altra parte l’agenzia governativa americana Energy Information Administration spiega le importazioni del petrolio russo con il semplice fatto che alcune spedizioni erano ancora in transito via mare quando il divieto di Biden è stato emesso.

Il Presidente degli Stati Uniti ha infatti preso la decisione di proibire dall’8 marzo le importazioni di petrolio, carbone e gas naturale proveniente dalla Russia. Stando ai russi però, si tratterebbe di una scelta di semplice facciata.

L’agenzia americana parla invece di normale amministrazione:

“Abbiamo finalizzato la nostra previsione energetica, prima dell’annuncio del divieto di importazione. Non abbiamo incluso gli effetti di questo divieto come parte delle prospettive di marzo, ma li includeremo nella nostra prossima prospettiva, prevista per il rilascio il 12 aprile”.

Se l’America non rispetterà però i patti, gli unici a soffrirne veramente saranno i cittadini europei. Si parla già di spegnere i condizionatori, di razionare le ore di luce, di passare un inverno al freddo.

Tutte decisioni prese dai governi e dalle istituzioni sovranazionali, senza mettere mai in conto l’opinione dei cittadini. Come sappiamo però, nelle guerre sono sempre i civili ad essere le vere vittime.

Senza poter confermare o no il doppio gioco americano, bisogna comunque chiedersi se la via delle sanzioni sia la più utile per l’economia europea.

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