L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 aprile 2022

Cosa meglio della guerra per nascondere le proprie responsabilità, la becera speculazione alimentata dalle banche centrali, cosa meglio della guerra. 8,5 % il più grande aumento in 12 mesi dal dicembre 1981. 6,5% la componente core. Ovviamente, tutto colpa della guerra!

 GUERRA SOLO GUERRA!

Scritto il  alle 09:17 da icebergfinanza

Inflazione e recessione, sarà come dopo la guerra di Corea?

Per quello che vale proviamo a raccontare i dati in arrivo dall’inflazione americana, meglio del peggio previsto, ma sembra non ci sia mai fine al peggio supposto.

Cosa meglio della guerra per nascondere le proprie responsabilità, la becera speculazione alimentata dalle banche centrali, cosa meglio della guerra.

8,5 % il più grande aumento in 12 mesi dal dicembre 1981. 6,5% la componente core.

Ovviamente, tutto colpa della guerra!

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thanks to Zero Hedge

Il sospetto che gli americani stiano facendo di tutto perchè continui il più a lungo possibile, magari sino alle elezioni americane di medio termine, ci sta.

L’inflazione in America sta danneggiando soprattutto, la classe media, distruggendo i poveri, elettricità, gas, generi alimentari e soprattutto l’affitto!

I salari reali ovvero depurati dall’inflazione, crollano mese dopo mese e qualche giullare scommette sulla ripresa dei consumi e intanto il debito, aumenta, aumenta, aumenta.

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thanks to Zero Hedge

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10 mesi su 12 negativi!

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E ma sai Bellezza, ci sono gli utili delle aziende! Sognateveli e preparatevi alle prossime trimestrali, quando sento un’azienda che mi dice che non conviene più produrre, incomincio a incrociare le dita.

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L’indice energetico è aumentato del 32,0 per cento nell'ultimo anno, quello alimentare è aumentato dell’8,8%.

Gli affitti in America che valgono quasi il 25% dell’intero indice CPI sono aumentati del 4,5%, questo lo tengono artificialmente basso, non potrebbero giustificare un’inflazione del 20%.

È anche incoraggiante che gli indici degli affitti non sembrino accelerare, sebbene l’attuale tasso di aumento sia rapido. Tassi ipotecari più elevati probabilmente rallenteranno l’aumento degli affitti.

Ma come ho detto sono dati da prendere con le pinze, facilmente manipolabili.

Tutte conseguenze dirette della pandemia, non certo della guerra.

Le tariffe aeree sono aumentate del 10,7% a marzo, del 23,6% su base annua.

I servizi medici sono aumentati dello 0,6% a marzo, i prezzi dell’abbigliamento continuano a salire, 6,8% su base annua, problemi con la catena di approvvigionamento, gli americani ma non solo ormai non producono più nulla in casa.

La buona notizia è che l’indice core, i prezzi dei beni, esclusi alimentari ed energia, sono diminuiti dello 0,4% a marzo, ancora in aumento dell’11,7% su base annua. Rappresentano il 21,8 percento del CPI.

I prezzi delle auto usate sono scesi del 3,8%, ma sono ancora in aumento del 35,3%, anno su anno. I prezzi delle auto nuove continuano a salire 0,2% a marzo, 12,5% su base annua. Questa componente ha contribuito a un sensibile rialzo generale nei mesi scorsi.

I prezzi del gas sono il fattore più importante per il salto nell’inflazione, in aumento del 18,3% a marzo, 48,0% su base annua e hanno aggiunto 1,6 punti percentuali all’inflazione su base annua.

La buona notizia è che i prezzi della benzina sono scesi ad aprile, la misura dell’inflazione che esclude la volatilità dei prezzi di cibo e carburante è decelerata su base mensile: 0,3%, contro lo 0,5% in precedenza.

Questo è ciò che stavamo aspettando e sembra potenzialmente una buona notizia!

Infatti i rendimenti ieri hanno reagito positivamente per un attimo, poi sono risaliti. Vediamo se si tratta di un doppio massimo, la fase di esaurimento, a questi livelli scontano 10 rialzi dei tassi, pura fantasia, pura illusione.

Nel frattempo l’euro è sempre più debole esposto ai colpi di sole, un moneta fragile, senza futuro.

Il resto l’abbiamo raccontato nel fine settimana in ”Guerra e Pace” non resta che attendere.

Mentre vi preparate a fare a meno dei condizionatori per la pace, bisogna essere orgogliosi per essere i secondi produttori di armi al mondo.

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