L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 aprile 2022

Dopo 4 giorni, quattro giorni il pesce puzza

“E’ come Sebrenica”: 30 anni di cinema Nato



“E’ la nuova Sebrenica” titola un giornalone italiota, riguardo alla presunta strage russa di Bucha in Ucraina. Fra i tanti strilli mediatici della disinformazione di massa embedded dentro la Nato, è forse quello che più si attiene alla realtà: infatti Sebrenica fu un un falso storico di cui gli Usa si servirono per poter distruggere la Jugoslavia, bombardare la Serbia, mettere sotto accusa Milosevic e papparsi i balcani. Dopo le aver diffuso voci che immagini satellitari, ovviamente americane , avevano visto fosse comuni, si arrivò a un rapporto della Croce Rossa, (altra branca dell’alleanza atlantica), secondo cui i serbo bosniaci avrebbero ucciso 8000 mila persone nel 1995 : la cifra derivava dal fatto che i serbo bosniaci avevano fatto tremila prigionieri e cinquemila persone risultavano irreperibili. Poi si scoprì che diverse migliaia di persone erano andate via e che avevano trovato rifugio sia nella Bosnia centrale che nella stessa Serbia, ma la Croce Rossa rispose candidamente che non poteva depennare i nomi delle persone rinvenute in vita dalla lista dei cinquemila scomparsi perché (sic!) “non ne avevano ricevuto i nomi”. Alla fine le 8000 mila persone delle fosse comuni si ridussero a 1883, tra cui una sola donna, frutto di tre anni di combattimenti, tanto che quasi la metà dei morti erano serbo bosniaci.

Per giustificare questo falso storico costruito a tavolino si disse che migliaia di erano stati portati via su camion frigoriferi e seppelliti in luoghi segreti. Naturalmente non esiste la benché minima prova di questa favola né dalle testimonianze e nemmeno dai satelliti statunitensi che compivano otto passaggi al giorno sulla zona delle operazioni. Il capolavoro dell’ipocrisia e dell’inganno è che in seguito lo stesso tribunale dell’Aia ha dovuto recedere da tale accusa per mancanza di prove, ma non potendo chiudere il processo riguardo a quello che è diventato un dogma che non poteva essere scalfito, ha tirato fuori una tesi che è una vera e propria eresia giuridica: i serbi non avrebbero commesso determinati crimini solo per paura di essere scoperti, arrivando a sanzionare un crimine dichiaratamente non commesso solo a causa dei motivi che hanno spinto il non-reo a non commetterlo. Di fatto solo la misteriosa morte a sei giorni di distanza di Milosevic e di Babic, i due maggiori imputati, salvò la faccia del tribunale e degli Usa. Come si vede la barbarie giuridica da parte di giudici prezzolati e comunque schierati ha già qualche annetto sulle spalle. Ma la cosa ancora più interessante è che secondo quanto sostiene Philip Corwin, l’alto funzionario ONU che indagò sui fatti, il presidente Clinton chiese esplicitamente al suo omologo bosniaco Izetbegovic “almeno cinquemila morti” per scatenare la rappresaglia contro i serbi. Un vero peccato che le parole non si conservino in frigo come altri sottoprodotti presidenziali.

Nonostante tutto ancora oggi si parla della strage di Sebrenica come se fosse realmente avvenuta perché chiunque sia interessato alla verità non viene contraddetto, ma viene stroncato: infatti sarebbe davvero troppo scoprire che la Nato si serve di false stragi altrui per compierne in proprio delle vere. Ma è già storia vecchia basta vedere cosa è successo in Siria dove il gas usato dai terroristi “moderati” amici degli Usa è stato attribuito ad Assad. E adesso ci troviamo con i morti di Bucha che sarebbero vittime dei russi, ma la cui esistenza è stata filmata solo quattro giorni dopo che i russi avevano abbandonato la città . Il fatto che i cadaveri lasciati per strada sembrino avere molti giorni o addirittura settimane lasciano il sospetto di esser stati dissepolti. Del resto il fatto che gli ucraini abbiano cannoneggiato il paese dopo la partenza dei russi lascia pensare a una macabra sceneggiata, come quella inscenata all’ospedale di Mariupol dove si erano asserragliati i nazisti per farsi scudo di malati e partorienti. Adesso si è scoperto che le foto che ritraggono una neo mamma portata in barella verso l’ambulanza è puro cinema: infatti nelle varie foto si vede la barella – che doveva fare appena una ventina di metri – era portata tutte le volte da persone diverse. Scegliete un regista migliore. Persino Jim Jatras politilogo ed ex consigliere di politica estera al Senato Usa ha osservato che le informazioni provenienti da Kiev non possono essere attendibili. Come ha ricordato, è più redditizio per l’Ucraina continuare le attività di propaganda.

Il fatto è che le truppe russe si erano ritirate da Bucha il 30 maggio come segno di buona volontà per il round di colloqui sulla pace che si svolgono in Turchia, ma naturalmente c’è chi assolutamente non vuole sentir parlare di pace. Il portavoce dell’ ministero della difesa russo Igor Konashenkov. ha dichiarato: non sorprende che tutte le cosiddette “prove dei crimini” a Bucha siano apparse solo il quarto giorno, quando ufficiali della SBU e rappresentanti della televisione ucraina sono arrivati ​​in città. Particolarmente significativo è il fatto che tutti i corpi delle persone le cui immagini sono state pubblicate dal regime di Kiev, dopo almeno quattro giorni non si sono irrigiditi, non hanno le caratteristiche macchie da cadavere e c’è sangue che non si coagula nelle ferite. Tutto ciò conferma inconfutabilmente che le fotografie e le riprese video di Bucha sono un’altra produzione del regime di Kiev per i media occidentali, come è avvenuto a Mariupol con l’ospedale di maternità, così come in altre città.

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