L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 aprile 2022

e la risposta degli Stati Uniti arriva puntuale, altri morti in mosche a Kabul. L'Oppio si deve continuare a coltivare lo esigono gli oligarchi occidentali per stupidire le masse

Afghanistan, i talebani vietano la coltivazione di oppio
7 Aprile 2022

I talebani vietano la coltivazione di oppio in Afghanistan. Dopo l’annuncio si attende il decreto attuativo, che potrebbe portare a effetti importanti a livello globale. Dal paese asiatico viene oltre l’85% della produzione mondiale

In Afghanistan sarà vietato coltivare l’oppio: lo hanno deciso i talebani. Il portavoce dell’Emirato Islamico, Zabiullah Mujahid, ha annunciato che il governo ha proibito coltivare, usare, vendere, comparare, esportare, importare ed esportare ogni tipo di droga nel paese asiatico e che i trasgressori saranno puniti duramente. Nel ban, di cui si aspetta ora il decreto attuativo, rientrano formalmente anche i papaveri. Resta, però, da capire se effettivamente verrà bloccata la produzione di narcotici, oppure se si tratta solo di una mossa di propaganda per cercare di accreditarsi con la comunità internazionale. Soprattutto dopo il riconoscimento delle relazioni formali da parte dell’ONU. Se fosse confermato, però, si tratterebbe di un’azione epocale. L’Afghanistan, infatti, produce oltre l’85% di tutto l’oppio a livello mondiale. Di conseguenza, si determinerebbero forti effetti a livello globale.

L’Emirato Islamico, se effettivamente farà quanto affermato, dovrà affrontare una serie di problemi

I talebani, se decidessero davvero in questo senso in Afghanistan, si troverebbero di fronte a due grandi problemi: il primo è come gestire i trafficanti, che traggono forti guadagni dalla produzione e dalla vendita dell’oppio e che quindi non rinunceranno facilmente ai profitti. C’è il rischio che si ribellino e dichiarino guerra all’Emirato Islamico, creando ipotetiche sinergie con ISIS Khorasan Province (ISKP, ISIS-K) contro il nemico comune. Il secondo è quello dei coltivatori, che mantengono le famiglie grazie ai pochi denari che ricevono dai trafficanti. Come sopravvivrebbero? Per di più in un momento come questo, in cui c’è una crisi economica e sociale sempre più grave nel paese asiatico nonostante gli aiuti internazionali. Infine, non va dimenticato che alcuni comandanti talebani sono anche trafficanti. Di conseguenza, c’è l’elevata probabilità di fratture all’interno del gruppo.

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