L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 aprile 2022

I farmaci sperimentali, chiamati impropriamente vaccini fanno un'ecatombe fra gli atleti? Forse si

COVID 19, PANDEMIA, VACCINI
A colpi di vaccino: 1000 atleti colpiti e 595 morti



Date: 14 Aprile 2022Author: ilsimplicissimus

Qualche giorno fa è morta improvvisamente per arresto cardiaco la nuotatrice Maria Sofia Paparo che avrebbe compiuto i 28 questa settimana e che avrebbe dovuto sposarsi entro l’anno: è l’ennesimo caso di atleti che nell’ultimo anno sono crollati in campo o sono morti con una escalation di casi mai visti a memoria d’uomo. Secondo la casistica, stilata da One America News 769 persone sono crollate tra marzo 2021 e marzo 2022 a causa di problemi cardiaci nel mezzo di una competizione atletica. Ma questo elenco è abbastanza incompleto perché altri osservatori hanno numeri più alti: l’ elenco di goodsciencing.com comprende 910 atleti professionisti e atleti dilettanti di cui 595 sono morti: tutti questi eventi sono testimoniati dalle cronache dei media sportivi, e sono incontestabili anche se non vengono collegati alle vaccinazioni e se i social spesso cancellano queste notizie. Non si spiega però come mai nell’anno delle campagne vaccinali ci sia stato un aumento stratosferico di casi il cui numero supera quello di analoghi casi verificatisi nel corso di 30 anni.

Si tratta di persone giovani con una media di 23 anni, certamente ben controllate dal punto fisico e decisamente in forma: sebbene talvolta lo sforzo fisico possa mettere in luce problemi in precedenza silenti, questo non può giustificare il fatto che poche decine di casi l’anno, diventino improvvisamente un migliaio. La stampa maistream dà notizia di questi eventi, ma senza mai ipotizzare un ruolo dei vaccini e anzi qualche camice bianco in vena di prestarsi alle campagne di disinformazione vorrebbe dare a intendere che potrebbero essere le stesse malattie virali a provocare queste sindromi misteriose Tuttavia si tratta di sciocchezze assolute e per alcuni motivi:
  • questa strage di atleti non c’è stata nel 2020 quando c’era il covid, ma non c’erano i vaccini, quindi si è pregati almeno di non dire fesserie.
  • la curva dell’aumento di questi casi segue quasi esattamente quello delle vaccinazioni nelle persone più giovani.
  • le più frequenti reazioni avverse ai preparati genici sono appunto le infiammazioni del muscolo cardiaco, molto più frequenti nelle persone di giovane età e spesso silenti, salvo poi manifestarsi durante uno sforzo particolarmente intenso.
  • Questi eventi non si verificano tra gli atleti vaccinati contro il Covid con preparati classici a virus attenuato, facendo comprendere che proprio la tecnologia a mRna a provocare gli effetti letali.
Ma questa è solo una parte della verità che può venire dalle attività sportive: uno studio sui giovani che svolgono attività atletiche nelle scuole mostra che oltre ai possibili e inspiegabili malori, la vaccinazione porta a un calo delle prestazioni delle prestazioni, almeno nel campione sottoposto ad esame. E in particolare:
  • Nessuno degli studenti atleti vaccinati gareggia fino al proprio livello precedente; tutti vanno peggio rispetto al 2020
  • Nessuno degli studenti atleti vaccinati può sopportare lo stesso ritmo di allenamento come prima della puntura
  • Il recupero dallo sforzo richiede più tempo negli atleti vaccinati rispetto ai non vaccinatiti.
  • Dopo le iniezioni, la maggior parte o tutti gli studenti atleti vaccinati hanno parlato di una o più delle seguenti reazioni dopo la vaccinazione:
  1. dolore al petto;
  2. vertigini;
  3. eccessiva sensibilità alla luce:
  4. sentirsi in procinto di svenire;
  5. fiato corto.
Il risultato complessivo è che adesso gli atleti maschi vaccinati hanno prestazioni inferiori a quelle delle femmine non vaccinate.

Del resto le cronache sono piene di atleti che gettano la spugna durante una qualche gara perché non ce la fanno. C’è da sperare che questo effetto si attenui col tempo, ma la folle volontà di una politica completamente impazzita e comunque al soldo di Big Pharma, di vaccinare ancora e ancora, quarta, quinta, sesta dose del tutto inutilmente ma anche di introdurre sieri genici pure per altre malattie banali come l’influenza potrebbe addirittura aumentare e di molto queste sindromi.



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