L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 aprile 2022

Il clero televisivo riesce a rendere trash anche i conflitti più drammatici! Mentre arrivano i razionamenti di merci di prima necessità e di viveri (appaiono le scritte, farina non più di 2 pacchi sugli scaffali dei supermercati e pure per l'olio di semi). Intanto il vecchio terrorismo sanitario non è sparito.

01 APRIL 2022


Quest'anno Aprile è il mese dei "pesci" più feroci e crudeli. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che questa guerra scatenata quando ancora il nostro Paese esce stremato da due anni e mezzo di una "pandetruffa" voluta e perseguita ad ogni costo con rimedi (i vaccini) peggiori del morbo, ha gli stessi mandanti dei Padroni delle Siringhe. Due popoli fratelli (stessa faccia, stessa razza), due paesi l'uno attaccato all'altro, due leader con lo stesso nome (Vladimir e Volodymyr che ne è la versione ucraina) si scannano alle porte di casa nostra in un conflitto fratricida simile a quello di Serbia-Kosovo. Noi che c'entriamo? Se di fratelli-coltelli trattasi, dovremmo, in teoria, lasciarli scannare tra di loro. E invece no, è scattato subito quell'umanitarismo globale e globalista che sembrava essere atteso da tempo. La stessa "ingerenza umanitaria" (parola inventata da Papa Wojtyla) che è scattata allora ai tempi della guerra balcanica, scatta oggi più che mai, anche se è cambiato papa. Draghi asserisce che per l'Italia è necessario schierarsi per la "libertà" di un popolo e di una nazione "sovrana" aggredita (l'Ucraina) contro l'aggressore (la Russia). Pertanto, bisogna aumentarne le spese militari e gli interventi armati. Curioso che quando la "Libertà" la reclamavamo noi scettici del vaccino rinchiusi in casa , ci rispondevano con il mantra che la Vita e la Salute venivano prima di tutto. Ora in questa circostanza, la Libertà (degli altri) viene prima della Vita e della salute (nostra). Draghi e i suoi sembrano la versione grottesca e parodistica dello sbarco dei Mille. Con l'aggiunta del solito cialtronissimo "armiamoci e partite". Tanto per rimanere nelle analogie, prima vedevamo le Virostar in camice bianco a tutte le ore del giorno e della notte, occupare i teleschermi e i programmi tv. Adesso vediamo generaloni pluridecorati con medaglie che penzolano da tutte le parti, analisti strategici ed espertoni bellici chiacchieroni alla Margelletti e alla generale Jean, prendere il loro posto. Prima volavano siringhe e boccette di Pfzer e Moderna nel piatto della minestra quando eravamo seduti a tavola all'ora di pranzo. Ora siamo passati direttamente ai carri armati e ai missili nella pastasciutta. Il rimedio immediato è lo stesso: spegnete la tv se non volete guastarvi la digestione. Ma i talk del cosiddetto "approfondimento" che non approfondisce un bel nulla, ma che serve a procurare "fatturato", sono gli stessi: chi dubita delle loro verità è un fottuto putinista, un supporter del Nemico. Ne sanno qualcosa il cronista Marc Innaro della Rai e il prof. Alessandro Orsini della Luiss University, che si è visto recidere il contratto di collaborazione Rai. Inoltre, con un cinismo indescrivibile, i conduttori televisivi portano in studio fazioni contrapposte di ospiti ucraini avvolti in mantelli giallo-blu contro ospiti russi in collegamento. Prima c'erano ospiti "fascisti" contro "comunisti", poi vaccinisti contro no vax. Ora ucraini (e filo tali) contro russi (e filo tali). Scontri e urla belluine garantite! Della serie, come rendere trash anche i conflitti più drammatici!

Al posto delle Virostar compaiono in tv pluridecorati generali

Senza contare poi tutta la russofobia scatenatasi per ogni dove che ha portato a oscurare grandi personaggi dell'arte, musica e letteratura: Ciaikovskij, Shostakovic, stupendi balletti classici disdettati se russi, e perfino l'eccelso Dostoevskij secondo quella becera cultura della rimozione, per la quale il nostro occidente è diventato il regno dell'Oscurantismo anziché quello del presunto Progresso. Torno però alle miserie di casa nostra. Draghi ha fin qui praticato:

1) Il Terrore sanitario (il suo "chi non si vaccina muore").

2) Il rigorismo socio-economico (il PNRR).

3) L'allineamento geopolitico più miope e ottuso alla Nato (di cui vorrebbe diventare segretario). Anche a rischio di esporci a pesanti durissime ritorsioni. E forse, proprio per questo.

Mi soffermo su questo terzo punto. Mentre Germania e Francia trattano sottobanco col Nemico per ottenere gas, lui giura che non farà compromessi e che resterà "in vigile attesa" di altre fonti energetiche alternative. Mente sapendo di mentire. Per il mitizzato "green" ci vuole tempo e non garantisce piena copertura energetica. Le cosiddette sanzioni contro la Russia, sono già nate spuntate, dato che Putin esige i pagamenti in rubli moneta sovrana che, a differenza dell'Euro, fa riferimento alla riserva aurea. Perciò le sanzioni anti-russe le pagheremo noi. Gli effetti catastrofici di una simile economia di guerra, non tardano già ora a farsi sentire. Le ceramiche di Sassuolo (fabbrica storica italiana) hanno dato forfait. Niente energia per i forni, niente approvvigionamenti di argilla. Molte piccole, medie e perfino grandi realtà industriali falliranno (è quel che lui vuole, dato che nasce "Liquidatore" di fallimenti, come lo chiamò Cossiga). Mentre non è affatto chiaro come ci riscalderemo per l'inverno da qui a pochi mesi. Intanto, piovono bollette astronomiche che mandano in rovina le famiglie, pesanti rincari, razionamenti di merci di prima necessità e di viveri (appaiono le scritte, farina non più di 2 pacchi sugli scaffali dei supermercati e pure per l'olio di semi). Tutto il resto, lo scopriremo se ci lasceranno sopravvivere. Intanto il vecchio terrorismo sanitario di cui al punto 1, non è sparito. Le siringate sono ancora lì, belle e pronte in frigorifero. Custode, il mortifero Speranza che parla già di 4a dose. Insieme ai missili sul mar Nero e a soldati spediti alla chetichella senza passaggi parlamentari. E guai a chi dissente. A proposito, frattanto è nata una nuova "lettera scarlatta" con cui marchiare a fuoco i dissidenti, per una categoria mediatica da ostracizzare ad ogni costo: "il no vax putinista".

S. Ugo

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