L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 3 aprile 2022

Il problema è che in pochi capiscono cosa è successo, la richiesta di aprire un conto in rubli presso la banca satellite di Gazprom è un capolavoro.

RUBLO… CAMERA A GAS!
Scritto il 1 Aprile 2022 alle 08:03 da icebergfinanza


Ieri molte cose davvero interessanti sono accadute, non tanto tra i clows della politica italiana che hanno confermato la loro fiducia al governo del banchiere, la solita giravoltola da squallidi opportunisti, avvocato del diavolo in primis, ma soprattutto in quella famosa telefonata tra il banchiere e Putin…

Fantastico, il nostro banchiere fa la sua prima telefonata e subito viene preso in giro!


A guardare la risata del banchiere mentre risponde, verrebbe da dire, che ride bene chi ride per ultimo!

Subito tedeschi e francesi hanno fatto la voce grossa, i contratti si rispettano, siamo pronti a chiudere tutti i contratti, a noi il gas russo non ci interessa.


Il problema è che in pochi capiscono cosa è successo, la richiesta di aprire un conto in rubli presso la banca satellite di Gazprom è un capolavoro.

Non ha chiesto agli europei di pagare in rubli, ma solo di aprire un conto nella loro banca, ci penseranno poi loro a convertirli in rubli, visto che hanno una banca centrale che li stampa.

Il rischio era un congelamento anche nei conti in euro o dollari per il pagamento del gas, altro rischio era sui conti Gazprombank, in futuro non si sa mai.

Alla fine, muti e rassegnati, gli europei, pagheranno in euro su un conto separato presso Gasprombank e gli euro verranno immediatamente convertiti in rubli.

Niente di meglio per sostenere la propria valuta e impedire futuri sequestri o congelamenti. I soldi finiscono sul conto Gazprombank che li converte in rubli, trasferendoli sui conti degli acquirenti europei, ma il pagamento è considerato completo solo quando i rubli raggiungono il conto russo di Gazprom, eliminando il futuro rischio di congelamento.

In poche parole, scacco matto, sino a quando l’Europa sarà in grado di non avere più bisogno del petrolio e gas russo, inoltre l’arrocco, consente di proteggere definitivamente la banca di Gazprom.

Ora la mossa spetta all’Europa, sarà interessante osservare nei prossimi giorni le ripercussioni sull’euro, soprattutto in rapporto con il dollaro, visto che la moneta principale di scambio diventa il rublo e la sua conversione.

Ieri il presidente americano ha dichiarato che per sei mesi verranno usate le riserve petrolifere, rilasciando 1 milione di barili al giorno… (mossa obbligata perché al di la di quello che dice il clero televisivo, il Circo mediatico gli Stati Uniti non sono per niente autosufficienti sul petrolio e importano milioni di barili dalla Russia, o si umiliano ad aprire il conto corrente o danno fondo alle riserve, sapendo che queste non durano in eterno)

La cosa ridicola è che ha accusato le compagnie petrolifere per i prezzi, a questi scienziati del nulla non sfiora neanche per scherzo il sospetto che buona parte della colpa è della sua banca centrale che continua a foraggiare gli psicopatici che ogni giorno sui mercati finanziari giocano con i soldi. Probabilmente hanno investito anche loro nel posto giusto!

Nonostante le previsioni di un collasso dell’economia russa, il rublo ha recuperato tutte le perdite e soprattutto la Russia ha spostato le sue esportazioni su Cina e India…


Spero sia chiaro che la Russia sta aggirando tutte le sanzioni, con tanti saluti allo swift e ai circuiti di carte di credito occidentali. Il gas continua a fluire regolarmente in cambio di 1 miliardo al giorno. I capitali e gli asset sono stati bloccati o nazionalizzati, 80 % delle esportazioni sono comunque convertite in rubli.

Il dominio nelle materie prime, grano, terre rare, fertilizzanti resta e il resto sono leggende metropolitane, compresa anche la barzelletta che la Banca centrale russa ha rispolverato il Gold Standard!

Interessante nel frattempo lo sviluppo dell’economia USA con la discesa del dato finale al 6,9% con un problemuccio da nulla, ovvero circa 80% della crescita grazie al riempimento dei magazzini un fattore positivo che verrà meno nei prossimi mesi e trimestri, soprattutto perché tanto entusiasmo non è stato supportato dai consumi.

Inoltre crolla il risparmio americano, si quello che doveva alimentare i nuovi ruggenti anni 20, crollato in un attimo ai livelli post pandemia.


Ma soprattutto, al netto dell’inflazione, il reddito disponibile reale è effettivamente diminuito per la decima volta in 11 mesi.

Non per ultima la notizia che i sussidi di disoccupazione stanno tornando ad aumentare e che il dato in uscita oggi sui nuovi posti di lavoro, lascia il tempo che trova ovvero la propaganda democratica è già al lavoro per truccare la realtà in vista delle elezioni di medio termine in America.

Tra settimane ci saranno anche quelle in Francia, non mi aspetto alcun cambiamento, visto che Melanchon continuerà ad appoggiare il banchiere francese Macron, ma il crollo nei sondaggi recente è un bel campanello di allarme.

Interessante è però la battaglia tra Macron e LePen nella fascia di età tra i 25 e i 50 anni.

Sopra il dominio è per Macron, lo status quo degli anziani.

Interessante notare che il mondo si è accorto dell’inversione della curva americana, ieri i rendimenti a lungo termine hanno chiuso il trimestre e soprattutto il mensile sotto la famosa linea Maginot, un segnale importante. Il dollaro torna a rafforzarsi!


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