L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 aprile 2022

Il VOSTRO Mario Draghi ha raggiunto il compito avuto, spezzare la schiena al sistema industriale italiano, schierando il paese anche oltre le richieste di Washington e privandolo dell'approvvigionamento energetico, ora come un topo, quando la nave affonda, abbandona la nave

La Libia deve fermare le esportazioni: più grave la crisi, e Draghi abbandona la nave

Una notizia improvvisa-da  Bloomberg:

La compagnia petrolifera statale libica National Oil (NOC) avverte di una “dolorosa ondata di chiusure”. Le esportazioni dal porto petrolifero di Zueitina non sono attualmente possibili, ha annunciato lunedì la società.

La ragione di ciò è un blocco della produzione a causa di disordini politici. Ciò significa che il mercato energetico globale, già teso a causa della guerra in Ucraina, è minacciato da nuovi aumenti di prezzo. La Libia produce circa 1,2 milioni di barili di greggio al giorno.

Secondo la compagnia petrolifera, le chiusure sono state causate da un “gruppo di persone” che è entrato nelle strutture. Gruppi nella Libia orientale che protestano contro gli impianti petroliferi chiedono le dimissioni del primo ministro a Tripoli a favore di un rivale di recente nomina.

L’intrusione ha costretto domenica a “un graduale e completo arresto della produzione”, ha affermato la società, riferendosi alle sue strutture che esportano petrolio greggio attraverso il terminal di Zueitina. La loro chiusura influenzerà anche la produzione di energia nelle centrali elettriche di Zueitina e Bengasi settentrionale.

I manifestanti a Zueitina hanno dichiarato domenica in una dichiarazione video che avrebbero interrotto la produzione fino alle dimissioni del primo ministro Abdulhamid al-Dbeibah. Hanno anche chiesto il licenziamento del boss del NOC Mustafa Sanalla.

Il caos ha regnato nel paese nordafricano ricco di petrolio dalla caduta del sovrano di lunga data Muammar al-Gheddafi nel 2011. Nel 2014 si è diviso in un partito di guerra orientale e uno occidentale. Il comandante dell’Eastern Civil War Party, Khalifa Haftar, è stato uno straccio rosso per molti cittadini nell’ovest del Paese da quando ha tentato di impadronirsi di Tripoli nel 2019/20, riducendo in macerie parti della capitale.

Sull’Italia   la mancanza di petrolio libico  aggraverà tragicamente la fame energetica.

L’altra notizia  l’hanno  data La Verità e Il Tempo di  Roma  :

Dimissioni ad agosto e segretario generale della Nato: Mario Draghi abbandona la nave per la guerra

Mario Draghi, che ci ha lasciati senza energetici dalla  Russia  al solo scopo di fare  il primo della classe in   bellicismo filo-USA , necessario per avere il posto supremo alla NATO,    ha  (come sempre:  vile affarista ) danneggiato l’Italia per  favorire il suo privato tornaconto: lascia infatti il governo  per andare a ricoprire la carica globale  A CUI ASPIRAVA. Lo ammette nella sua intervstona al Corriree, che   va letta come sua intervista d’addio.

 

Lascia l’Italia con le riserve energetiche vuote, mentendo che le ha riempite:

https://twitter.com/durezzadelviver/status/1515605578546094088

Adesso ha  finto la positività al Covid per non partecipare alle noiose e inutili “Missioni in Angola e Congo” ad  elemosinare il greggio che  lui ha progettato di farci mancare dalla parte russa. Governare   l’Italia non gli è mai interessato, ha sempre aspirato ad una delle poltrone sovrannazionali immuni dal giudizio popolare, e dove c’è il potere  vero.

Lui se ne va,  al riparo dagli effetti tragici   prodotti dal suo governo agli italiani, lasciando ai Di  Maio e  ai Giorgetti e ai Letta di governare, se possono,   il paese nei mesi del  collasso energetico e alimentare, della miseria e della disoccupazione di massa   d’autunno  – che lui stesso ha consapevolmente preparato

Sta per diventare realtà   il tipo di “Notizie” che Garland Nixon, giornalista radiofonico e analista politico, manda da Washington.

BREAKIN G NEWS: EU insiders leak that their initial plan to decrease the population by 20% through starvation may need to be upwardly readjusted to include an additional 10% when gas runs out next winter.

ULTIMI NOTIZIE:   iniziati  dell’UE lasciano trapelare che il loro piano iniziale per ridurre la popolazione del 20% attraverso la fame potrebbe dover essere riadattato al rialzo per includere un ulteriore 10% quando il gas si esaurirà il prossimo inverno.

https://www.maurizioblondet.it/la-libia-deve-fermare-le-esportazioni-piu-gravi-carenze-sul-mercato-mondiale/ 

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