L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 11 aprile 2022

J.P. Morgan: ‘Esiste una sola moneta, l’oro. Il resto è credito‘. E Putin, la Russia ne hanno fatto tesoro. Il clero televisivo, il Circo mediatico non capiscono che hanno perso la loro battaglia, non riuscendo a vedere la Totalità si sono concentrati solo sull'aspetto militare e si compiacciono, sono pieni di sé, di come la stanno raccontando bene questa narrazione voluta e scelta (l'Annunziata, tronfia e piena di sé), dimenticando che l'Occidente ha già perso la sua battaglia fondamentale, la sconfitta della moneta di carta creata con il clic nei confronti del rublo legato indissolubilmente alle materie prime, all'oro. Sarà in grado l'oligarchia finanziaria statunitense di accettare la sconfitta, di leccarsi le dita e riposizionarsi per cercare nuovi equilibri o tenterà il tutto per tutto andando incontro alla guerra nucleare? Non è un caso che i militari del Pentagono buttano acqua sul fuoco mentre il Dipartimento di Stato butta benzina

Il rublo d’oro
di StoriaSegreta
31 marzo 2022

Le notizie di questi giorni, anche astraendo dalle cronache belliche, si susseguono a ritmo incalzante. Tra la Russia e le oligarchie occidentali è scoppiata una vera e propria guerra finanziaria in cui i contendenti si stanno giocando il tutto per tutto.

L’Occidente aveva iniziato con sanzioni commerciali, che in qualche modo potevano considerarsi ‘nella norma’, anche se i congelamenti di beni personali di cittadini russi non si sa a quale principio giuridico facessero riferimento, ma poi aveva alzato il tiro congelando le riserve in valuta estera della Banca Centrale Russa ed espellendo molte banche russe dallo SWIFT.

Il 16 marzo 2022 Putin aveva risposto con una dichiarazione durissima in cui prendeva atto che i cosiddetti asset primari non erano più tali in quanto potevano semplicemente essere rubati e che molti paesi avrebbero convertito le riserve in valuta in cose più concrete come terra, materie prime e oro (qui).

La dichiarazione era un po’ criptica ma voleva significare che il sistema occidentale basato sulle valute fiat stampate dal nulla era finito.

Infatti di lì a poco la Russia comunicò che non avrebbe più accettato dollari e euro dai paesi ostili per l’acquisto del suo gas e petrolio ma solo rubli, a far data dal 31 marzo (qui). Il pagamento poteva essere effettuato solo su banche russe (così non si poteva più rubare niente) e in rubli. I paesi non ostili invece potevano pagare con la loro moneta locale.

In Occidente si è scatenato il panico con reazioni che potevano solo essere definite ‘isteriche’.

In un primo momento è stato un ‘Non sia mai! È una violazione contrattuale!‘ (Draghi). Congelare i conti correnti russi allora cosa sarebbe stato? Ma sono bastati un paio di giorni perché la posizione di Germania e Italia, di fatto gli unici due grandi paesi drammaticamente interessati, sia virata in un ‘Ok, ma dateci un po’ di tempo‘. Dalla ridicola arroganza al chiedere pietà.

La chiusura dei rubinetti vorrebbe infatti dire chiusura delle fabbriche immediata e una carenza di elettricità altrettanto immediata.

Nel cambiamento di rotta del governo italiano ha forse avuto un ruolo anche la reazione dei napoletani alla visita di Draghi nella città (qui), accolto con male parole, insulti e fischi.

La scena ha ricordato da vicino le monetine gettate a Craxi davanti all’Hotel Raphael a Roma nel 1993, ma con la differenza che quell’insulto era organizzato proprio dalle oligarchie anglo-americane mentre questa volta è stato spontaneo, direttamente e autenticamente proveniente dal popolo.

Anche in Italia, nel paese più acquiescente del mondo, si avuta l’impressione che una rivolta selvaggia e incontrollata del popolo fosse alle porte.

Ma la mossa russa di rifiutare il dollaro e l’euro ha implicazioni devastanti non solo per Italia e Germania ma per tutte le traballanti economie occidentali.

Nei patetici tentativi di depistaggio organizzati dalle élite, si sono anche sentite demenzialità come: ‘beh, in fondo, cosa cambia se si paga il gas in rubli, tanto il prezzo resta lo stesso’.

Certo che resta lo stesso ma un conto è se, per comperare un bene reale, posso stampare della carta straccia, come i dollari o gli euro, che viene accettata come buona, un conto è se lo devo pagare con soldi veri.

Se gli eurodollari, stampati dagli Stati Uniti a costo zero, che circolano in Europa non sono più accettati nel commercio internazionale la potenza dell’America va a farsi benedire.

Il doversi procurare rubli dalla Banca Centrale Russa per poter avere il gas comporta tre conseguenze:

a) in primo luogo bisogna vedere se la Banca Centrale i rubli ce li dà (visto che nei mercati ne circolano assai pochi e lì non se ne possono acquistare a sufficienza). Perchè magari se non ce li dovesse dare, in quanto paesi ostili, non possiamo acquistare nulla. Infatti dopo un paio di giorni Draghi ha telefonato a Putin ‘parlando di pace’.

b) il rublo ha fermato immediatamente la sua svalutazione per la domanda addizionale che ne è risultata. La speculazione di Soros sulla moneta russa, con vendite al ribasso, è stata stroncata e in pochi giorni il rublo si è rivalutato del 50%. Le perdite che Soros ha avuto in questa settimana non sono neppure calcolabili. Da suicidio.

c) gli eurodollari e gli euro che circolano nel sistema finanziario non servono più a ‘niente’ (cum grano salis) e il loro valore è collassato.

Da un punto di vista finanziario questa mossa di Putin equivale a una vera bomba atomica. Il signoraggio dei Rothschild, dei Rochefeller e dei banchieri che dominano il nostro mondo, stampando della carta straccia per comprarsi tutti i beni reali che vogliono è minato dalle fondamenta.

Avevano tentato una cosa analoga sia Sadam Hussein che Gheddafi (con il Dinaro d’oro) e si sa che fine hanno fatto, ma un conto è l’attacco velleitario di due dittatoruncoli di provincia e un conto è la Russia.

La Russia e non solo Putin: un piano di questa portata, teso a disarticolare il cuore stesso del potere della finanza occidentale, non può essere una mossa improvvisata. La Russia, e non solo Putin, lo aveva programmato nei dettagli.

Quando si parla di moneta si deve sempre tenere a mente la frase di J.P. Morgan: ‘Esiste una sola moneta, l’oro. Il resto è credito‘.

E infatti ecco, a stretto giro, l’affondo mortale: il rublo convertibile (qui).

Dal 28 marzo il rublo si può cambiare in oro, la moneta vera, quella che tutti accettano a prescindere, a un tasso fisso, oltretutto molto conveniente: 5000 rubli per grammo (certo in modo temporaneo, con limitazioni, ma è il principio che conta).

Questa è la stilettata mortale: l’unica moneta vera al mondo oggi è il rublo, il rublo d’oro, convertibile. Altro che dollaro o euro.

Per dirla con Soros: se non lo facciamo fuori Putin distrugge la basi della nostra civiltà (qui).

E infatti i nostri oligarchi sono finiti nel panico, non si sta più parlando di una guerriglia in un paese marginale come l’Ucraina, si sta parlano del cuore del potere nel mondo.

Non si spiegano diversamente le iraconde (e disperate) reazioni di Soros o di giovani esponenti dei Rothschild (qui, dichiarazione peraltro smentita).

Se Putin vince, per loro è la fine.

Dopo aver dominato l’occidente per secoli, aver provocato guerre a non finire, aver varato le più grandi speculazioni della Storia per arricchirsi alle spese dei popoli, non hanno letto la loro stessa Bibbia.

Dopo 50 anni il Grande Giubileo è inevitabile (qui), i debiti devono essere rimessi. Ma se ci si trova davanti un impiccio come Putin e la Russia si rischia il collasso.

Le loro monete fiat (cioè stampate dal nulla, senza alcun sottostante), nate da un debito inesigibile cresciuto esponenzialmente, sono alla frutta. La loro perdita di valore (che loro chiamano inflazione) è inarrestabile. Non sono le cose reali che salgono di prezzo sono le monete fiat che si svalutano.

Con dollaro e euro si potranno comperare sempre meno beni reali. Chiamatela inflazione se vi pare ma non è altro che la perdita di valore della carta straccia stampata in esubero per troppo tempo.

E adesso?

Rinunceranno i nostri oligarchi finanziari al dominio del mondo, programmato sulla base del privilegio di poter stampare la moneta, che tanto avevano agognato?

Difficile, faranno di tutto per non perderlo, anche la guerra atomica.

Certo il loro piano A è ammazzare Putin, come dice Soros e come si può evincere dalle inaudite dichiarazioni in cui si incita addirittura a farlo, su ‘La Stampa’ di regime (qui).

Ma naturalmente hanno anche un piano B: se Putin sopravvive, bisogna trovare un accomodamento. Lasciateci l’Occidente e prendetevi il resto, il famoso scenario orwelliano dei tre super-stati eternamente contrapposti (qui).

E se va male anche questo? Non resta che il piano C, la guerra atomica.

Crediamo infatti che la semplice rinuncia alla egemonia mondiale non sia infatti un’ipotesi contemplata da nostri Superiori Illuminati.

Perché sono pazzi, forse luciferini, certamente non umani. Ma anche perché se questo accadesse i Rothschild, i Rockefeller, i Soros, i Bill Gates e i loro impresentabili epigoni come Draghi potrebbero andare solo a fare i nonni ai giardinetti.

Nonostante, praticamente tutti i giorni, i media mainstream ci rassicurino che Putin sta per essere defenestrato, personalmente riteniamo che lo scenario più probabile sia quello B. Se la Russia dovesse resistere, le potenze emergenti, Russia e Cina, non hanno comunque né la forza né l’unità di intenti per imporre una loro dominazione globale. Chi glielo fa fare di rischiare il tutto per tutto? Perché non accettare che ognuno abbia il suo? Sarebbe la scelta più razionale.

In questo scenario, il governo mondiale dei Rothschild per ora non ci sarà ma ci saranno tre super stati, organizzati più o meno allo stesso modo al loro interno, in conflitto perenne ma in fondo solo apparente. Si tratta quindi di trattare con la Russia e con la Cina per implementare il piano B. Basta leggere 1984 di Orwell per sapere come funzionerà.

Forse queste trattative sono avanzate ma non se ne sa proprio nulla.

O forse no? Forse le oligarchie occidentali hanno deciso di giocarsi il tutto per tutto: à la guerre comme à la guerre.

Chi vince prende tutto.

Tutto quello che resta. Dopo la Guerra Atomica.

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