L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 aprile 2022

La macchina del clero televisivo, del Circo mediatico è a pieno regime se è vero, ma ne dubitiamo altamente, che ci sono 400 morti, la responsabilità è solo ed unicamente del governo nazista. I militari russi se ne sono andati il 30 marzo, confermato pubblicamente il giorno dopo dal sindaco, confermato ulteriormente il 2 aprile dalla polizia. Il giorno 3 appaiono i corpi. Quattro giorni decisamente troppi per accorgersi che ci sono morti per strada e che mancano 400 persone

EUROPA
04 Aprile 2022 09:00
Emerge la verità (drammaticamente inquietante) su Bucha


di Laura RU

La realta' a Bucha purtroppo sta assumendo dei contorni ancora piu' inquietanti e tragici della sceneggiata ad uso e consumo dei media internazionali.

In effetti, molti civili sono stati uccisi a Bucha. Secondo fonti ucraine, circa 400 corpi sono stati consegnati agli obitori.

Non si sa dove queste persone sono state uccise prima che i loro corpi fossero abbandonati lungo le strade.

Le Forze Armate russe hanno lasciato definitivamente Bucha il 30 marzo - cioè il giorno dopo i colloqui tra Ucraina e Russia a Istanbul in ottemperanza delle aperture negoziali. Il giorno dopo, il 31 marzo, il sindaco di Bucha, Anatolij Fedoruch, in un discorso pubblico ha confermato che “in città non c’è rimasto nemmeno un soldato russo” e non ha parlato di “civili uccisi per le strade con le mani legate”.

Resta il fatto poi che il 2 aprile la polizia nazionale ucraina aveva pubblicato un video dal titolo "Bucha: ripulire la città dagli occupanti" in cui non si vedono i civili morti per le strade. Perché non è stata detta una parola sul "massacro" in ben 8 minuti di video?

I corpi sono apparsi all'improvviso il 3 aprile e da ieri tutti ne parlano.

Un'ipotesi che prende piede e' che questi civili siano stati uccisi durante la cosiddetta "pulizia" della città dopo la partenza delle truppe russe. Molti dei morti sarebbero quindi persone sospettate di aver collaborato con i russi o di volersi consegnare a loro, alcuni non sapevano che i russi erano già partiti e non hanno rimosso le bende o i fazzoletti bianchi legati attorno al braccio come segno distintivo per dimostrare la loro volontà' di passare nelle zone controllate dai russi.

I russi non avevano nessun motivo di uccidere dei civili prima di abbandonare la zona. Gli ucraini invece si'. Ed e' molto conveniente per loro accusare i russi di questi crimini.


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