L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 aprile 2022

L'economia del debito in Occidente ha bisogno della guerra, del suo clima in cui tutto è sospeso per cercare di uscire fuori da una situazione diventata ormai insostenibile. Il VOSTRO Mario Draghi ci ucciderà con l'avallo dei VOSTRI partiti

HOUSING …TOP!

Scritto il  alle 08:01 da icebergfinanza

Up", una lezione di vita leggera come un palloncino

Se volevano iniziare fermando e affossando la bolla immobiliare ebbene ci sono riusciti alla grande, ieri i tassi sui mutui ipotecari hanno raggiunto i massimi dall’ormai famigerato 2018, il picco della precedente espansione, il bello è che hanno ancora da iniziare ad aumentare seriamente i tassi, forse, lo faranno a maggio, sempre che questa guerra finisca il 9 di maggio…

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Ora siamo oltre il 5 %, chi ha stipulato preliminari di compravendita un anno o sei mesi fa, ovvero non ha ancora stipulato il mutuo, si ritrova a pagare tra un punto e mezzo o 2 in più, molti rinunceranno!

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Se rapportiamo l’incremento avuto in un anno sul tasso ipotecario ai prezzi da record, superiori addirittura alla bolla subprime, con salari stagnanti e inflazione alle stelle, una bomba atomica sta per essere sganciata sul mercato immobiliare.

Se tralasciamo la truffa subprime, non abbiamo visto ancora nulla per la prossima bolla immobiliare, i prezzi ovunque sono su massimi storici, ben oltre la follia del 2005!

Certo, ci penseranno le banche centrali a ricomprare gli stessi MBS, asset legati all’immobiliare che vogliono vendere, liquidare con la presunta fine del QE, ma crollerà tutto e le responsabilità non saranno mai loro, ma della pandemia o della guerra.

Ieri sono uscite le minute del FOMC, ovvero i verbali dell’ultima riunione Fed, una riunione di belle addormentate che all’improvviso si trasformano in falchi.

Molti governatori della Fed affermano che potrebbero essere giustificati aumenti di mezzo punto, vogliono arrivare al 2,50% in fretta, infatti sanno che poi dovranno ridurre altrettanto in fretta, ma non ci riusciranno, si fermeranno ben prima.

La Fed è terrorizzata dalle prospettive di inflazione, dalle attese del mercato.

Comunque vada, più alzeranno e più terribile sarà la recessione o depressione futura, se non sosterranno nuovamente l’economia, con stimoli fiscali e monetari e tassi, questa volta negativi.

Le scommesse ora sono ancora più ardite, non solo 6 aumenti quest’anno ma addirittura 9 con tassi a lungo termine ora sopra il 2,60%, con oltre 80% di un rialzo di 50 punti base a maggio.

Contemporaneamente il mercato sconta erroneamente per noi, dai 2 ai 3 tagli nei prossimi 2 anni.

Anche se sono solo parole la Brainard ha suggerito che la riduzione degli acquisti, la fine del quantitative easing sarà più marcata e profonda di quanto annunciato in precedenza.

Ancora acquisti per 60 miliardi al mese sui titoli di Stato e solo 35 per i titoli legati al sistema immobiliare, MBS. Alcuni governatori, tuttavia hanno suggerito prudenza alla luce della guerra in Ucraina.

Per il resto abbiamo un segretario della Nato che suggerisce che la guerra durerà anni e un banchiere che ci fa sapere che la pace si raggiunge rinunciando ai condizionatori e al riscaldamento in autunno…

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Il banchiere non è il solo che sfida la storia, anche Macron questa domenica potrebbe riservarci qualche sorpresa, ma di questo ne parleremo nel fine settimana, nel prossimo manoscritto intitolato ”Guerra e Pace”.


https://icebergfinanza.finanza.com/2022/04/07/housing-top/

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