L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 aprile 2022

L'Occidente tutto come pecore dietro ad un Presidente demente chiaramente malato affianco al governo nazista ucraino solo 15 mila morti nel Donbass nel silenzio tombale del clero televisivo, del Circo mediatico

Ha ragione Biden
di Enrico Galavotti
30/06/2022

In effetti ha ragione Biden nel suo discorso di Varsavia: questa è una guerra tra il bene e il male. Solo che lo è a parti rovesciate. Cioè anche se Putin non è il bene assoluto, di sicuro Biden sta facendo male all’intero pianeta. È lui il folle criminale di guerra su scala internazionale, che considera le alleanze militari più importanti degli stessi alleati (per es. la NATO molto più importante della UE). È lui, con l’occidente che gli va dietro come una pecora, ad appoggiare in tutte le maniere un governo filonazista come quello di Kiev, un governo che svolge solo il ruolo di grimaldello per scardinare il più potente impero energetico della storia umana.

Biden ha dimostrato soltanto di essere un grandissimo ladro, un truffatore che vuole imporre a tutto il mondo l’uso del dollaro, poiché è solo in questa maniera che può tenere in piedi un Paese col più alto debito pubblico del mondo, in procinto di andare in default. E oggi senza l’uso delle armi, il dollaro sarebbe già crollato, poiché gli USA non sono più la locomotiva del capitalismo mondiale.

Putin non è “un dittatore che cerca di ricostruire un impero”, poiché l'impero ce l’ha già e dell’Ucraina non gli sarebbe importato nulla se non avesse massacrato tantissimi filorussi nel Donbass in nome del nazionalismo filonazista e non avesse permesso di farsi occupare dagli americani, che non vedono l’ora di puntare i loro missili nucleari sulle principali città russe.

Piuttosto è Biden che cerca di ricostruire un impero che sul piano produttivo è già stato scalzato dalla Cina, e che ora ha perso l’appoggio anche del mondo islamico del Medio Oriente, e che trova due continenti, asiatico e africano, ostili alle sanzioni economiche contro la Russia. Gli USA possono contare soltanto sull’appoggio del mondo anglosassone (Europa, Canada e Oceania), oltre al Giappone, che ha il terrore di ciò che la Cina gli può fare, vendicandosi di tutte le orribili cose che ha subìto nel passato: tutto il resto gli è contro e costituisce una larga maggioranza.

Gli USA sono diventati il cancro dell’umanità, che tutto il Sudamerica conosce da almeno due secoli. Un’operazione speciale di pulizia etica (e militare, se necessario) andrebbe fatta contro un governo che minaccia le sorti dell’intera umanità. Dovrebbero farla gli stessi americani, se ne fossero capaci.

Ha ragione Biden: dobbiamo prepararci “a una lunga battaglia per la libertà”. Il resto del mondo deve far proprie le parole di Giovanni Paolo II che Biden stesso ha usato per rivolgerle contro la Russia: “Non abbiate paura”. Soprattutto non bisogna aver paura dell’art. 5 dello Statuto della NATO, che nega a questa alleanza la sua natura difensiva, in quanto obbliga tutti gli aderenti a entrare in guerra a prescindere dalla loro volontà.

Biden ha già dichiarato guerra alla Russia, e l’ha fatto con l’appoggio dell’occidente. Non vuole nessuna pace, nessuna risoluzione del conflitto ucraino: vuole solo vincere la “sua” guerra, come ogni presidente americano è costretto per tradizione a fare.

E quando afferma che “non è il popolo russo il nostro nemico”, è solo un grandissimo ipocrita, poiché tutte le sue sanzioni economiche colpiscono proprio il popolo russo. Questo è un popolo che si deve svegliare, deve smetterla di scimmiottare lo stile di vita europeo, che, come i fatti han dimostrato, non ha da insegnare più niente a nessuno.

Nessun commento:

Posta un commento