L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 aprile 2022

L'Ungheria, l'unico paese NATO che butta acqua sul fuoco ucraino. Il VOSTRO Mario Draghi, il VOSTRO Presidente della Repubblica, il VOSTRO Parlamento, i VOSTRI partiti vogliono la guerra distruttiva, morti e sangue. Solo chi non vuol vedere non vede

Balcani: Ungheria, per pace e stabilità non servono sanzioni
Szijjarto in Bosnia, politici Ue devono capire meglio situazione

© ANSA/EPA

Redazione ANSA
05 aprile 202213:02NEWS

(ANSAmed) - BELGRADO, 05 APR - L'Ungheria è interessata al mantenimento di pace e stabilità nei Balcani occidentali e ritiene che a questo scopo non sia opportuna una politica di eventuali sanzioni.

Lo ha detto il ministro degli esteri Peter Szijjarto parlando oggi a Mostar, nel sud della Bosnia-Erzegovina, al termine di un colloquio con il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik a margine dell'inaugurazione della locale Fiera campionaria internazionale.

Dodik, che è membro serbo della presidenza tripartita bosniaca, è da mesi nell'occhio del ciclone per le sue crescenti aspirazioni secessionistiche (della Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina), e da più parti nella comunità internazionale si sostiene la necessità di rafforzare e estendere le sanzioni già adottate a suo carico. "Voglio chiarire che nei Balcani occidentali non si possono imporre sanzioni per avere pace e stabilità. Per questo invito i politici della Ue a non parlare del presidente Dodik ma a parlare con lui perché così capiranno molto meglio la situazione in Bosnia-Erzegovina", ha detto Szijjarto citato dai media regionali. "E' necessario che i politici europei capiscano molto meglio la situazione nei Balcani", ha aggiunto. (ANSAmed).

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