L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 aprile 2022

Mariupol - NAZISTI vicini a militari statunitensi/NATO almeno di sei nazionalità. A sangue freddo e cinicamente l’Ucraina distrugge i suoi cittadini

Kramatorsk, crolla miseramente la propaganda dei fautori della terza guerra mondiale
di Marinella Mondaini
9 aprile 2022

Il portavoce del Ministero della Difesa, il generale maggiore Igor Konascenko, durante il briefing serale ha dichiarato che in base alle intercettazioni radiofoniche, nei territori occupati della città di Mariupol’ ci sono, oltre ai nazisti del battaglione Azov e rimanenze dell’Esercito ucraino, anche un significativo numero di mercenari stranieri.

Le trattative con loro vengono fatte oltre che in russo e ucraino, anche in sei lingue straniere, per lo più europee. E’ evidente che a Mariupol’ sono bloccati non i difensori dei cosiddetti “valori europei”, ma i mercenari stranieri che sono venuti a uccidere gli slavi per i dollari degli americani, usando lo scudo umano dei civili pacifici.

Il regime nazista di Kiev è si è rifiutato di evacuare i mercenari da Mariupol’, ma la città verrà certamente liberata dalle milizie del Donbass insieme alle Forze armate russe”, ha detto Konascenko.

Il Ministero della Difesa russo ha confermato e fornito maggiori prove che il missile “Tocka U”, le vittime del quale sono state 50 persone oggi a Kramatorsk, città controllata dall’Ucraina, è stato lanciato dalle posizioni delle forze armate ucraine.

Giorni fa le autorità avevano annunciato l’evacuazione e quindi anche stamattina, alla stazione ferroviaria c’era una grande folla pronta a partire.

Hanno dato l’ordine di sparare apposta, su donne, vecchi e bambini. Ci sono 5 bambini morti. Un crimine di guerra mostruoso.

Dopo pochi minuti il consigliere di Zelenskij Aleksej Arestovic, ha dichiarato che l’esercito russo aveva colpito la stazione di Kramatorsk con un missile Iskander, ma Arestovic non ha tenuto conto delle foto, che mostrano le parti del motore tipiche del missile.

Qualsiasi esperto militare vedendo i frammenti, è in grado di capire subito che si tratta del complesso missilistico tattico “Tocka U”.

Perciò continuare a sostenere che era un missile russo Iskander non è stato possibile, e Zelenskij ha pubblicato la nuova versione: a colpire è stato il Tocka U, ma “russo”! Versione che non regge, perché l’Esercito russo e le milizie del Donbass non hanno i missili “Tocka U”, la Russia ha eliminato l’ultimo complesso missilistico nel 2019. Cercando di dimostrare il contrario, i servizi segreti e i mass media ucraini pubblicano le immagini dei “Tocka U” usati nelle esercitazioni militari di febbraio congiunte di Russia e Bielorussia, ma i complessi Tocka U appartenevano alla Bielorussia, non alla Russia, inoltre la Bielorussia in questa operazione in Ucraina non prende parte.

Un’altra prova del fatto che la Russia non è colpevole è la dispersione dei rottami del missile Tocka U. In base ai dati di come cadono la coda e la testa del missile, gli esperti hanno stabilito che il missile è stato lanciato dalla zona del centro abitato Dobropole, sotto il controllo ucraino, 45 km. a sud est di Kramatorsk.

L’Ucraina ha parecchi missili Tocka U, ricordo che solo recentemente, il 14 marzo ha usato il missile Tocka U per bombardare il centro di Donezk, uccidendo 17 persone e ferendone 36, un altro Tocka U è stato lanciato dagli ucraini su Lugansk il 30 marzo.

A sangue freddo e cinicamente l’Ucraina distrugge i suoi cittadini. Il ministero degli esteri russo ha dichiarato che Kiev non si potrà esimere dalla responsabilità di questa strage, ha esortato la comunità internazionale a dare una valutazione obiettiva del crimine commesso dagli ucraini, e a cessare di fornire le armi al governo di Kiev.

Oggi a Mariupol si è arresa un’intera divisione: 262 soldati e ufficiali ucraini.

Il comandante del 501-mo battaglione della 36-esima brigata della Fanteria di Marina ucraina Nikolaj Birjukov, ha preso la decisione perché “è più importante salvare la vita che morire”. Tutti i soldati, tranne 8, sono stati d’accordo ad arrendersi ai russi. Tra i soldati c’erano 50 feriti. I prigionieri sono stati subito curati e sfamati, trattati in maniera “umana” a differenza di quanto fanno i nazisti ucraini con i prigionieri russi. Birjukov ha detto che a Mariupol si è potuto rendere conto che la popolazione non sostiene l’Ucraina, ma la Russia e ha riconosciuto “gli errori catastrofici dell’Ucraina”

I giornali italiani accusano direttamente e immediatamente i russi ad ogni crimine feroce compiuto dagli ucraini senza alcuna indagine, senza concedere nemmeno il tempo di capire, non dico già di indagare, come in una società civile, dove esiste la Legge. Ma hanno ucciso anche quella nell'intento di uccidere la Russia, la sua cultura, la sua storia, il suo popolo.

Gli esperti lo avevano preannunciato che dopo Bucha sarebbero successe altre provocazioni da parte degli ucraini, altri atti terroristici sia nel Donbass che nella stessa Ucraina. Perché gli “ucrofascisti” – come li chiamano in Russia, non si fermano di fronte a nulla, sono disposti a uccidere, sterminare i loro propri cittadini, donne vecchi, bambini, pur di far cadere la colpa sulla Russia, per sollecitare altre sanzioni e ricevere di continuo armi dall’Occidente.

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