L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 9 aprile 2022

Nell'epoca del metaverso realtà e fantasia si equivalgono. Corto circuito tra fiction e realtà. I discorsi di Zelensky scritti dal medesimo sceneggiatore delle sue serie, un autore statunitense che lavora per il governo statunitense. Materiale fatto ad hoc a scopo propagandistico.

L’occidente ha i missili delle bugie



Contro ogni evidenza e contro ogni realtà: l’informazione dell’occidente è solo uno specchio di una narrazione a senso unico calata e ordinata anzi ordita dall’alto. L’inganno metodico e quotidiano oggi si impernia sul missile Tochka-U con una testata multipla lanciato sulla città città di Kramatorsk e che ha fatto almeno 30 vittime e naturalmente attribuito tout court ai russi. Un vero peccato che questi missili, un reperto dell’era sovietica, li abbiano soltanto gli ucraini, così come solo gli ucraini avevano i vecchi Buk che abbatterono l’aereo di linea malaisiano in volo sui cieli dell’Ucraina. Che si tratti di un Tochka-U lo dimostrano le foto della sezione di coda che sono inequivocabili. Ma chi se ne frega: l’importante è salvare la faccia degli amici nazisti e fare in modo che gli europei continuino ad odiare i russi abbastanza per permette ai governi venduti e incapaci di mandare in rovina il continente. Non importa quanto sia grande e quanto evidente la bugia: la tattica ormai collaudata e è creare la prima impressione, se poi tra qualche giorno emergeranno dubbi, si potrà anche ammettere che forse non era vero, tanto rimarrà comunque l’impronta emotiva del primo momento. In fondo l’obiettivo finale non è quello di coinvolgere le persone integre, intelligenti e attente, ma l’infinito serbatoio di mediocrità intellettuale e ipocrisia morale che l’impero della menzogna è riuscito a creare in quarant’anni di sprofondo culturale.

https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/09/loccidente-ha-i-missili-delle-bugie/

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