L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 aprile 2022

NoTav/Si Ponte sullo Stretto - Non si sente la necessità di un raddoppio della Torino-Lione, di una ferrovia che continua a perdere merci e passeggeri ma del Ponte sullo Stretto si, collegare Augusta con l'Italia è strategico. I treni, i camion, le automobili non si possono fermare a Villa San giovanni

Unione Montana Valle Susa: TAV Torino-Lione non è prioritaria in questo momento storico

1 Aprile 2022


In occasione della riunione odierna dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, l’Unione Montana Valle Susa, che aveva chiesto di essere anch’essa convocata rappresentando un territorio coinvolto dal progetto, sottolinea in una nota che “la maggioranza degli amministratori continua a pensare che la nuova infrastruttura non sia prioritaria: spendere più di 10 miliardi di euro per una nuova linea ferroviaria in Val di Susa che ha come obiettivo il risparmio di tempi di percorrenza da Milano a Lione di circa 30 minuti ci pare non opportuno. Ricordiamo che una linea internazionale in Valle esiste già e sopra attualmente passano i treni ad alta velocità”.

“La pandemia di questi anni ha evidenziato la debolezza della sanità, soprattutto territoriale, e ha acuito le disuguaglianze sociali. Una guerra incredibile porterà una catastrofe umanitaria con conseguenze sociali ed economiche in tutta Europa, con il rischio che il nostro Paese ne sia pesantemente coinvolto. Queste sono secondo noi le priorità da affrontare, senza avere sull’Opera pregiudizi ideologici o abbandonarci a facili demagogie populiste”, proseguono gli amministratori dell’Unione Montana Valle Susa.

“Non saranno i pochi spiccioli delle opere compensative, oltretutto dovuti per legge, a farci cambiare opinione: se questo processo, nonostante tutto, andrà avanti, lavoreremo in ogni luogo assieme ai nostri tecnici per far prevalere le nostre ragioni”, conclude la nota.

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