L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 aprile 2022

Oggi il nuovo nazismo si manifesta incontrovertibilmente con la russofobia e l'Italia, Euroimbecilandia ne è infettata quotidianamente dal clero televisivo, dal Circo mediatico. L'Ucraina è il paese in cui gli anglostatunitensi hanno lavorato incessantemente per creare, educare, far lievitare, far diventare la sorgente del nuovo nazismo

La fine del 25 aprile
di Giuseppe Cantarelli
11 aprile 2022

Insomma, alla fine è successo di nuovo: a distanza di circa 80 anni dagli eventi della seconda guerra mondiale, l’Italia si trova nuovamente dalla parte dei nazisti. Il Kurtz di Cuore di Tenebra, l’opera di Konrad, avrebbe buoni motivi per gridare all’Orrore! In effetti non esiste un termine più adatto per indicare ciò che sta succedendo in questi giorni. Difficile capacitarsi di un tale voltafaccia, anche se siamo abituati in questo paese ai frequenti cambi di casacca. Ma come è successo? Come è stato possibile? Sembra un cambio repentino, eppure, andando a cercare, ci sono elementi che ci permettono di capire che tutto questo si stava preparando da tempo.

Vediamo alcuni episodi.

Il primo risale al novembre 2014, ovvero la votazione all’ONU della mozione presentata dalla Russia, che proponeva di condannare la glorificazione del nazismo. Il risultato fu di 115 voti a favore, 55 astenuti e 3 contrari. I tre voti contrari furono quelli di Ucraina, Stati Uniti e Canada, mentre l’Italia si astenne insieme agli altri paesi europei e NATO. Naturalmente la notizia venne tenuta accuratamente nascosta dai media mainstream italiani, evidentemente per l’imbarazzo che avrebbe suscitato.

Col secondo episodio siamo nel novembre 2021 e, nuovamente, all’ONU si vota una mozione contro la glorificazione del nazismo. Stavolta abbiamo 125 voti a favore, sempre 53 astenuti, tra cui l’Italia, e due contrari, Ucraina e Stati Uniti. Anche stavolta silenzio dei mainstream occidentali.

Il terzo episodio è recente e riguarda la presenza del presidente/comico Zelensky presso la Knesset, ovvero il parlamento ebraico. Nel recitare il copione del giorno, Zelensky, anziché ricevere applausi come in Italia, è stato bacchettato per il suo riferimento a sproposito sulla Soluzione Finale. Qualcuno poi gli ha anche ricordato che i nazisti ucraini furono antisemiti addirittura più feroci di quelli tedeschi. Ovviamente, come sempre, il mainstream propagandistico non ha fatto cenni alla figuraccia in questione.

Questi tre episodi ci aiutano a comprendere meglio la situazione odierna. La macchina della propaganda (TV, stampa, social) sta costruendo il nuovo pensiero dominante, ovvero che il nazismo non è quel male di cui ci avevano parlato fino a pochi giorni fa.

E’ in atto quindi un vero e proprio revisionismo storico, teso a sdoganare il nazifascismo come male minore. A questo punto però, come insegnante da 35 anni nella scuola, non posso fare a meno di fare alcune considerazioni.

Penso all’istituzione del Giorno della Memoria, che si tiene il 27 gennaio, giorno in cui i sovietici liberarono Auschwitz (altro evento sempre più censurato dai media occidentali, per non dire poi del clamoroso falso storico del film di successo “La vita è bella”, in cui addirittura si vede entrare nel campo un carrarmato americano). In occasione di questa giornata, da anni nelle scuole si proiettano film, si tengono conferenze, si sono incontrati spesso testimoni sopravvissuti allo sterminio, vittime dell’antisemitismo nazista, si sono fatti lavori e mostre. Si è lavorato alacremente per tenere vivo il ricordo dell’orrore nazista, affinché le giovani generazioni sapessero cosa era successo. Quante volte ci si è chiesti come l’uomo potesse avere elaborato un tale orrore ai danni dei suoi simili! E quante volte ci si è ripetuti la frase “Mai più”.

Penso poi alla bellissima iniziativa del Treno della Memoria, che ogni anno porta tanti studenti a visitare i luoghi dello sterminio, in un viaggio che non è una semplice gita scolastica, ma l’occasione per approfondire ciò che ha prodotto l’odio nazifascista.

Non posso fare a meno di pensare, in particolare, alle tante opere letterarie sull'argomento, scritte da scrittori che sono stati anche testimoni di quell'orrore, opere che sono diventate dei classici della letteratura. Mi sembra di vederli, questi libri, in fila in un lungo scaffale di libreria, e mi sembra di vedere una mano che li prende e li getta in un rogo mediatico che ricorda quello in cui i nazisti bruciarono i libri sgraditi al regime.

Mi torna in mente anche l’uso strumentale che a volte si è fatto di nazismo e antisemitismo per puri scopi elettorali, come nelle ultime tre elezioni italiane, in cui per riportare ai seggi molti degli elettori ormai disgustati dalle politiche del partito unico neoliberista, qualcuno ha pensato bene di resuscitare un vero e proprio nazifascismo preelettorale, condito da episodi di intolleranza: episodi che sparivano come neve al sole il giorno dopo il voto.

L’ultima considerazione è una domanda e riguarda il prossimo 25 aprile. Che ne sarà di questa ricorrenza? Cosa si racconterà ai membri dell’ANPI, l’associazione dei partigiani, dopo che già gli si è detto, rovesciando la realtà,che i neonazisti ucraini sono i nuovi partigiani della Resistenza?

Ma, soprattutto, cosa diremo ai nostri studenti? Riscriveremo i manuali di storia accogliendo le tesi revisioniste sull’Olocausto di Irving e Nolte?

Assistiamo ad uno scontro di civiltà, fra chi vuole continuare a essere il padrone del mondo e chi invece vuole un mondo multipolare. Per fare questo i padroni del mondo non esitano ad allearsi con i nazisti, così come a suo tempo non hanno esitato a finanziare il terrorismo: per loro il fine giustifica sempre qualunque mezzo. Il potere USA non è nazista come quello ucraino, nazista semmai ne è l'ideologia, lo sono certi metodi. L'Ucraina al contrario si presenta come punto di riferimento del neonazismo internazionale, come vivaio. La ragione di stato impone quindi una nuova narrazione ed ecco che sembra di rivedere 1984 di Orwell, dove il nemico può essere cambiato a piacimento attraverso un’operazione di manipolazione mediatica come quella cui stiamo assistendo oggi e diventare il nuovo alleato.

In questo momento, la prima cosa da fare, come dico sempre ai miei studenti, è spegnere la propaganda, evitare TV, giornali e social schierati acriticamente a favore della guerra, continuare a difendere l’argomentazione logica, studiare e cercare di capire. Proprio quello che i tanti prostituti di casa nostra temono e cercano di evitare.

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