L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 aprile 2022

Questi non sono stipendi ma schiaffi ai precari, disoccupati, a chi porta a casa 1500/2000 euro, ai pensionati. È una società rovesciata

Il maxi-stipendio di 19 milioni al CEO di Stellantis diventa un caso politico in Francia
L'assemblea degli azionisti Stellantis ha bocciato lo stipendio da 19 milioni per Tavares, mentre il caso entra in campagna elettorale
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 18 Aprile 2022 alle ore 06:51


Carlos Tavares, suo malgrado, è entrato in campagna elettorale in Francia. La settimana scorsa, l’assemblea degli azionisti di Stellantis ha bocciato con il 52,1% dei voti il piano di remunerazione del CEO da 19,15 milioni di euro. Il maxi-stipendio risulta così composto: 19% retribuzione fissa per 1,98 milioni, 81% parte variabile. Questa è data per 7,5 milioni da un bonus di performance relativo al 2021, per 2,4 milioni al piano di pensionamento, per 1,7 milioni al buon esito della fusione tra FCA e Peugeot e per 5,6 milioni a un piano d’incentivi al 2026.

Il voto era consultivo, come si è affrettato a precisare il presidente John Elkann, il quale ha comunque fatto presente che la società terrà conto dell’indicazione dei soci. Il caso è diventato inevitabilmente politico per due ragioni. La prima è che lo stato francese è azionista di Stellantis con una quota del 6,15% attraverso BPIFrance, tra coloro che hanno votato contro il maxi-stipendio. La seconda è che la Francia è in campagna elettorale per il ballottaggio delle presidenziali di domenica 24 aprile.
Macron vuole tetto a stipendi manager

A sfidarsi saranno il presidente uscente Emmanuel Macron e la leader sovranista Marine Le Pen. Entrambi i candidati hanno definito “scioccante” l’entità della retribuzione offerta a Tavares. Macron si è spinto anche più dell’avversaria, sostenendo che l’Europa debba creare un nuovo sistema di governance e imporre un tetto agli stipendi dei manager, altrimenti la società “esploderà”. Di stipendio “eccessivo” ha parlato anche il ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, mentre Le Pen lo ha definito “fuori da ogni proporzione”. Quest’ultima non ha calcato apparentemente la mano come Macron, semmai proponendo che le società quotate in borsa debbano prevedere pacchetti azionari a favore dei dipendenti.

I media stessi fanno notare come Tavares percepirà praticamente il doppio degli 8,6 milioni incassati dal suo omologo a capo della tedesca Volkswagen, Herbert Diess. Non solo i piccoli azionisti, ma anche e, soprattutto, i sindacati francesi sono sul piede di guerra. Il leader di CGT, sindacato di estrema sinistra, tale Jean-Pierre Mercier, giudica “indecente e rivoltante” la retribuzione del CEO di Stellantis. E mai come in queste settimane i voti della gauche francese contano. In vista del ballottaggio, chiunque tra i due candidati ne avrà bisogno per vincere. Al primo turno, Jean-Luc Mélenchon ha raccolto il 21% dei consensi. Il suo movimento France insoumise appartiene alla galassia della sinistra radicale e i suoi elettori dovrebbero fare la differenza.

Il populismo di Macron colpisce Stellantis

Stavolta, sembra che il populismo abbia colpito più Macron che Le Pen. L’idea di porre un tetto agli stipendi dei manager è contraria alle logiche del mercato, che eppure da presidente ha dimostrato di voler perseguire. Altra cosa è interrogarsi, invece, sulla maggiore capacità incisiva degli azionisti sulla determinazione dei piani retributivi dei manager. In fondo, i giudizi morali non hanno alcun senso, mentre importa il pensiero di chi detiene il capitale sociale. Elkann ha parlato di “meritocrazia” per giustificare il maxi-stipendio di Tavares, ma dovrà verosimilmente attendere che passi il ballottaggio e il clima politico si svelenisca un po’ anche dopo le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale. Per il momento dovrà accettare i giudizi sbrigativi di uno dei suoi principali azionisti, dettati più dalla contingenza elettorale che dalla convinzione.

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