L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 aprile 2022

Sono isterici quando si tocca i farmaci sperimentali/covid che gli stessi produttori dicono inutili

Fare rete contro la censura



Probabilmente qualcuno dei lettori di questo blog o dei residui amici, quelli che ancora non attaccano la bandierina ucraina all’ago dei sieri genici, si sono accorti che Facebook ha bloccato l’accesso al mio account principale su quel social, dove pubblico regolarmente i post del blog. Ora l’account è di nuovo disponibile, non si sa per quanto tempo, ma non ho avuto il bene di sapere per quale motivo sia stata presa questa decisione e nemmeno mi è arrivato lo stupido rosario americaneggiante delle regole della community, ma la virtuale ghigliottina è calata dopo un post nel quale citavo parte della documentazione Biontech riguardo al suo siero genico prodotto in coppia con Pfizer, chiamato impropriamente vaccino perché dalle parole stesse del produttore si apprende una cosa decisiva per quanto riguarda le future decisioni in merito all’obbligatorietà vaccinale: secondo quanto dice l’azienda stessa il siero a mRna, potrebbe non arrivare mai a poter garantire profili di efficacia e sicurezza per poter ottenere un’ approvazione permanente dopo la fine degli studi clinici che probabilmente si concluderanno a fine 2023 o nel 2024.

Questo significa due cose: che non solo il cosiddetto vaccino è assolutamente sperimentale, qualunque idiozia ossa dire qualche cretino vestito di un camice bianco con tasche abbastanza profonde da annegarvi la residua coscienza, sempre che sia mai esistita., ma che addirittura la sperimentazione potrebbe avere un esito negativo e questo dopo aver distribuito miliardi di dosi. Sempre la stessa Biontech fa un quadro deprimente sulle altre caratteristiche dl suo siero e soprattutto sul fatto che non si conoscono le reazioni avverse a medio e lungo termine. Tuttavia ciò è per così dire marginale di fronte a un’ammissione dell’azienda che dovrebbe andare direttamente all’attenzione della Corte costituzionale la quale di certo non può stabilire che possa essere obbligatorio un farmaco sperimentale il quale alla fine potrebbe non ottenere nemmeno un’approvazione definitiva, mentre si continua imperterriti con dosi su dosi che peggiorano sempre di più la situazione visto che effetti negativi sul sistema immunitario si accumulano.

Forse è stato questo diretto collegamento tra ciò che dice uno, anzi il più importante dei produttori di pseudo vaccini e le decisioni di costituzionalità deve aver dato fastidio a qualcuno. Tanto più che sulla scorta di quanto avviene altrove, l’insistenza sulla vaccinazione, senza che questa apporti alcun vantaggio e anzi porti possibili svantaggi, potrebbe essere tema di una futura legge che punisca non solo i responsabili diretti, ma anche i mileu politici che hanno diretto questa operazione. Sono solo ipotesi, perché ripeto non mi è giunta alcuna voce dal Paese dei bugiardi, ma mi è parso utile riportare questa ennesima stazione della via crucis sui social per dire che c’è per opporsi alla completa distruzione della democrazia o quanto meno delle vestigia diroccate di essa, bisogna imparare a fare rete, anche al di fuori dei social, accedendo direttamente ai contenuti che riteniamo interessanti, senza passare per forche caudine dei censori, e cercando di trovare gli strumenti per mostrare i contributi più interessanti, senza dover necessariamente saltare fra decine di url, o sperare in qualche lettura casuale. Chi lo sa magari qualcuno potrebbe pensare a un portale dove si possa trovare buona parte del pensiero alternativo e/o antagonista.

In questa fase dove si tratta di respingere una distopia nata dalla degenerazione progressiva del capitalismo finanziario e della dissoluzione imperiale, non interessa tanto che vi sia una visione di libertà fondata sul personalismo di origine cattolica, o sulla centralità dei diritti e delle tutele sociali come poteva essere nella scomparsa sinistra o ancora su quelli puramente individuali, in qualche area superstite di vecchie illusioni liberali. Su questo ci sarà tutta la rimanente vita dell’universo per discutere, per dividersi o magari per combattersi, ma per ora il problema è garantirsi che un futuro ci sia.

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