L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 aprile 2022

Stati Uniti hanno volontariamente ignorato i messaggi diplomatici che la Federazione russa ha inviato da metà dicembre del 2021 alla fine di gennaio del 2022 per dipanare e attuare il principio dell'indivisibilità della sicurezza e ora ci troviamo con moltissimi morti e la NAZIFICAZIONE dell'Occidente che si basa sulla russofobia mentre si armano sempre più mani sconosciute

21 Aprile 2022 19:08
Dai terroristi in Siria ai nazisti in Ucraina: i "tour" delle armi occidentali
Francesco Guadagni

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato, oggi, un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina, del valore di 800 milioni di dollari, che includerà artiglieria pesante, 144.000 proiettili e veicoli senza pilota. "Oggi annuncio 800 milioni di dollari per aumentare ulteriormente la capacità dell'Ucraina di combattere nell'est, nella regione del Donbass".

Prosegue, dunque, il tentativo degli Stati Uniti di allargare il conflitto dall'Ucraina al resto dell'Europa. E questo nonostante martedì scorso, addirittura l'emittente di riferimento dell'oligarchia statunitense, la CNN avesse messo in guardia sul fatto che l'amministrazione guidata da Joe Biden ha pochi modi per tracciare le significative forniture di armi anticarro, contraeree e altre armi che invia in Ucraina.

Questa negligenza, come si sottolinea nel reportage, potrebbe essere pericolosa a lungo termine, poiché aumenta il rischio che alcune di queste armi possano finire nelle mani di altri militari e milizie che gli Stati Uniti non intendevano armare. Come per il caso di al Qaeda, con le armi Usa finite nelle mani dei terroristi di mezzo mondo, tra dieci anni ci ritroveremo gli "aiuti" all'Ucraina tra i nazisti vicini agli "alleati" ucraini.

La Cnn, tra l’altro, menziona sia la mancanza di una presenza fisica degli Stati Uniti sul territorio ucraino che la facile portabilità di molti dei sistemi più piccoli che vengono spediti come due fattori principali per la perdita della loro tracciabilità.

La CNN in merito ha chiesto lumi a Jordan Cohen, analista della difesa e di politica estera presso l'istituto statunitense CATO, specializzato sulla vendita di armi, il quale ha affermato che il pericolo maggiore che circonda l'ondata di armi incanalata in Ucraina è ciò che accadrà loro quando la crisi finirà o passerà in una fase di prolungata stagnazione.

Quello che vale per gli Stati Uniti vale anche per l'Italia. È noto come il nostro paese, nonostante la ferma contrarietà della stragrande maggioranza del popolo italiano, abbia deciso di armare il regime di Kiev e i battaglioni nazisti. In futuro, le armi italiane chiaramente vivranno la stessa incognita posta dalla Cnn per quelle statunitensi.

Queste armi possono finire in mani sbagliate, come è avvenuto anche in Siria, solo per citare l’ultimo esempio.

A tal proposito, vi rimandiamo all'articolo del 27 marzo del 2014 del noto reporter di guerra Robert Fisk su The Indepedent, il quale scrisse all'inizio del suo pezzo: "Beh, Dio benedica Barak Obama. Ha trovato alcuni ribelli “moderati” in Siria. Così “moderati” da fornirgli armi, addestramento e 500 milioni di dollari. Il Congresso degli Stati Uniti vuole armare questi valorosi 'combattenti per la libertà'“.

Non solo, Fisk, a proposito, dei "ribelli siriani" che potrebbero essere benissimo i "kantiani" ucraini, precisò: “Si dice che i “combattenti per la libertà” non hanno ricevuto abbastanza armi. Ora ne avranno di più. E non c’è dubbio che le venderanno, come hanno fatto prima.” “Date ad un uomo dell’Est – nel caso lo incontraste – un missile antiaereo e ve lo venderà al miglior offerente. In tutte le guerre civili che ho coperto non ho mai visto una pistola nelle mani di una milizia che non l’avesse acquistata da qualcun altro. In un’intervista umiliante per il nostro ministro della difesa a Channel 4, ha ammesso che le armi consegnate ai ribelli siriani erano finite nelle mani dei “cattivi”. Come si fa a controllare tutti quelli a cui viene consegnata un’arma? Si deve inviare un drone personale per controllare che non le venda?”

Le guerre degli ultimi 30 anni si somigliano: vuoi per la propaganda, per le provocazioni per giustificarla e vuoi per un elemento determinante nel prolungare il bagno di sangue: l’invio di armi ai "paladini" dell’occidente di turno. Che siano jihadisti o nazisti poco importa, quando l'apparato mediatico è in grado di trasformarli in "eroi di libertà".

Al Qaeda in Afghanistan contro l’Urss negli anni ’80 del Novecento, prima alleati, poi di nuovo nemici con gli attacchi dell’11 Settembre del 2001, per diventare nuovamente sodali a Idlib in Siria negli ultimi anni. Lo stesso potrebbe accadere per i "nazisti moderati" in Ucraina.

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