L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 aprile 2022

Un fatto è certo la moneta viene garantità dall'entità dell'oro e se si usasse la testa al posto dell'indottrinamento ideologico un grande passo in avanti sarebbe compiuto e tante vite sarebbero salve, ma il clero televisivo, il Circo mediatico lavora per impedirlo

L’Ucraina come trincea americana contro il multipolarismo


Nonostante il trionfo della tecnologia 2.0 il mondo sembra oggi dominato da pulsioni totalmente irrazionali e distruttive.

La politica occidentale si limita a parlare alla pancia ed al cuore della gente ( con doppio standard tra rifugiati di serie A e di serie B) ma non al cervello. Il risultato è un conflitto Russia Ucraina ( ma in realtà Nato Russia ) giocato sul piano mediatico e della disinformazione che spinge gli europei alla compassione a senso unico come se il resto del mondo non avesse gli stessi diritti.

La compassione per le donne e per i bambini che fuggono dalla guerra non deve diventare un sostegno ad un Governo illiberale i cui esponenti plaudono ad un nazionalismo feroce che chiama senza vergogna all’odio per chiunque sia russo o semplicemente per chiunque non condivida la propaganda da loro messa in atto. La propaganda crea una realtà virtuale di distruzione, di odio e di terrore esagerati e spettacolarizzati ad uso dei media occidentali in cui i fautori della guerra sguazzano.

In meno di un mese abbiamo assistito ad una serie impressionante di fake news sulle prime pagine dei giornali tra cui la foto su La Stampa del massacro perpetrato da milizie governative nel Donbass fatto passare per strage russa. Di fronte alla prospettiva di una guerra economica feroce preludio forse ad un conflitto armato planetario, i signori della guerra e della morte non si scompongono affatto. Una guerra economica e’ già in atto : farà migliaia di morti tra suicidi, fallimenti di aziende, lavoro e diritti negati, ed immiserimento delle popolazioni europee perché sarà l’Europa e non gli Stati Uniti a pagare assieme all’Ucraina stessa il conto del conflitto geopolitico.

A differenza di ciò che crede Volodymir Zelensky, l’Ucraina è solo una passerella che consentirebbe agli Stati Uniti, a prezzo della devastazione di un piccolo povero Paese, di distruggere economicamente o addirittura militarmente la Russia senza perdere un solo uomo. Ci hanno già provato ai tempi di Boris Eltsin utilizzando gli oligarchi mentre hanno reagito nel peggiore dei modi a qualsiasi tentativo di smilitarizzazione con Gorbaciov o di rapporti pacifici al tempo della diplomazia berlusconiana. Ma non hanno fatto i conti con la storia russa dove ancora personaggi come Ivan il Terribile o addirittura Josif Stalin sono popolari.

Come afferma autorevolmente il prof. Alessandro Orsini gli americani sono bravi a tutelare il loro interesse nazionale e le vite dei loro soldati e dopo lo scacco afghano non hanno alcuna intenzione di inviare migliaia di marines in aiuto al piccolo paese est europeo. Fuck Europa ha affermato sprezzantemente la delegata per l’Est Europa del Governo americano, cioè ce la dobbiamo cavare da soli.

La posta in gioco tuttavia è globale. Infatti l’amministrazione Biden non vuole assolutamente che si passi da un mondo unipolare in cui gli americani possono permettersi di tutto senza temere di essere processati dalla Corte Penale Internazionale per crimini centro l’umanità ad un mondo multipolare in cui sarebbero al pari delle altre superpotenze; Cina e Russia e forse domani India. In un mondo così si troverebbero geopoliticamente ridimensionati e costretti ad uniformarsi al diritto internazionale mentre la loro situazione politica ed economica interna peggiora sempre di più.

Un altro importante terreno che preoccupa gli americani è in prospettiva quello in cui lo yuan cinese sostituirebbe il dollaro negli scambi commerciali e verrebbe restaurata la parità tra moneta ed oro, cosa che Russia e Cina già fanno per evitare le sanzioni. Putin sta deglobalizzando una parte del mondo seguito da India e Pakistan mentre anche alcune nazioni in Africa ed America Latina si stanno allineando all’asse Mosca Pechino.

La terza questione è quella dei valori già sbandierata dai teorici della fine della storia sul finire degli anni 90, ma se trenta anni fa aveva un minimo di credibilità almeno in Occidente oggi siamo alla farsa piu completa. Vero è che la Russia e la Cina non si riconoscono affatto nei valori liberali ma almeno lo dicono a chiare lettere ed in questo non sono ipocriti. Essi hanno lanciato la sfida prefigurando un mondo in cui ogni area culturale possa governarsi liberamente secondo i suoi valori guida.

Dovrebbe essere un’opportunità utilizzata anche dalla nostra Umma per uscire dal predominio del sistema liberale usurocratico se avessimo una classe dirigente piu forte oltre a Erdogan e ad Imran Khan. La finanza islamica potrebbe essere un importante volano per lo sviluppo materiale e spirituale di Paesi ora asserviti ed immiseriti dal predominio occidentale e dall’avidità delle classi dirigenti corrotte.

Per questo nonostante tutte le riserve che si possono avere su russi e cinesi, oggi un mondo multipolare rappresenta un progresso per i musulmani ed una prospettiva di liberazione se sapranno sfruttare questa opportunità. Certo che vedere uno come Volodymir Zelensky, il cui governo è pieno di esponenti che credono nella superiorità della razza ariana ( essendo slavi tra l’altro), chiedere sempre piu armi, mentre in patria chiude gli ultimi giornali d opposizione e perseguita gli obiettori di coscienza, parlare di libertà e democrazia al Parlamento Italiano erede della Resistenza al nazismo, dà veramente il voltastomaco. Ancora non ho sentito dichiarazioni dal mondo ebraico nostrano che non ha gradito il paragone con l’Olocausto ma non ha detto una parola sulle aggressioni fisiche agli ebrei in Ucraina il paese più antisemita d’Europa dopo la Polonia. Eppure non mancano testimonianze in questo campo.

I valori occidentali non sono piu credibili anche perché due anni di psicopandemia hanno mostrato classi dirigenti inclini a spazzare via con provvedimenti eccezionali anche i piu elementari diritti individuali a favore di misure politiche non certo sanitarie per il controllo totale della popolazione ( Agenda 2030). La censura alle idee ed il linciaggio mediatico verso la popolazione russa (come già accaduto per i non vaccinati) ha raggiunto limiti grotteschi tipici del maccartismo. Sinceramente l’Occidente non ha piu niente da proporre al mondo tranne la sua ipocrisia, il suo illiberalismo selettivo ed il suo nichilismo.

Si ripete intanto sui media asserviti ancora una volta il copione stantio del nuovo Hitler già sperimentato contro Gheddafi e Saddam Hussein uccisi dopo guerre che hanno portato via milioni di vite umane tra la nostra Umma e che si aggiungono ad altre guerre proxy come il conflitto siriano quello yemenita ed altri. Teatri di guerra in cui noi musulmani siamo stati criminalizzati per anni mentre il terrorismo armato dalla mano americana veniva nello stesso tempo creato e combattuto in modo che il conflitto non finisca mai e massacri sempre piu civili innocenti. Teatri di guerre infinite in cui il ruolo delle milizie irregolari chiamate a fare il lavoro sporco che gli eserciti non possono fare è stato sempre piu evidente; in Ucraina come già in Siria, ma non nella stessa misura. Si parla addirittura dell’utilizzo dell Isis in Ucraina col placet delle potenze occidentali e di 16 mila assadisti già arruolati dai russi. Cosa faranno dopo la guerra ??

In tutto questo marasma l’Europa non ha alcun ruolo propulsivo positivo di stabilizzazione e le trattative tra i due contendenti si arenano periodicamente in un nulla di fatto.

In Occidente si continua a scendere in piazza ed è chiaro che la stragrande maggioranza degli europei non vuole la guerra. A differenza di quello che scrivono i media mainstream credo che anche gli ucraini obbligati ad arruolarsi anche controvoglia siano molto lontani dal trionfalismo bellicista del loro Governo che ha ucciso addirittura uno dei membri della propria delegazione perché era incline a trattare.

È chiaro che a Putin non conviene affatto trattare adesso perché comunque presto o tardi otterrà quello che vuole.

Il popolo russo segue Putin ma spinti a forza in una guerra fratricida imposta loro da Washington che voleva piazzare missili nucleari a 400 km da Mosca non vede l’ora che finisca questa follia. A parte le operazioni in Siria relativamente recenti, la stragrande maggioranza dei soldati non ha mai combattuto e sono i primi a voler vivere in pace.

Ma mentre i politici dicono a parole di non volere la guerra nei fatti la preparano dividendo i popoli e creando assurde lotte del Bene contro il Male.

Ma la pace si raggiunge con la giustizia e finché il grande destabilizzatore a stelle e strisce non sarà ridimensionato continueremo a vivere nella paura, nell’ ingiustizia e nella sopraffazione.

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