L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 maggio 2022

Complessivamente la guerra andrà avanti mesi, se non anni: del resto, Mosca non fa mistero di non avere “alcuna fretta”

26 Maggio 2022 12:00
Come evolve la battaglia del Donbass


Di Maurizio Vezzosi* - Donetsk

Per le forze ucraine, la situazione sul fronte del Donbass, è “molto brutta”.

Parole non di Vladimir Putin, ma del Ministro degli Esteri ucraino, e opinione, non solo di chi scrive, ma anche di vari ufficiali dell'esercito ucraino.

Mentre le diserzioni ucraine aumentano, le forze russe avanzano, seppur lentamente, grazie ad un enorme potenziale d'artiglieria: l'avanzata appare ormai così inesorabile da far apparire nello scontro per il Donbass la sconfitta strategica di Kiev come una questione di tempo.

Ciò non significa che la battaglia del Donbass sia destinata ad esaurirsi nel giro di pochi giorni o di qualche settimana: significa, però, che Kiev non ha praticamente alcuna possibilità di vincere.

Il quadro lascia intendere che i principali centri urbani della regione ancora sotto il controllo di Kiev verranno accerchiati con una tattica lenta volta a ridurre al minimo le perdite militari e civili.

Complessivamente la guerra andrà avanti mesi, se non anni: del resto, Mosca non fa mistero di non avere “alcuna fretta”. Dopo la conquista del Donbass, salvo cambi di strategica da parte statunitense, o intese temporanee, è assai probabile che Mosca intenda proseguire l'offensiva fino alla conquista dell'intera Ucraina ad est del Dnepr e dell'intera regione di Odessa, congiungendo alla Transnistria i territori sotto il proprio controllo.

Pensare di potersi presentare al tavolo delle trattative rivendicando condizioni che potevano essere plausibili - e auspicabili - prima che le armi prendessero il posto della politica significherebbe per l'Ucraina, ma soprattutto per l'Europa occidentale, peggiorare ulteriormente la propria situazione, già non nell'idillio.

E proseguire oltre la soglia della follia a servire chi a Washington, nonostante Harry Kissinger, sogna una guerra eterna in Europa.

*Post Facebook del 26 maggio 2022

Nessun commento:

Posta un commento