L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 maggio 2022

Geopoliticamente, andando avanti di questo passo, l’Europa sarà solo teatro di guerra. La Recessione dell'Occidente è già una realtà

DOLLARO… SOTTO LA PARITA’!

Scritto il  alle 07:54 da icebergfinanza

CHART OF THE DAY: Strong Dollar Beat Down

La verità è figlia del tempo, c’è solo da aver pazienza in questo viaggio ma prima o poi il puzzle si ricompone e il quadro d’insieme diventa realtà!

Era la primavera dello scorso anno quando tutti, il dollaro era a 1,22!

Nessuno escluso, in particolare le banche d’affari con i loro report, prefiguravano obiettivi ambizioni per l’euro, sai bellezza, il recovery fund, cambierà il corso della storia, 1,30, 1,40 e chi più ne ha, più ne metta.

Oggi invece…

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Si l’approccio da falco della BCE, un po come fare le gatizzole, solletico in trentino a un orso, morirebbe dalle risate.

Stessa cosa nel 2014, quando eravamo a 1,40 e tutti guardavano in su, mentre noi prospettavamo una svolta e in poco tempo l’euro crollò, in meno di un anno fino a raggiungere quota 1,04.

Icebergfinanza era lo zimbello di tutti, la parità, ma quale parità, sei ridicolo!

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Oggi siamo ormai vicini a 1,03, il nostro obiettivo minimo di inizio anno, raggiunto in soli 4 mesi!

Certo, sui tassi non è andata altrettanto bene, ma è solo questione di tempo, il tempo e la recessione globale, sistemeranno le cose.

Non solo, il dollar index, ha rotto gli indugi prefigurando obiettivi che fanno tremare l’euro e i Paesi emergenti.

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Poi si sa, nel panico, ci sarà qualche nuovo accordo del Plaza, si metteranno d’accordo per far fermare la corsa del dollaro, ma nel frattempo, noi avremo portato a termine la nostra missione, che condivideremo nel prossimo manoscritto insieme a Machiavelli!

in OUTLOOK 2022 ” Il fiorino di Machiavelli?”, all'inizio dell’anno, abbiamo scritto …

Machiavelli in uno dei capitoli più importanti e controversi dei suoi scritti intitolati Discorsi, sostiene che il denaro non basta a vincere le guerre…

«I danari non sono il nervo della guerra, secondo che è la comune opinione» (II x).

Come vedremo in seguito noi invece scommettiamo che il nostro dollaro stravincerà la guerra nel corso del 2022 e che il 2022 sarà l’anno del dollaro come avvenne nel 2014!

Qui sotto potete osservare quello che abbiamo pubblicato a inizio anno, eravamo a 1.12, grazie alla cinematica e al nostro Puntosella …

… l’obiettivo minimo, era quello qui sopra, color ciano a 1,0339, ieri lo abbiamo raggiunto.

La cosa meravigliosa è che l’Europa e l’euro, ci raccontavano gli euroinomani, ci avrebbe salvato dalle cavallette, mentre ora con petrolio e gas alle stelle, i nostri eurini stanno evaporando come neve al sole!

Il punto è che al di la dell’innevitabile rimbalzo tecnico dell’euro, se ci sarà, tutti si sforzano di trovare un motivo per cui oggi è giusto comprare euro.

Noi non troviamo lo straccio di un motivo, neanche la vittoria di Macron è servita come nel 2017 a far rianimare il cadavere.

Geopoliticamente, andando avanti di questo passo, l’Europa sarà solo teatro di guerra.

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Alla fine da domani, niente più gas neanche per la Finlandia…

Alle banche centrali questa guerra fa davvero comodo, per loro è una scusa per nascondere le loro responsabilità.

Ieri quel volpone di Powell, in un’intervista ha escluso un atterraggio morbido…

“Ci sono eventi enormi, eventi geopolitici in corso in tutto il mondo, che giocheranno un ruolo molto importante nell’economia nel prossimo anno”, ha detto giovedì Powell.

“Quindi la domanda se possiamo eseguire un atterraggio morbido o meno, potrebbe effettivamente dipendere da fattori che non controlliamo”.

Ipocriti sino al midollo!

In questi 2 giorni, i rendimenti sono crollati, non solo in America ma in tutto il mondo, le probabilità di un rialzo della BCE stanno crollando mentre le probabilità di una recessione aumentano vertiginosamente.

E quando i rendimenti scendono, significa che la curva dei rendimenti sta per invertirsi nuovamente. La recessione ormai è una certezza.

Ieri il dato core dei prezzi alla produzione USA, ha mancato le aspettative, aumentando meno del previsto dello 0,4% su base mensile (vs 0,6% su base mensile exp) e dell’8,8% su base annua (contro +8,9% su base annua exp).

Un forte rallentamento del PPI in beni e servizi ad aprile su marzo…

Thanks to Zerohedge.

Buon fine settimana con il dollaro, la verità è figlia del tempo!

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