L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 maggio 2022

gli Usa faranno di tutto per arrestare il loro declino e restare la potenza egemone, vale a dire la mano militare di una cupola di sociopatici che detengono tutte le ricchezze. MA su questo terreno nasce nel profondo, nell'intimità di essere italiani un profondo disgusto di questo cinico metodo di porsi, il popolo vuole solo accrescere il proprio benessere, emanciparsi ed essere liberi dai condizionamenti dei lacci e laccioli che le oligarchie al potere in Italia vogliono chiudere su di esso

Mobilitazione per la pace



Non so se sono pazzo, ma mi sembra di avvertire una crescita dello sgomento di fronte alla partecipazione italiana alla guerra che non è un modo dire, ma una realtà anche secondo le convenzioni internazionali che, per esempio, considerano l’addestramento dei soldati di una parte come un atto di guerra. Non so se si abbia la consapevolezza che l’invio di armi non servirà a far vincere l’Ucraina, ma solo a far accrescere il massacro e i profitti dell’industria bellica, ma credo che tutti stiano cominciando a comprendere che potrebbe essere un fattore determinante nell’ampliamento del conflitto e della sua possibile nuclearizzazione. E’ come se ci si stesse risvegliando da un sonno profondo e si cominciasse a comprendere, sia pure in maniera confusa che un governo guidato da uno che nemmeno è stato eletto alla fiera del brigidino, dopo aver reso il Paese quello più covidizzato del mondo, uno che ama le maschere più di un bandito, adesso lo sta trascinando in barba alla Costituzione in una guerra che potrebbe portare alla distruzione di gran parte del territorio visto che esso è disseminato, anzi direi crivellato di basi americane e Nato. Peraltro non può nemmeno combattere una guerra visto che i pingui bilanci della difesa sono serviti a costruire solo pance di generali e una serie di sistemi d’arma che hanno un senso solo come adiuvante delle truppe americane, ma che da soli non resisterebbero un pomeriggio ad attacco serio. L’Italia perderebbe la guerra chiunque vinca. Si sta forse cominciando a comprendere che in questa guerra l’Ucraina è solo il Paese che fornisce la carne da cannone e che in realtà il conflitto è con l’occidente complessivo. Una situazione che o si ferma adesso oppure porterà inevitabilmente alla guerra nucleare.

Certamente il piano della Nato, vale a dire di Washington, era semplicistico: creare una minaccia mortale al Donbass per costringere Putin a intervenire militarmente, quindi rispondere all’operazione militare con una raffica di sanzioni senza precedenti in maniera da far crollare il potere russo, prima che le stesse sanzioni si abbattessero sull’occidente. Ma non è andata così: la Russia non solo è apparsa molto meno isolata di quanto non sperassero gli Usa , ma aveva già preparato delle contromisure efficaci che in ogni caso la faranno resistere molto più a lungo dell’Europa, privata dell’energia e delle materie prime di cui possono godere tutti i suoi concorrenti, che si è lasciata sacrificare mostrando il suo reale status di colonia americana. Dunque la lotta è titanica anche perché gli Usa faranno di tutto per arrestare il loro declino e restare la potenza egemone, vale a dire la mano militare di una cupola di sociopatici che detengono tutte le ricchezze. Così ogni invio di armi, peraltro largamente inutili, ogni sconsiderata dichiarazione dell’ex banchiere al governo non fanno altro che avvicinarci all’armageddon. Ma già senza le bombe tutto questo sta già causando un disastro economico senza precedenti e per giunta lucidamente voluto. Quale attività economica potrà resistere a prezzi dell’energia e delle materie prime aumentati di 5 o sei volte e a un’inflazione a due cifre?

Credo che nonostante le armi di distruzione mentale, nonostante l’Isola, nonostante Amici, nonostante le balle a ciclo continuo che vengono dal mainstream, nonostante lo squallore dei valletti del potere qualche allarme cominci a suonare e che l’ accanita russofobia stia lentamente sfumando lasciando il posto al turbamento di essere stati trascinati senza volerlo sull’orlo del precipizio, mentre con un governo decente e guidato da un essere umano pensante e non solo servente, avremmo anche potuto essere protagonisti di trattative di pace, visti i particolari rapporti che intercorrono tra noi e la Russia. Ecco perché occorrerebbe una mobilitazione generale in nome della pace, qualcosa per far capire al governo e a un Parlamento ormai inesistente che gli italiani non ci stanno. Ne deduco quindi che sono davvero pazzo a sperare che un po’ di intelligenza e di dignità esista ancora in questo Paese.

Nessun commento:

Posta un commento