L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 maggio 2022

I farmaci sperimentali con modificazioni genetiche

La campagna vaccinale anti-covid-19 in Italia ha evitato milioni di eventi sanitari negativi?

di Marco Mamone Capria

15 maggio 2022

154326131 600bcd47 9165 4b9d 9392 ddcdb452175dIntroduzione

Lo scopo di questo articolo è cercare di dare, con l’esame di un caso particolare, una risposta al problema: come si può reinterpretare il disastroso fallimento di una politica sanitaria come se fosse stato uno straordinario successo?

Non entro in dettaglio nelle motivazioni per tentare una tale reinterpretazione – anche perché in sostanza sono ovvie: a nessuno piacerebbe essere identificato come responsabile, o corresponsabile, di un disastro, e il costo di circuire, corrompere, comprare chi dovrebbe identificare, accusare, perseguire i responsabili è tanto inferiore a quello di sopportare le conseguenze della pubblica colpevolezza, quanto maggiore è stato il disastro e più alta la posizione dei colpevoli.

Non ripeterò nemmeno quanto ormai riconosciuto da sempre più commentatori, e cioè l’importanza cruciale dell’asservimento dei principali media, in particolare, al governo italiano, cosa indubbiamente facilitata dalla convergenza tra le politiche di questo e gli interessi degli oligarchi che controllano o addirittura possiedono i principali media.

Intendo invece soffermarmi sulle tecniche utilizzate per “ristrutturare” i dati attestanti il fallimento in modo che questo appaia come un successo. Per farlo, un buon punto di partenza è offerto dal rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Ministero della Salute (MS) intitolato: Infezioni da SARS-CoV-2, ricoveri e decessi associati a COVID-19 direttamente evitati dalla vaccinazione - Italia, 27 dicembre 2020-31 gennaio 2022 - NOTA TECNICA e apparso nella settimana di Pasqua, il 13 aprile 2022 (d’ora in poi: Rapporto).

Come a volte succede con le uova di Pasqua, anche in questo caso la confezione appariscente della sorpresa non deve trarre in inganno sul suo valore. Nel titolo, la «vaccinazione» è intesa come la somministrazione di diverse specie di (pseudo)vaccini (in realtà sieri genici sperimentali) alla stragrande maggioranza degli italiani, con vari dosaggi. Ecco la lista dei suddetti sieri, tratta dal Rapporto:

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In generale, nel seguito mi uniformerò, per brevità, all’uso comune di chiamare “vaccini” (con tutti i termini derivati: “vaccinazione”, “vaccinale” ecc.) i prodotti anti-covid-19 della lista suddetta.

Come si sa, è stata modificata addirittura la definizione di “vaccino” nei dizionari per accreditare a questi sieri lo stesso prestigio di cui godono i vaccini veri e propri presso una gran parte della popolazione.

 

La tesi centrale del Rapporto ISS-MS

Il titolo del Rapporto, da solo, suggerisce che la vaccinazione sarebbe riuscita ad evitare «infezioni da SARS-CoV-2, ricoveri e decessi associati a COVID-19» (gli «eventi») – e, come vedremo, in numeri ragguardevoli. Ci sarebbe riuscita anche solo «direttamente», nel senso che il Rapporto non considera i presunti benefici indiretti, come quelli su chi non si è vaccinato dovuti alla – ipotetica, come vedremo – minore circolazione del virus che sarebbe stata una conseguenza della campagna vaccinale. Gli autori non sono però riusciti a scorporare l’effetto della «vaccinazione» da quello del proseguimento delle norme restrittive su mascherine, circolazione e accesso ai luoghi pubblici (tra cui mezzi di trasporto e luoghi di lavoro), e ancor più dal clima di terrore creato nel 2020-21 nella popolazione e che ne ha reso una parte considerevole “più realista del re”. Anzi: ISS e MS sottolineano in tale proseguimento «un importante allentamento».

Ecco i risultati secondo il Rapporto (N.B.: tutti i grassetti sono miei):

«Complessivamente, durante il periodo analizzato [27/12/2020 - 31/1/2022], sono stati evitati circa 8 milioni di infezioni, oltre 500.000 ricoveri, oltre 55.000 ricoveri in terapia intensiva e circa 150.000 decessi. La distribuzione degli eventi evitati non è stata omogenea durante il periodo studiato. Nella prima metà del 2021, a causa della bassa copertura vaccinale, il numero di eventi evitati è stato limitato, mentre nella seconda metà del 2021 e nel mese di gennaio 2022 si stima che la vaccinazione abbia evitato più della metà degli eventi attesi. La vaccinazione anti-COVID-19 ha permesso di ridurre significativamente l’impatto della pandemia in termini di morbilità e mortalità, permettendo un importante allentamento delle misure restrittive dalla primavera/estate del 2021

Ora, per un apprezzamento preliminare dell’aderenza alla realtà di queste stime è opportuno esaminare il grafico dei “casi” settimanali di covid-19 in Italia durante il periodo considerato. Ecco il grafico che si trova nel Rapporto:

La linea tratteggiata verticale rappresenta l’inizio della campagna vaccinale (27 dicembre 2021). È palese l’aumento dei casi di poco successivo a tale inizio, e da me già sottolineato in precedenza. Ed è impossibile non vedere che il volume complessivo dei casi in tutto il 2021 è stato nettamente maggiore che nel 2020. È questo il tipo di effetto che ci si dovrebbe aspettare da una campagna vaccinale inflitta con sadica determinazione e disprezzo dei diritti civili per un anno e un mese (e oltre) a segmenti sempre più estesi della popolazione?

 

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