L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 maggio 2022

I prodotti devono essere obbligatoriamente cambiati anche se funzionano questo ci dice il sistema produttivo imperante occidentale

Chip & Chop
Tecnologia: conoscenza segregata e consumi estorti

24 maggio 2022
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa


Poveri Russi! Le sanzioni li colpiranno duramente: pagheranno loro a caro prezzo la guerra in Ucraina, con un livello di vita peggiorato di molto.

Riaffiorano alla memoria i racconti dei nostri nonni, che al posto del caffè si dovevano sorbire una orribile brodaglia amara a base di cicoria: allora, nel '35, era una delle conseguenze quotidiane delle sanzioni comminate all'Italia per la guerra coloniale in Etiopia.

Nel caso delle automobili, i Russi torneranno indietro al 1988: vista la carenza delle necessarie componenti elettroniche, i "chip" che venivano importati e che non sono più disponibili per via delle sanzioni, si potranno produrre auto anche senza una serie di funzionalità ormai comuni e talora rese obbligatorie a fini di sicurezza. Saranno senza l'Abs, il sistema di frenata assistita che impedendo il bloccaggio delle ruote ne accorcia lo spazio ed evita le sbandate sull'asfalto sdrucciolevole; senza gli Airbag, i palloni montati sul volante e sui montanti del parabrezza che si gonfiano al momento dell'impatto evitando più gravi ferite al conducente ed ai passeggeri; senza i pretensionatori delle cinture di sicurezza, che assolvono al medesimo scopo.

Si legge anche che non ci sarebbe più nessuno standard minimo, neppure per i consumi e le emissioni: in pratica all'epoca dell'Euro 0.

Occorre riflettere, viste le circostanza, sul modo in cui il progresso tecnologico è stato utilizzato in questi anni: gli standard sono diventati uno strumento per condizionare la produzione ed i consumi, rendendo la prima sempre più complessa ed i secondi sempre più costosi. Nessuno che non sia uno specialista sa dire esattamente quale sia la differenza che passa tra lo standard Euro 5 e quello Euro 6, e neppure quale sia stato il miglioramento rispetto all'Euro 4. E le tante polemiche sulle frodi del Dieselgate statunitense, in cui erano coinvolti costruttori tedeschi, fa capire che la materia è complicata anche per gli stessi esperti e le autorità.

Ci sono giustamente i controlli periodici obbligatori sui veicoli, imposti per verificare il loro buon funzionamento ed assicurare la sicurezza della circolazione: l'obiettivo, anni fa, era addirittura quello di azzerare il numero degli incidenti stradali mortali.

Tutta una serie di accorgimenti di guida assistita, se non addirittura autonoma, dovevano renderlo sempre più plausibile. Miliardi di dollari e di euro sono stati spesi per ricerche tecnologiche, riempiendo le auto di sempre nuove servo-assistenze elettroniche che integrano, correggono e prevengono le decisioni del guidatore.
Accanto a tutte queste innovazioni tecnologiche, asseritamente giustificate dalla necessità di tutelare l'ambiente e di salvaguardare la vita umana, ci sono tanti apparecchi domestici che devono essere rottamati perché non riparabili, dai computer alle lavatrici, ai televisori.

Anche in questi casi, la componente elettronica è cruciale: cambiare il pannello di controllo, dove ci sono i chip, ha un prezzo elevatissimo. E così, anziché cambiarlo, perché aggiustarlo è stato reso impossibile, conviene comprare un apparecchio nuovo: la "obsolescenza programmata" è una tecnica che assicura un ciclo di rinnovo del prodotto e quindi una costanza del fatturato nel tempo.

Dagli Ogm in campo agricolo ai chip elettronici che hanno integrato l'intera manifattura meccanica, il progresso tecnologico è diventato l'unico strumento per creare ricchezza, per segregarla attraverso procedimenti di enorme complessità che sono in mano a pochissimi produttori ed attraverso la tutela del copyright ed il pagamento di royalty per le licenze d'uso.

Di converso, si assiste ad una leva estorsiva nei consumi: non solo le automobili tradizionali erano diventate sempre più care per via degli standard sempre più elevati, ma le penalizzazioni per quelle più inquinanti erano volte a farle rottamare anzitempo. Ma la loro rottamazione non deriva dalla obsolescenza meccanica, ma da quella di pochi elementi elettronici di controllo della carburazione, che non possono essere cambiati né aggiornati.

Lo stesso vale per i televisori che in questi mesi devono essere rottamati a centinaia di migliaia perché si passa a nuovi standard di trasmissione digitale e di codifica dell'immagine: anche lì si tratta di pochissime componenti elettroniche, che è impossibile aggiornare o sostituire.

E si arriva così all'assurdo di dover buttare un'automobile intera o un televisore che funziona benissimo solo per la non sostituibilità di poche componenti elettroniche: questa è la estorsione dei consumi.

Bisogna poterli fare a pezzi, i prodotti: farne tanti "chop" sostituibili ed integrabili in funzione delle necessità e delle opportunità. Per poter aggiornare velocemente un'auto, un televisore, uno smartphone, passando da uno standard all'altro.

Nessuno nega l'importanza del progresso tecnologico, il fatto che da sempre sia fonte di arricchimento per gli inventori: ma questo non deve comportare una segregazione della conoscenza finalizzata ad estorcere i consumi.

Le automobili in Russia verranno costruite d'ora in avanti senza Abs, senza Airbag e senza pretensionatori alle cinture di sicurezza. E la loro alimentazione sarà priva delle centraline che dosano carburante ed aria per ridurre al minimo le emissioni. Essendo automobili già progettate per poterli montare, tutti questi sistemi potranno essere aggiunti di volta in volta: se e quando i prodotti saranno disponibili e se e quando i loro proprietari lo vorranno fare.

Tecnologia: conoscenza segregata e consumi estorti

Chip & Chop

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