L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 6 maggio 2022

Il clero televisivo continua a perdere credibilità

Rai, Mediaset e La7. Quali tg calano di più? Report Agcom


Un confronto tra i tg Rai, Mediaset e La7. Tutti i numeri dell’ultimo Osservatorio Agcom sulle Comunicazioni

Restano il Tg1 e il Tg5 i tg più seguiti dagli italiani ma gli ascolti tv calano per tutte le reti nell’ultimo anno.

È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sulle comunicazioni realizzato dall’Autorità garante delle comunicazioni presieduta da Giacomo Lasorella.

In particolare, dei due principali telegiornali, gli ascolti del TG1 delle 13:30 dai 4,06 milioni di spettatori medi giornalieri del 2020 si riducono, nel 2021, a 3,68 milioni, con una flessione di circa 400 mila spettatori. Corrispondentemente, gli spettatori del TG 5 delle 13:00, si riducono da 3,35 a 3 2,92 milioni, registrando una perdita di circa 440 mila ascolti giornalieri.

Tuttavia, l’Agcom segnala che gli ascolti complessivi del 2021 risultano in ogni caso superiori (per 1,3 milioni di spettatori nella fascia serale e di 750 mila in quella 12:00-14:00) ai livelli, pre-pandemici, del 2019.

Tutti i dettagli sui dati Agcom.

CALANO GLI ASCOLTI

Nel settore televisivo, nel periodo osservato, gli ascolti nel “giorno medio” registrati nel mese di dicembre 2021 (10,38 milioni) si sono ridotti di 1,63 milioni (-13,6%) rispetto al corrispondente mese del 2020. Nello stesso periodo, anche la fascia oraria “prime time” (23,21 milioni lo scorso dicembre) registra una flessione di 3,7 milioni rispetto a dicembre 2020.

Guardando ai valori medi giornalieri annui, nel 2021 gli spettatori nel “giorno medio” sono stati di poco superiori ai 10 milioni, in flessione di oltre un milione rispetto al 2020. Nel “prime time”, la flessione è stata pari a 1,8 milioni (-7,12 % rispetto al 2020).


LA RAI IN TESTA PER ASCOLTO, SEGUE MEDIASET

La Rai si conferma leader per ascolti e l’unica rete che guadagna share rispetto a Mediaset, Discovery, Sky e La 7 (tutte e quattro in calo tra lo 0,3% e lo 0,2%).

Nello specifico, Agcom segnala che con riferimento all’andamento delle quote di ascolto dei principali gruppi editoriali televisivi, la Rai nel 2021 guida sia nel “giorno medio” (36,0%), sia nella fascia “prime time” (con il 37,4%) guadagnando share, su base annua, in entrambi i casi (rispettivamente +0,8 e +1,4 punti percentuali). Segue Mediaset (31,9% di share nel 2021) ma con una contenuta flessione, rispetto al 2020, nel giorno medio (-0,2 punti percentuali) e di una più accentuata nella fascia prime time (-1,2 punti percentuali). In marginale flessione, sia nel “giorno medio” che nel “prime time”, anche Discovery, Sky e La7, le quali nel complesso passano dal 18,1 % al 17,3% nel primo caso e dal 18,2% al 17,4% nel secondo.

L’analisi dell’evoluzione degli ascolti delle edizioni serali dei telegiornali nel giorno medio, evidenzia in primo luogo nel 2021 una flessione complessiva rispetto al 2020 di circa 2,3 milioni di ascolti sia nelle edizioni in onda nella fascia oraria 18:30-20:30, sia in quella 12:00-14:00 (rispettivamente da 20,33 a 18,01 per la prima e da 16,79 a 14,48 per la seconda).


IN CALO GLI ASCOLTI PER I TG RAI

Per quanto riguarda i telegiornali, il Tg1 si conferma quello più seguito sia nella fascia oraria 12-14:30 sia nel serale.

Nella fascia serale, nel corso del 2021, i TG della RAI hanno perso su base annua il 10,5% degli ascolti (da 12,92 a 11,56 milioni), con riduzioni meno intense per il TG1 delle 20:00 (da 5,64 a 5,13 milioni di spettatori pari al -9,1%) e per il TG3 delle 19:00 (da 2,31 a 2,09 milioni di spettatori pari al -9,2%) mentre il TG2 delle 20:30 ha visto una flessione degli ascolti del 15,5% (da 1,85 a 1,56 milioni).

Guardando alle edizioni della fascia oraria 12:00-14:30, i TG della RAI perdono complessivamente oltre 1,3 milioni di spettatori (da 10,61 a 9,29 milioni di spettatori).

RIDUZIONE ANCHE PER I TG MEDIASET

Anche i TG serali di Mediaset, in media, hanno registrato una complessiva riduzione del 13,3% (da 6,18 a 5,36 milioni di spettatori), con Studio Aperto delle 18:30 che perde oltre il 22% degli ascolti (da 920 mila a 710 mila spettatori) mentre quelli del TG5 delle 20:00 si riducono di circa 560 mila spettatori, passando da 4,6 a poco più di 4 milioni.

Nella fascia diurna, i tg del gruppo Mediaset perdono poco meno di 900 mila (gli spettatori complessivi passano in questo caso da 5,49 a 4,63 milioni circa).

CALA ANCHE IL TG LA7

Anche il TG La7 segue il trend e passa da 1,23 a 1,09 milioni di ascolti (-11,4%) nella fascia serale. Per quanto riguarda il tg delle 13:30, gli spettatori passando da 0,69 a 0,56 milioni circa, flettono per oltre 100 mila unità.

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