L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 maggio 2022

Inflazione+recessione= STAGFLAZIONE - perepé perepé perepé

FEAR!

Scritto il  alle 08:59 da icebergfinanza

Fear streaming ita: Netflix, DVD, Prime, TimVision & Date di uscita

Paura, paura mascherata da presunta competenza, con una prospettiva economica ostinatamente ottimistica, questa è la sintesi delle minute uscite mercoledi, ovvero i verbali dell’ultimo incontro della banca centrale americana.

 ” la crescita del PIL rimbalzerà nel secondo trimestre e avanzerà a un ritmo solido nel resto dell’anno “.

Inguaribili ottimisti di maniera, ottimisti di facciata!

Ieri è uscita la revisione del Pil relativa la primo trimestre…

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Ovviamente c’è chi dice che non è un problema, tanto i consumatori continuano a spendere e spandere, ma come abbiamo visto nei dettagli in questi ultimi giorni, qualcosa non quadra nelle trimestrali o le aziende si lamentano per nulla o qualcuno sta aggiustando stagionalmente i dati.

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Consumi e investimenti sono fondamentalmente indicatori che in piena recessione vengono sistematicamente rivisti sensibilmente al ribasso nelle revisioni future.

Ciò che conta è che da oltre un mese le richieste dei sussidi di disoccupazione continuano ad aumentare…

US CONTINUED JOBLESS CLAIMS ACTUAL 1.346M (FORECAST 1.31M, PREVIOUS 1.317M) 

Il secondo distretto manifatturiero americano, quella di Philadelphia è in declino…

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… le probabilità di recessione continuano a salire.

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Tornano a scendere le stime per il secondo trimestre.

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Per quanto riguarda l’Europa, ignorate i dati, va tutto bene, la Lagarde ha detto che non c’è alcuna possibilità di recessione.

Gli americani nel frattempo, rispondono alla strage degli innocenti nel Texas, con la proposta di invio di armi ancor più letali, a lungo raggio, in maniera che qualche missile arrivi pure in Russia, giusto per calmare gli animi.

Per il resto tutto è tranquillo…

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Ciò detto, come giusto che sia, i mercati hanno festeggiato, il rimbalzo probabilmente proseguirà ancora un paio di settimane, non importa se i dati sono brutti, ciò che conta è l’econofisica.

Secondo noi, i mercati americani scenderanno pesantemente questa estate, quando la contrazione sarà palese nei numeri.

Io approffitterei di questo rimbalzo!

Tornando a noi, in realtà, molti governatori erano preoccupati che il drenaggio della liquidità possa paralizzare il mercato dei titoli di Stato americani, hanno fatto notare che l’inasprimento della politica monetaria potrebbe interagire con le vulnerabilità legate alla liquidità dei mercati dei titoli del Tesoro e alla capacità di intermediazione del settore privato.

Figurarsi, stampano quando vogliono, ieri l’asta a 5 anni è stata spettacolare!

Fear, paura non c’è altra spiegazione, i governatori sostengono che l’economia americana è molto forte , il mercato del lavoro in salute e il mercato immobiliare solido.

L’aumento dei prezzi non li preoccupa, sebbene siano aumentati troppo rapidamente, loro continuano a vedere un mercato in salute, il che mi preoccupa assai, mai una banca centrale è riuscita a comprendere una bolla immobiliare.

“Le riforme del finanziamento dei mutui varate dopo il 2008 hanno limitato il potenziale di un significativo deterioramento degli standard di sottoscrizione, la maggior parte dei nuovi debiti ipotecari era stata aggiunta da mutuatari con punteggi di credito di prim’ordine e le posizioni azionarie dei proprietari di case erano sane”.

Il messaggio è chiaro, loro vogliono continuare ad aumentare i tassi, il rischio per il mercato immobiliare, è che la prevista vendita di titoli MBS, (titoli garantiti da ipoteca) farebbe aumentare ulteriormente i tassi dei mutui.

Ieri il pending home sales index, ha ulteriormente confermato le nostre analisi su un crollo imminente del mercato immobiliare.

L’indice Pending Home Sales (PHSI) viene rilasciato dalla National Association of Realtors (l’Associazione nazionale degli agenti immobiliari) e tiene traccia delle vendite di case in cui i contratti preliminari sono già stati firmati, ma la vendita non si è ancora conclusa. Il PHSI viene pubblicato la prima settimana di ogni mese e rappresenta un importante indicatore per determinare l’andamento dell’attività futura di vendita di case esistenti negli Stati Uniti, offrendo informazioni sulla tendenza del mercato immobiliare più valide rispetto a qualsiasi altro indicatore attualmente disponibile.(Borsa Italiana)

Sesto mese consecutivo in calo, 11 mesi su 12 mesi, il peggiore dato da 8 anni a questa parte.

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Nessuna novità, se i costo dei mutui raddoppia è ovvio che sempre più persone ci pensano su 2 volte prima di acquistare un immobile con prezzi ai massimi storici assoluti. Gli ultimi dati confermano il crollo del mercato immobiliare in atto, vediamo quanto ci mette il mercato per accorgersene.

Ricordatevi che chi rinuncia all’acquisto di case nuove o esistenti, rinuncia a sua volta a una serie di acquisti, mobili tanto per capirsi e altri settori indotti che a loro volta ne risentiranno.

Prepariamoci ad una nuova ondata deflattiva.


https://icebergfinanza.finanza.com/2022/05/27/fear/

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