L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 maggio 2022

L'esercito ucraino si sfalda, le contraddizioni mettono gli uomini di fronte a realtà incontenibili

CHI COMANDA DAVVERO LE FORZE ARMATE DELL’UCRAINA
By Verdiana Siddi On 28 Maggio 2022 6,386


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Di Svyatoslav Knyazev, stoletie.ru

I canali Telegram e i media interni ucraini hanno iniziato a parlare di un conflitto che si sta sviluppando tra la leadership politica di “indipendenza” (il riferimento è a Piazza Indipendenza di Kiev, quindi alle forze legate alla rivolta di Maidan ndr.) e il comandante in capo delle Forze Armate Ucraine Valerij Zaluzhnyj. Nonostante i tentativi dell’entourage di Vladimir Zelenskyj di nascondere ciò che sta accadendo, qualcosa sta trapelando.

Nello stato maggiore [ucraino] da tempo agisce un gruppo di consiglieri della NATO che pianificano le operazioni militari. Negli ultimi tempi è iniziato un forte confronto a causa dell’atteggiamento dei generali statunitensi nei confronti delle nostre truppe come carne da cannone, che vengono inviate al macello sul fronte orientale. Su questa questione, il punto di vista di Zaluzhnyj si allontana da quello della leadership politica del Paese, che sostiene l’opinione dei consiglieri [della NATO]

scrive il canale ucraino Telegram “Resident”.

Come già affermato dal canale Telegram “Leghitimnyj”, in Ucraina è dislocato un gruppo di ufficiali delle forze armate statunitensi che hanno pieni poteri d’impartire direttamente ordini alle unità e alle formazioni ucraine, persino di annullare ordini del comando delle Forze Armate Ucraine e della Guardia Nazionale. In caso di insubordinazione agli ordini degli americani, Kiev rischia di rimanere senza il supporto finanziario e militare di Washington. Allo stesso tempo, gli americani richiedono azioni sempre più decisive da parte delle Forze Armate Ucraine: controffensive e di non “rimanere seduti nelle città”. Secondo la direzione dello stato maggiore ucraino, al Pentagono nemmeno si rendono conto delle reali possibilità delle Forze Armate Russe. Finora, i consigli militari dall’altra parte dell’oceano hanno portato le Forze Armate Ucraine alla sconfitta.

Tutto questo va a sovrapporsi al conflitto personale tra Zelenskyj e Zaluzhnyj.

Il conflitto è divampato dopo la pubblicazione dei risultati di un’indagine sociologica condotta dall’agenzia “Rating” che mostra come, tra la popolazione dei territori controllati da Kiev, la popolarità del comando dell’esercito è superiore alla stima verso Zelenskyj.

L’attività di Zaluzhnyj sui social network e la creazione di un proprio fondo pubblico è stata interpretata dal “team-Ze” (la squadra di Zelenskyj ndr.) come un tentativo di tirare un brutto colpo al presidente. Da quel momento Zaluzhnyj è quasi completamente scomparso dagli eventi pubblici e dai social network e le sue dichiarazioni ai media sono ora esclusivamente spersonalizzate.

Secondo gli addetti ai lavori, il confronto tra Zaluzhnyj e Zelenskyj con gli americani alle sue spalle sta raggiungendo un nuovo livello. Come sostiene l’autore del canale “Resident”, Zaluzhnyj insiste sul ritiro del raggruppamento ucraino da Severodonetsk, dove per le Forze Armate Ucraine, nel prossimo futuro, potrebbe ripetersi la storia di Azovstal. Tuttavia, Zelenskyj non ne vuole sentir parlare, affermando che dopo la resa dell’esercito ucraino a Mariupol, l’Ucraina ha bisogno di un nuovo esempio di “coraggio ed eroismo”. Gli americani stanno inculcando a Zelenskyj che Severodonetsk deve essere trattenuto a qualsiasi costo.

Il fatto che l’esercito ucraino serva al regime e ai suoi padroni americani solo come “carne da cannone” è stato dimostrato dal tentativo delle Forze Armate Ucraine di impadronirsi dell’Isola dei Serpenti. Che questa impresa fosse senza speranza lo si sapeva fin dall’inizio, secondo il ministro della Difesa russo, il generale Sergej Shojgu, tale impresa è costata all’Ucraina più di 50 soldati delle forze speciali d’élite, quattro aerei, dieci elicotteri, 30 droni e tre mezzi navali. Questi militari sono stati sacrificati a favore dell’illusoria speranza di sbloccare i porti della regione di Odessa per iniziare ad esportare grano verso i clienti occidentali.

Ora, a giudicare dai dati dei corrispondenti militari, i soldati delle Forze Armate Ucraine, a decine, stanno lasciando le loro posizioni e si stanno arrendendo. Anche i combattenti della difesa territoriale si stanno ribellando registrando video-appelli per Zelenskyj, dove si rifiutano di combattere.

La questione sta nel fatto che nei giorni scorsi il regime di Kiev ha iniziato a gettare in prima linea unità della difesa territoriale dell’Ucraina occidentale e centrale che non dispongono di armi pesanti e non hanno avuto alcun addestramento.

Alle proteste stanno già partecipando i soldati della 101° e 115° Brigata della difesa territoriale. I parenti dei militari della 103° e 57° Brigata stanno assediando gli uffici militari e le autorità nelle retrovie. Il comando delle Forze Armate Ucraine guarda a ciò che sta accadendo attraverso le dita, e lascia man libera ai partecipanti delle proteste.

In questo contesto, il “team-Ze” è passato alle minacce verso il comando delle Forze Armate Ucraine. Aleksej Arestovich, portavoce dell’ufficio del presidente, ha affermato la necessità di “capire il perché le Forze Armate della Federazione Russa tanto rapidamente hanno conquistato il sud dell’Ucraina”. Tra i motivi di quanto accaduto, ha richiamato “l’incompetenza e il tradimento”. In risposta, l’attivista Taras Chmut, molto vicino al comando delle Forze Armate Ucraine, ha accusato il “team-Ze” di “cercare gli estremi”, ricordando che l’esercito ucraino sotto Zelenskyj non si è sviluppato e che l’ordine di difesa è fallito.

Pare che qualcosa nell’esercito ucraino stia cominciando a muoversi.

L’ordine di difesa è fallito.

Di Svyatoslav Knyazev, stoletie.ru

25.05.2022


Titolo originale: Украинские военные и Зеленский – Кто на самом деле командует Вооружёнными силами Украины

Titolo originale in italiano: Militari ucraini e Zelensky – Chi in realtà comanda le forze armate dell’Ucraina

Traduzione di Eliseo Bertolasi

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