L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 maggio 2022

Obbligati, grazie all'infamia dei governi italiani e di quasi TUTTA la classe politica, a inocularsi farmaci sperimentali che nulla hanno di vaccino

Pfizer: il vaccino era classificato come ricerca militare



La Pfizer prende in giro il mondo intero con una sfacciataggine che le è consentita dalla situazione di autoritarismo incipiente indotto da una cupola di potere e da leggi demenziali concepite proprio per conferire totale impunità alle multinazionali anche in campo sanitario. E come se questo non bastasse nuove ombre, ancora più inquietanti compaiono all'orizzonte e cominciano ad inserire la vicenda dei vaccini covid e dunque di tutta la narrazione pandemica, dentro l’ambito di un’opaca ricerca ricerca bio militare. Ma andiamo per ordine: come forse qualcuno ricorderà a novembre dello scorso anno una donna coraggiosa, Brooke Jackson diventò famosa, attraverso un articolo su “The BMJ ” nel quale denunciava le manipolazioni di Pfizer negli studi clinici per il suo vaccino, cose che aveva avuto modo di accertare quando nell'autunno del 2020 fu stata incaricata da Pfizer e dal fornitore di servizi Ventavia Research di controllare lo studio sul vaccino di Pfizer-Biontech, per verificarne la conformità con la Good Clinical Practice (GCP) . Ben presto la signora Jackson insieme anche altri si trovò di fronte a numerose irregolarità che denunciò alla Fda, la quale come sempre più spesso accade si guardò bene dal controllare ( nessuno dei siti monitorati da Ventavia e fortemente sospettati di irregolarità fu ispezionato) , perché anche una sola ombra sugli studi clinici avrebbe impedito l’approvazione del vaccino, anche se in via puramente emergenziale sia in Usa che in Europa. Una questione che valeva troppi miliardi perché qualche decisore potesse sgarrare dalla consegna del silenzio. E nell'articolo del British Medical Journal qui di cose che non tornavano ce n’erano parecchie che sono state via via riportate dall’ informazione libera e onesta, compreso questo stesso blog.

Ora gli atti metteno in luce la cattiva condotta della società Pfizer, che ovviamente aveva totalmente ignorato le normative americane e internazionali per lo svolgimento di tali processi cardine , ovvero gli studi di approvazione molto severi. e ci si chiedeva come mai la reazione di questo gigante farmaceutico che a giudicare dalla multe prese ha la stessa etica di un serial killer, fossero state tutto sommato abbastanza moderate, anzi addirittura silenziose . Ma la Pfizer aveva un asso nella manica di cui pochi erano a conoscenza e ancor meno sospettavano: la creazione di vaccini anticovid a mRna di Pfizer e presumibilmente delle altre aziende produttrici era classificata come progetto militare e in quanto tale non avevano alcun obbligo di seguire le regole della buona pratica clinica. Tutto questo assolve la Pfizer dai problemi legali, ma in realtà complica di molto il quadro secondo cui tutta la questione dei vaccini è rimasta una faccenda tra Big Pharma e le burocrazie sanitarie di controllo corrotte e infiltrate, ma fa entrare a pieno titolo l’amministrazione Usa – e i poteri visibili e invisibili che la gestiscono – nell’affaire vaccinale. Perché questi sieri genici dovevano essere classificati come progetti militari? Erano forse classificati come arma biologica? Questi pseudo vaccini facevano forse parte di un programma bio militare finanziato e controllato tramite l’EcoHealth Alliance dal NIAID di Antony Fauci e dall’unità militare DARPA di cui ormai si conosce a grandi linee l’operato nel campo del guadagno di funzione? E non fa impressione che si tratti in sostanza degli stessi soggetti che operavano anche nei laboratori sparsi nell’Ucraina? Fatto sta che i diritti di brevetto sembrano aver sempre risieduto in misura significativa nelle organizzazioni governative statunitensi.

Tutto questo potrebbe agevolmente spiegare le innumerevoli stranezze che compaiono nei documenti rilasciati dalla Pfizer, spesso associati alla misteriosa dicitura “(b) (4)”: essa infatti corrisponde a una notazione del “National Archives” che si riferisce a documenti declassificati nei quali tuttavia vengono nascosti o alterati alcuni brani che “rivelano informazioni in grado di pregiudicare l’applicazione della tecnologia più avanzata all'interno di un sistema d’arma statunitense”. Insomma gli studi sul vaccino militare ma da iniettare a tutta l’umanità potrebbero contenere parti negate o alterate perché si riferiscono a caratteristiche che devono rimanere segrete. Le cose insomma cominciano a disegnare qualcosa di ancora peggiore rispetto al peggio che si stava pensando.

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