L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 maggio 2022

Quanti italiani sul libro paga della Cia

Propaganda di guerra, a chi credere? L’analisi del prof. Parsi (Cattolica)



Propaganda di guerra, a chi credere? L'analisi del prof. Parsi (Cattolica)

Quinto di una serie di approfondimenti sul libro “Titanic. Naufragio o cambio di rotta per l’ordine liberale” scritto dal professore di Relazioni internazionali, Vittorio Emanuele Parsi, che dialoga con Alessandro Albanese Ginammi

Propaganda russa contro propaganda americana, a cosa credere?

È uno degli interrogativi al quale risponde Vittorio Emanuele Parsi, professore ordinario di Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore di ASERI (Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali), nel corso di una conversazione con Alessandro Albanese Ginammi (ricercatore in Storia economica presso l’Università per Stranieri di Perugia).

Il Professore analizza la duplice versione sulla guerra in Ucraina, cercando di fare ordine tra i fatti e la disinformazione.

“La propaganda è il modo di vendere un prodotto, ma osserviamo qual è il prodotto, da una parte le società aperte, dall’altra quelle chiuse, da una parte un modello autoritario e dall’altra uno democratico. Nel caso russo, è il Cremlino a decidere le informazioni da diffondere, nelle società aperte invece l’informazione è libera, o almeno prova ad esserlo. Non dimentichiamo che un grande megafono dell’antiamericanismo, di destra e di sinistra, è anche quello degli affari economici che ci sono tra alcuni paesi UE e la Russia. C’è una coalizione molto ampia che appoggia la Russia”.

Il Professore risponde anche alla domanda che riguarda il progetto di Putin di dividere l’Unione Europea al suo interno e di separala dagli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono interessati a una guerra in Ucraina? Hanno interesse a spingere l’Unione Europea in uno scontro con Putin?

Il video approfondisce anche obiettivi e ostacoli del processo di integrazione europea.

 

(5. fine)

(qui, qui, qui e qui i primi quattro video)

https://www.startmag.it/mondo/propaganda-di-guerra-a-chi-credere-lanalisi-del-prof-parsi-cattolica/?ct=t(RSS_EMAIL_CAMPAIGN)

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