L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 maggio 2022

Suggerimento non richiesto. Nicola Gratteri non ha scelta deve scendere in politica, certamente non con la Meloni, ma deve organizzare un suo movimento, difficilissimo, strada nuova e in salita, è l'unico modo per uscire dall'angolo dove le istituzioni TUTTE dello stato lo hanno messo

Eco mediatica - Gratteri smentisce la sua discesa in campo con Fratelli d’Italia: «Voglio fare il magistrato»


27/05/2022 - 15:30 

Noi vogliamo sapere cosa intende fare, quali norme intende proporre o modificare o migliorare per contrastare concretamente le mafie».

Il titolo non c’entra nulla con il corpo dell’articolo ed esce il giorno dopo che io sono andato dalla Gruber e da Costanzo.

Gratteri ha quindi sottolineato di non essere mai stato tenero con alcun Governo: «Ho sempre criticato e contestato tutti, ma allo stesso tempo sono stato il consulente gratuito di tutti

A tale proposito, il procuratore ha smentito una sua discesa in campo con Fratelli d'Italia e ha aggiunto: «Prendo atto che il giornale di De Benedetti cambia linea editoriale nei miei confronti. (LaC news24)

Ne parlano anche altri media

Lo dice Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica Catanzaro intervenendo a ‘Piazza Pulita’. commentando le indiscrezioni pubblicate sul quotidiano ‘Il. Domani’. Troppe coincidenze» (Il Reggino)

Adesso siamo lontani anni luce dalle battaglie politiche della Associazione magistrati contro la riforma Castelli o le leggi di Berlusconi. Anche perché nella desolazione dell’Anm – peraltro guidata oggi da una delle figure più equilibrate tra le leadership degli ultimi anni, Giuseppe Santalucia – emerge inevitabilmente l’uomo forte. (Il Dubbio)

Giancarlo Pittelli in una foto d’archivio con la toga. di Antonio Alizzi. . Nel Distretto giudiziario di Catanzaro, si registra un’aria pesante. Una cosa, però, è certa: Nicola Gratteri è fortemente tentato nel fare questa esperienza (come ha confermato a “Otto e mezzo” su La7) (Il Vibonese)


Se dovesse andar male anche l’elezione al Csm rimarrebbe la Procura di Napoli che si è liberata. Rimasto scottato per l’incarico di procuratore nazionale antimafia, l’elezione al Csm sarebbe per Gratteri l’occasione della rivincita nei confronti dei colleghi che non hanno voluto valorizzare la sua professionalità. (Il Riformista)

Una cosa, però, è certa: Nicola Gratteri è fortemente tentato nel fare questa esperienza (come ha confermato a “Otto e mezzo” su La7). Gratteri, dunque, potrebbe essere il secondo magistrato ad ambire a far parte del Csm, senza aver mai aderito a una corrente associativa (LaC news24)

Gratteri ribadisce che il governo Draghi sulla giustizia non ha prodotto niente. Io non mi candido con nessuno, io voglio fare il magistrato, io voglio avere la possibilità di continuare a fare bene, con serenità e con gli strumenti idonei il lavoro di magistrato e di dirigere una squadra di eccellenti giovani magistrati”. (Il Fatto Quotidiano)

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