L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 4 maggio 2022

Tutti a Canossa ma Canossa dov'è?

Propaganda : quelli che “Non vado a Kiev”




Ci dovrei aver fatto l’abitudine, eppure è stupefacente come la narrazione più idiota e sgangherata possa riuscire a vincere sulla ragione e sui dati di realtà: in queste ultime settimane abbiamo sentito un sacco di personaggi dire che ” non andranno a Kiev”. Non ci andrà Biden, non ci andrà il presidente tedesco, non ci andrà nemmeno il Papa che dopo aver sbandierato bandiere ucraine con simboli nazisti ora ammette che l’operazione russa possa essere istigata dalla Nato il che probabilmente deriva dal non aver compreso il limiye di sopportazione dei cattolici Ma si tratta solo e soltanto di una commedia con la quale si vorrebbe far intendere che l’Ucraina è ancora completamente in piedi al punto da poter ospitare visite di stato: e che solo questioni marginali ostacolano la stretta di mano a Zelensky. In realtà però a Kiev non ci si può andare perché l’aeroporto è inagibile, le linee ferroviarie sono senza elettricità, le strade sono pericolose e ormai ciò che resta dell’esercito è più una collezione di bande armate delle quali non ci si può fidare. Inoltre a Kiev cominciano ad essere colpiti edifici dove si sospetta vi siano i comandi Nato che dirigono le operazioni militari. Quindi tutte gli incontri si svolgono altrove, magari in Polonia o nella regione di Leopoli o in tutti questi posti insieme. L’ultimo leader maximo che è “andato a Kiev” è stato Boris Johnson il quale però ha fatto un viaggio impossibile visto che la durata della sua visita mordi e fuggi non è conciliabile in alcun modo con i tempi reali: certo con le tecniche cinematografiche è possibile situare chiunque in qualsiasi posto, con straordinario realismo, ma non puoi rischiare di vendere un viaggio che si può fare solo nel doppio del tempo dichiarato, anche tenendo conto dell’appoggio mediatico totale.

Questo testimonia della differente metodo di propaganda usato dai contendenti. Washington e in seconda istanza Londra, non si rivolgono agli ucraini e men che meno ai russi, ma bombardano le proprie popolazioni con il loro punto di vista fino a che esso non diventa verità e poi passano ad altro argomento: il filone principale di tale propaganda consiste nella minimizzazione dei nazismo in ucraino e nella enfatizzazione dei presunti crimini di guerra russi, che spesso e volentieri – come è accaduto con Bucha – vengono appositamente creati. Quando dopo giorni di trapanamento del cervello la verità comincia a emergere, allora si cambia argomento nella quasi certezza che la massima parte delle persone conserverà l’inprinting originario della strage russa. . La propaganda ucraina si inserisce in tutto questo con l’invenzione di vittorie militari, che i media occidentali esaltano fino alle stelle, ma che sono rapidamente smentite e con le accuse di crimini abominevoli compiuti dall’esercito russo, altrettanto rapidamente smentiti.

I russi dal canto loro considerano invece gli occidentali gente che non vuole accettare la realtà e non cambierà parere finché non sarà stata sconfitta. . Perciò si rivolge solo ai russi e agli ucraini che ritiene in buona fede, sebbene ingannati dai banderisti. Invece che incentrare la comunicazione sui fatti della guerra, apre gli archivi militari per dimostrare che i banderisti non si sono mai fatti scrupolo di assassinare e torturare gli stessi ucraini. Mosca afferma soprattutto che mai, assolutamente mai, i banderisti hanno combattuto i nazisti; rovescia la ingannevole storia ufficiale, diffusa da Wikipedia e dalle organizzazione dei nazionalisti ucraini facente riferimento a Bandera, la quale racconta che i banderisti hanno lottato sia contro i nazisti sia contro i sovietici. La stampa occidentale non diffonde queste rivelazioni perché obbligherebbe a prendere posizione contro i banderisti e soprattutto tenta di nascondere i documenti tedeschi, anch’essi rivelati da Mosca, i quali dimostrano dimostrano che il regime nazista e i banderisti concepirono congiuntamente un piano di annientamento delle popolazioni del Donbass. Un piano che non fu portato a termine durante la seconda guerra mondiale, ma che i banderisti di Kiev hanno iniziato ad attuare dopo il 2014 con il pieno appoggio e la totale complicità dell’ occidente. Ma questo rifiuto della storia che in fondo è anche quello della realtà e la tracotanza delle elite occidentali nel pensare di poterla a cambiare a piacimento si rivelerà alla fine una debolezza fatale.

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