L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 maggio 2022

vuoti a perdere

La mediocrità al potere



In oltre due anni di “prigionia” ho avuto modo di leggere molte cose che provengono dall’ambito del Wef, il libro di Schwab sul reset, discorsi di Gates, dichiarazioni e interviste di Soros e di quei leader mondiali che il forum ha formato negli anni per tenere il mondo occidentale sotto una cappa di potere illegittimo, ancorché formalmente legittimato da elezioni che si svolgono in condizioni di broglio preventivo e di cui sono rappresentanti eccellenti il dittatore canadese Trudeau, i premier di Finlandia, Svezia e Nuova Zelanda, Macron, l’amministratore delegato di Moderna e molti altri che potrete vedere elencati in questo post dell’ottobre scorso. La cosa che tiene legato tutto questo mondo è l’assoluta mediocrità e pochezza culturale che esprime: passi per i “giovani leader” che necessariamente non possono essere né troppo intelligenti, né avere una cultura al di fuori di quella aziendalistica, perché i cervelli funzionanti hanno il terribile difetto di pensare e quindi farsi venire dei dubbi, ma i “padri” quelli visibili e quelli invece nascosti a cui si deve l’origine del forum di Davos, loro davvero lasciano senza parole per la mediocrità che esprimono. . A me personalmente sembra di leggere certe tesine di filosofia prodotte da alcuni alunni del mio antico liceo convinti di aver compreso tutto del mondo, ma che probabilmente non sono mai andati oltre quei primi rozzi tentativi . figurarsi poi se si è pieni di soldi così da dare “valore” a ideuzze tratte dalla peggiore letteratura e dalla peggiore divulgazione: si può avere una certezza, questa gente non ha mai letto un nuovo libro e se per caso lo ha fatto non l’ha capito.

Se vogliamo un caso emblematico di tutto questo è proprio Bill Gates che oggi è il signore incontrastato della sanità mondiale senza avere alcuna cognizione di medicina ed essendo sempre stato un mediocre alunno che ” pistolava” nel suo garage con i computer, anche di scarsissima cultura generale. La sua fortuna è stata di appartenere a una famiglia ricchissima, in confidenza con i capi della Ibm e un certo estro di famiglia per affari. Capiva il giusto di informatica e questa è stata la sua fortuna: molti veri e propri geniacci del suo tempo sono falliti proprio perché erano teste pensanti nel campo del software e dell’ingegneria elettronica, inseguivano le proprie chimere e intanto fallivano, mentre Gates che nemmeno riuscì a laurearsi nella sua materia, faceva affari e acquisiva sempre più teste per i propri software. In un certo senso è stata la mediocrità nel proprio campo ad aprirgli la strada come del resto capitò al suo rivale Steve Jobs di cui si dice che non abbia mai scritto una riga di codice. Ciò che voglio dire è che in realtà il terribile mondo del grande reset che vuole comandarci con i suoi fantastilione e creare una sorta di nuova umanità è composta per lo più di gentina di modesta intelligenza più o meno sospinta da grandi risorse familiari, abituata nel proprio solipsismo a ritenere la propria monca e rozza visione del mondo come una sublime verità. L’uomo della strada li considera onnipotenti proprio perché tale milieu è fondamentalmente stupido come uno schiacciasassi.

Questo è l’aspetto più ridicolo e inquietante di tutta la questione: non siamo in mano a dei o demoni, ma a gente modesta e spesso incompetente, resa sociopatica dai troppi soldi, che tuttavia ritiene di avere le chiavi del futuro. Magari in qualche caso come quello di Schwab, sul quale dovrebbe indagare il dottor Freud, figlio di un grande industriale tedesco impegnato nella ricerca nucleare del Reich (il figlio tenterà la stessa cosa con il Sudafrica dell’ apartheid) si legge chiaramente in filigrana la visione fascista trasportata nella tecnologia del XXI° secolo e ibridata con le teorie maltusiane di origine anglosassone, ovviamente comprese in maniera elementare e sommaria. Insomma è letteralmente la modestia e la grossolanità intellettuale al potere. I grandi cambiamenti di solito sono stati accompagnati da un’intesa attività di pensiero, basti pensare all’ambiente in cui è nato l’illuminismo o a quello che ha prodotto il pensiero socialista o anche quello liberale, ma qui siamo soltanto di fronte a una sorta di golpe cieco reso possibile dall'eccesso di soldi che si riproduce in maniera asessuata, non si mischia più al mondo reale, a quello per esempio della grande manifattura, quindi del lavoro e dell’ ideazione né a quello delle risorse naturali, come se tutto questo fosse acquistabile con valori fasulli. il grande reset di Schwab e compagni non è altro che un rapporto incestuoso con il denaro: da esso non possono nascere che mostri.

Nessun commento:

Posta un commento