L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 giugno 2022

Continuano i preparativi per la prossima guerra nell'Artico, il contendere, le materie prime

La Russia si rafforza nell’Artico mentre la NATO si allarga a Nord
9 giugno 2022

L’annunciato ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO consentirà agli alleati di disporre di maggiori basi e accessi all’Artico (area sempre più di rilievo strategico anche per le rotte commerciali), dove Mosca punta a rafforzare ulteriormente i suoi assetti militari.

L’agenzia di stampa russa TASS ha riportato le dichiarazioni rese lo scorso 1° giugno dal Comandante della Flotta del Nord, l’Ammiraglio Alexander Moiseev, secondo cui la costruzione degli aeroporti di Nagurskoye e Temp consentirà di ricevere tutti i tipi di aerei della Flotta aerea e navale russa.


Nell’Artico dunque, nella zona di responsabilità della Flotta del Nord, prosegue la costruzione di due nuovi aeroporti mentre sette aeroporti di realizzazione sovietica saranno ricostruiti entro il 2030.

«Continuano lo sviluppo e la costruzione della rete di aeroporti della zona artica nell’ambito del potenziamento locale delle Forze Armate della Federazione Russa per il periodo fino al 2030; tale potenziamento – ha proseguito Moiseev – prevede il proseguimento della costruzione di due aerodromi (Nagurskoye e Temp) e la ricostruzione di altri sette (Severomorsk-1, Severomorsk-2, Severomorsk-3, Rogachyovo, Talagi e Kipelovo), incluso l’idroscalo di Safonovo (per gli aerei anfibi Be-200 N.d.a.)»


Secondo Moiseev la costruzione dei due nuovi aeroporti di Nagurskoye e Temp consentirà così di ricevere tutti i tipi di velivoli a lungo raggio come i bombardieri strategici, gli aerei da trasporto della VTA e dell’Aviazione Navale russa, che tra l’altro aiuteranno nella logistica della consegna di armi e merci per vari scopi nelle Isole russe dell’Artico.

Come ampiamente riportato in passato da Analisi Difesa, l’espansione russa sull’Artico rientra nella politica di Mosca per riaffermare la sovranità russa in quelle zone e quindi di addestrare piloti e personale all’impiego di volo in condizioni climatiche estreme, monitorare lo stato dei ghiacci presente nella zona e proteggere le rotte artiche utilizzate dai mercantili e dove sono presenti impianti di estrazione di gas e petrolio.

Foto: Ministero Difesa Russo

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