L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 giugno 2022

Euroimbecilandia non è l'ombelico del mondo

Il ministro degli Esteri indiano: “L’Europa deve rispettare la nostra posizione sull’Ucraina”

Il capo della diplomazia di Nuova Delhi ha così risposto alle critiche dall’Occidente per la mancata condanna indiana alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina
3 Giugno 2022


L’India non si trova “alla finestra” sul dossier della guerra in Ucraina: ha una propria posizione e l’Europa deve rispettarla, poiché “i suoi problemi non sono i problemi del mondo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, nel suo intervento al forum Globesec in corso a Bratislava, in Slovacchia. Il capo della diplomazia di Nuova Delhi ha così risposto alle critiche dall’Occidente per la mancata condanna indiana alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. “Il fatto che io non sia d’accordo con voi non significa che stia alla finestra. Significa che ho una mia posizione”, ha spiegato Jaishankar rispondendo a una domanda sull’opportunità che l’India, in quanto “leader globale emergente”, resti “alla finestra” sulla questione ucraina. “Questa idea che io debba prendere posizione su un conflitto perché questo potrà aiutarmi in un altro conflitto non ha senso. Molti dei nostri problemi con la Cina non hanno nulla a che vedere con l’Ucraina e con la Russia. Sono antecedenti”, ha proseguito il ministro indiano, ricordando come anche l’Europa “non si esprima su tante questioni”. “L’Europa deve cambiare mentalità, perché crede ancora che i suoi problemi siano i problemi del mondo, ma i problemi del mondo non sono i problemi dell’Europa”, ha concluso Jaishankar.

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