L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 giugno 2022

Gli ucraini bombardano i loro connazionali, civili, che non vogliono cedere al NUOVO NAZISMO di Kiev

Le ultime settimane di Kiev



Leggo dal bollettino di guerra di domenica rilasciato come tutti i giorni dal ministero della difesa russo:

alle 08:20, i missili Kalibr a lunga distanza ad alta precisione hanno distrutto 10 obici M777 da 155 mm e fino a 20 veicoli corazzati da combattimento consegnati dall’Occidente al regime di Kiev negli ultimi 10 giorni che si trovavano in una fabbrica di trasformatori a Nikolayev.

alle 12:30, missili Kalibr sono stati lanciati su un posto di comando delle truppe ucraine vicino al villaggio di Shirokaya Dacha (regione di Dnepropetrovsk). In quel momento era in corso una riunione di lavoro dei comandanti del gruppo operativo-strategico Aleksandriya. Sono rimasti uccisi oltre 50 alti ufficiali compreso lo stato maggiore del gruppo Kakhovka, truppe d’assalto aviotrasportate e unità che operano verso Nikolayev e Zaporozhye. Anche se il bollettino non lo dice è probabile che tra di essi vi fossero alti ufficiali della Nato.

alle 13:30, 2 caccia Su-25 dell’aviazione ucraina hanno lanciato un attacco alle posizioni delle proprie unità vicino a Shirokoye (regione di Dnepropetrovsk) uccidendo circa 40 soldati. Le grandi perdite di soldati costringono il comando ucraino a coinvolgere nei combattimenti personale impreparato, privo delle competenze necessarie nell’uso di armamenti ed equipaggiamenti militari.

il ministero della difesa conferma che nell’area di Kremenchug e Lisichansk sono stati distrutti i depositi di carburante, utilizzati per rifornire le forze armate ucraine. È stata anche annunciata la distruzione delle capacità di raffinazione della raffineria di Kremenchug.

oggi prime ore del mattino; un missile da crociera bastion ha distrutto la stazione di controllo dei droni Bayraktar TB2 che si trovava in un aeroporto vicino a Odessa.

E’ chiaro che le forze russe stanno reagendo alla follia ( ucraina o suggerita dalla Nato che a quanto a stragi di civili non è seconda nessuno nella storia ) di lanciare gli ultimi missili contro la popolazione civile: finiranno per sterminare l’intero comando militare ucraino dentro il quale peraltro allignano gli assassini dell’alleanza atlantica.

Persino un’idiota di carattere cristallino come la ministra degli esteri britannica, che non conosce nemmeno i più elementari dati geografici, Liz Truss che fino a ieri incitava istericamente alla guerra totale come del resto il suo grosso e grasso primo ministro, adesso dice che Kiev dovrebbe tornare ai negoziati con la Russia, segnale inequivocabile che qualcuno sta prendendo coscienza del fallimento completo della vicenda ucraina, persino i più fanatici. Forse ha visto l’effetto che fa un missile Kalibr che arriva a velocità ipersonica su un obiettivo. E il fatto stesso che il cocainomane che si nasconde chissà dove e risponde quando è lucido al nome di Zelensky abbia chiesto a Varsavia di deportare gli uomini ucraini in età militare che si nascondono dalla mobilitazione, come se questo potesse far vincere la guerra e non fosse solo un preambolo per un massacro, rende perfettamente l’atmosfera di follia e sconfitta che si respira da quelle parti: già ora alla massima parte delle truppe viene impedita la resa dai fanatici sparsi nei vari reparti e crescono gli episodi in cui gli ucraini ammazzano i loro. La Nato che palesemente guida i giochi, sta completamente perdendo anche la minima credibilità morale sia pure impastata di menzogne a presa rapida. Ed è probabile che voglia sbarazzarsi al più presto di Zelensky che costituisce la sua cattiva coscienza. Non è un caso se il comico ha recentemente rafforzato la sua sicurezza personale temendo un qualche attentato da qualche parte amica, non esclusi ovviamente i Paesi occidentali. Ovviamente mi posso sbagliare, ma ho l’impressione che stiamo assistendo alle ultime settimane di Kiev. Anche se ormai è probabilmente troppo tardi per ricucire gli strappi: l’occidente nella sua arroganza credeva di poter schiacciare la Russia usando la sua carne da cannone ucraina e per quattro mesi ha spinto i suoi media a dire le sciocchezze più ridicole in merito all’immancabile vittoria, dicendo che Putin stava morendo e che la Russia stava finendo il carburante e le munizioni (pensate un po’ il carburante che la Russia produce per mezzo mondo! e la canea degli imbecilli a crederci) . In origine la Russia voleva solo liberare il Donbass ma ora saranno costretti a prendere il controllo dell’intero paese – e forse di più, se l’aggressione dall’esterno dell’Ucraina continua.

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