L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 giugno 2022

Il covid lo ripresenteranno a settembre gli è necessario come il pane per cercare di raffreddare l'economia, l'inflazione, integrato dal razionamento e dalle interruzioni di corrente abbiamo il quadro quasi completo

Il CEO di Bionthech vuole saltare la fase si sperimentazione dei suoi nuovi vaccini
 GIUSEPPE D'AMICO 1 SETTIMANA AGO



Ugur Sahih, amministratore delegato di Bionthech, con l’arroganza di chi è certo di avere in mano uno straordinario asset chiede, anzi pretende che i nuovi sieri RNA che la sua azienda e le altre di Big Pharma stanno preparando per l’autunno, non debbano sottostare alle previste sperimentazioni prima di essere immessi sul mercato.

Invero questo è già avvenuto negli ultimi due anni complice la psicosi collettiva indotta dalla “pandemia”: le procedure prescritte sono state violentemente accorciate con i dubbi risultati che sappiamo e soprattutto con una mancanza di trasparenza imbarazzante.

Coloro che sono responsabili di questo immenso vulnus ad una medicina ufficiale già pesantemente inficiata da mille e mille effetti collaterali, talvolta esiziali per i pazienti, chiedono che gli si attribuisca un potere salvifico indiscutibile: un vero e proprio atto di fede.

Il fatto è in se gravissimo ma ha un corollario altrettanto grave.

In primis si acclara che OMS è totalmente succube di Big Pharma e neppure dialoga con gli scienziati indipendenti. Poi si continua a citare una situazione di emergenza epocale quando tutti i dati dimostrano che essa non è più in essere.

Con un escamotage che può ingannare solo i profani e chi è in malafede, si chiede di adottare le stesse procedure che sono in vigore per il virus influenzale anche a sieri a RNA che non sono affatto la stessa cosa di un vaccino classico, infatti il cambiamento anche minimo della sequenza può avere effetti letteralmente inimnaginabili, quindi non si può assimilare il vaccino per l’influenza a quello RNA per il Covid.

La letteratura medica ha ampiamente dinostrato che con le attuali varianti non ha nemmeno senso fare la quarta dose del vaccino esistente tantomeno quindi farsi inoculare questi nuovi “vaccini”.

La vera tragedia è che i responsabili dell’FDA e dell’Unione Europea, per non parlare di quelli dell’OMS, con il loro silenzio, stanno dando un tacito assenso a questa richiesta e e tutto ciò diviene oltremodo preoccupante.

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