L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 giugno 2022

Intanto Euroimbecilandia compra petrolio a tutto spiano

SANZIONI A MOSCA? AL PORTO DI TRIESTE È BOOM DI PETROLIO RUSSO, DIREZIONE GERMANIA
Maurizio Blondet 9 Giugno 2022

L’importazione di petrolio russo da parte dell’Italia tra aprile e maggio è addirittura quadruplicata rispetto a quanto accadeva a febbraio, quando la guerra in Ucraina era ancora una minaccia fatta di truppe ammassate ma senza proiettili in volo. Solo a maggio, ad esempio, il Paese ha accolto 450mila barili russi. E anche Trieste ha fatto registrare un picco in tal senso. E la spiegazione è in questo momento plausibile, se si seguono le regole dell’economia e meno quelle della geopolitica. Il greggio che arriva con le petroliere al molo di Trieste, infatti, viene “pompato” all’interno dell’oleodotto della Siot. Dal Golfo prende la strada della Germania, per arrivare a due raffinerie (la MiRo di Karlsruhe e la Bayernoil di Neustadt, tra Baden Wuttemberg e Baviera) controllate dal colosso russo Rosneft, gestito direttamente dal Cremlino. Cosa sta succedendo, quindi? Il meccanismo è abbastanza semplice. A causa delle prime sanzioni (quelle legate al sistema dei pagamenti bancari) è sempre più difficile per gli esportatori russi trovare sbocchi di mercato in Unione europea. È così che le spedizioni di petrolio si sono concentrate innanzitutto verso le raffinerie che possono vantare un controllo diretto da parte di Mosca. E non si tratta di realtà sotto embargo. Ecco perché a Trieste è boom del petrolio russo. (Fonte: Il gazzettino (https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/guerra_russia_ucraina_petrolio_sanzioni_porto_zeno_d_agostino-6741031.html))

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