L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 giugno 2022

La Bce riattiva lo spread che manda a picco l'Italia e con lei il Progetto Criminale dell'euro a meno che ...

Perché la terapia della BCE è terrapiattismo monetario

La BCE smette di comprare i BTP italiani, e – ovviamente – lo spread sale alle stelle, il  costo del nostro debito pubblico aumenta, fino a  diventare impagabile.  In più, la BCE aumenta i tassi di 0,25%.

E’ la terapia sbagliata (e tragicamente rovinosa per l’Italia) dovuta a una diagnosi sbagliata. Scientificamente erronea:   poiché vede rincarare i prezzi di tutti gli energetici – colpa della guerra in Ucraina e soprattutto delle sanzioni – , la BCE diagnostica “inflazione” e quindi   fa quello che scolasticamente i banchieri centrali fanno. Sbagliando.

L’inflazione  vera, da curare con l’aumento dei tassi, è provocata quando c’è troppo potere d’acquisto nelle tasche dei consumatori, e della popolazione in generale; allora è  più o meno giusto alzare i tassi come ha fatto la BCE; significa aumentare il costo del denaro, quindi renderlo- da troppo abbondante che era in tasca alla gente – più raro.

Vi sembra che ci sano troppi soldi in tasca?  Che i salari siano aumentati troppo?  Sicché diventa necessario raffreddare un’economia surriscaldata (l’inflazione surriscalda)  dalla troppa disponibilità di denaro? Punire il paese spendaccione che fa troppo deficit?  In Italia sono diminuiti, i salari, da 30 anni. Ma anche nel resto d’Europa i salari sono stati tenuti bassi dalla politica di  deflazione delle paghe applicata per volontà tedesca di deflazione.

Quindi i  rincari – che esistono – non sono dovuti a inflazione ossia a potere d’acquisto in eccesso. Sono  qualcosa di peggio: rincari di materie prime in deflazione, cioè rincari nonostante ci sia troppo poco denaro nelle tasche di consumatori e lavoratori.

Sicché aumentare i tassi – ossia il costo del denaro  – non serve a niente, anzi fa mal come sempre quando a un malato grave si somministra la terapia sbagliata. Cessare gli acquisti di BTP  calmierandone il prezzo, significa mandare in bancarotta il paese – come da sempre gli i Frugali  del Nord ( Spilorci) vogliono fare –  per metterlo sotto amministrazione fallimentare controllata dal MES, agenzia privata di diritto lussemburghese che ci deprederà di risparmiare l’oro delle riserve.   E ci impedirà ogni futura ripresa.

Quando ci sono rincari in  deflazione, la terapia  dovrebbe essere il contrario: aumentare il potere d’acquisto, aumentando salari e stipendi. Comprare ancora  più BTPPP a prezzo calmierato da parte della BCE,   cosa che ottiene lo stesso risultato, accrescere  il  volume del denaro e quindi del potere d’acquisto complessivo.

Naturalmente la BCE non lo  farà, perché segue ancora la dottrina austeritaria  errata della lesina, che in 20 anni ci ha degradato  non solo i salari,  ma anche l’innovazione e persino la qualità  della forza lavoro (pagata poco, non ha bisogno di essere intelligente).

 

Sicché concludo questa breve predica inutile con due commentini trovati sul web :

Uno indica  il male

“l’inflazione da offerta” è l’altro nome, meno esatto, per ” rincari in deflazione”: l’offerta (ossia le materie prime offerte in vendita, le merci in genere) rincarano senza che ci sia potere d’acquisto. La teoria  dottrinale cui obbebdisce la BCE è “scientifica” come il terrapiattismo.

 

Un altro, la soluzione al nostro problema, la terapia (politicamente impossibile):

https://twitter.com/Musso___/status/1534879584814088193

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