L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 giugno 2022

La Corte Costituzionale o è venduta o è incompetente. Si le sentenze si possono criticare

29 MAY 2022


Come avete potuto constatare hanno deciso di renderci la vita difficile e non c'è vacanza né tregua estiva che tenga. Sbagliato perdonare chi avrebbe potuto stare dalla nostra parte, ma poi non ci ha aiutato e ora magari fa pure finta di voler togliere ai bambini la soffocante mascherina giusto per gli ultimi 15 giorni di scuola (troppo tardi!), prendendosi, per tutta risposta, l'ennesimo diniego dell'ottuso Speranza. Ben gli sta a Salvini (è di lui che parlo) se non ha ancora capito che la libertà e la salute non le si deve elemosinare. Voglio ripetere per l'ennesima volta che la libertà quando è così ovvia, legittima e naturale, non la si chiede: la si prende e basta.

Andate e respirate liberi, quale che sia la vostra età. Prendete i raggi ultravioletti della vitamina D e risanatevi dalle lunghe code e dalle malversazioni in "maschera di ferro". Sì, poiché è di questo che si tratta, quando quello straccio viene incollato in faccia in modo permanente per due anni e mezzo. Le mamme si mettano d'accordo per la giornata della respirazione dei loro bambini. Basta con le deleghe in bianco ai politici traditori e pusilli. Siamo noi i protagonisti della nostra vita, della nostra salute e della nostra libertà: non abbiamo bisogno di mediatori opportunisti dell'ultima ora. E' il numero e l'unità che fa la forza.

Siamo noi la vera "variante" al loro nefando Progetto, e pertanto siamo perfettamente in grado di riprenderci ciò che è nostro: la vita, il nostro corpo, il nostro spirito e la nostra Libertà, il nostro bisogno di Verità e la nostra voglia di vederci chiaro. Detto ciò, ricordo che l'avv. Marco Mori ha dichiarato in un video che dobbiamo mobilitarci preventivamente contro le manovre poco limpide della Consulta che sta lavorando in grande segretezza sull'obbligo vaccinale. Non vogliono essere disturbati, ma soprattutto non vogliono che se ne parli. Meglio se, complice la bella stagione, la gente corre spensierata, al mare e poi magari si ritrova la sorpresina autunnale preparata in gran segreto, di un obbligo vaccinale ratificato dalla Corte Costituzionale. Non tutti si sono resi conto che questi non mollano la presa, nonostante ci sia una guerra in corso che serve a destabilizzare già di suo. A proposito di tutto ciò, ci sono brutte notizie di questi giorni, proprio sul fronte giuridico. La Consulta ha decretato che le quarantene per i positivi sono legittime, in quanto non limiterebbero la libertà personale, bensì, la "libertà di circolazione". Quindi dall'art. 13 della Costituzione che la Corte Costituzionale non vuole riconoscere come conculcato, si salterebbe all'art. 16, quello relativo alla libertà di circolazione, "assolvendo" lo stato in merito a una questione legittima sollevata dal tribunale di Reggio Calabria.
Piccolo particolare da sottolineare: e i sani messi comunque in lockdown? E i positivi asintomatici reclusi fino all'impazzimento? E quelli spinti all'isolamento fiduciario, nonostante fossero sani come pesci? Tutto legale? Un segnale che non lascia presagire a niente di buono. Del resto, con Giuliano Amato, messo a capo della Consulta, non c'è di che dormire sogni tranquilli, visti gli antefatti.

Last but not least, c'è un appuntamento passato in sordina del 12 giugno prossimo. E' come se i media mainstream ci dicessero: "andate al mare!", dato che non ne parlano, o ne parlano poco. Per questo, invece, dobbiamo andarci, anche se la Consulta ha invalidato quello più qualificante: la responsabilità civile dei giudici, in caso di errori. I referendum sono scritti in un linguaggio tecnico-giuridico che fa passare la voglia di andare a votare, ma c'è la piccola possibilità che siano un inizio e che qualcosa cominci a cambiare. Il mensile "Cultura e identità" ne ha dato in modo chiaro, un bel resoconto. Per favore leggete e informatevi sui 5 quesiti che meritano un SI' per tutti e cinque.


1. La legge Severino va abrogata in modo tale da evitare che siano i giudici a decidere – al posto del popolo – chi può essere eletto e chi no. Un sindaco può essere rimosso, se solo ha un documento contabile che non torna, ad esempio. 2. Limiti agli abusi della custodia cautelare. Ad oggi in Italia finisce in carcere un innocente ogni tre giorni! Se vincessero i sì all’abrogazione, le misure cautelari (tra cui quella del carcere), sarebbero applicabili soltanto nei casi stabiliti dal primo periodo della lettera c) dell’art. 274, comma I c.p.p., vale a dire solo per “gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi. L'esempio più eclatante di "custodia cautelare" è la detenzione di militanti di FN solo per motivi ideologici.
3.ll quesito referendario riguarda l’abrogazione delle disposizioni che consentono il passaggio dei giudici dalla funzione requirente a quella giudicante, e viceversa. L’art. 111 della Costituzione riformato nel 1999 ha trasformato il processo penale da inquisitorio ad accusatorio, secondo quanto previsto dal nuovo codice di procedura penale del 1989, ma l’ordinamento giudiziario permette ancora l’intercambiabilità delle funzioni giudiziarie. Nel caso in cui al referendum vincesse il sì all’abrogazione, una volta intrapresa una delle due carriere il magistrato non potrebbe più optare per l’altra.
4. Equa valutazione dei magistrati nei consigli giudiziari distrettuali
Il quesito mira ad abrogare le disposizioni di legge che consentono l’esclusività di espressione del voto ai soli magistrati.
5. Sistema di elezione del Csm. È da qui che nasce il sistema delle correnti, servito negli ultimi trent’anni per intervenire a gamba tesa nel processo democratico del Paese. Il quesito referendario, in caso di SI' mira a scardinare questo meccanismo consentendo ai magistrati di presentare la propria candidatura senza aderire a liste precostituite.

Un'ultima cosa. Non abbiate paura di trovarvi compagni di strada non graditi come Renzi o Calenda. Succede, quando si tratta di referendum. E' sempre successo. Pensate che quando Renzi voleva abrogare alcuni articoli della Costituzione nel 2016, avemmo D'Alema compagno di strada contro Renzi.



Ascensione di N.S

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