L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 giugno 2022

L'atlantismo ad ogni costo di Mattarella Mattarella, del VOSTRO Mario Draghi, il vile affarista, della Meloni, Conte, Berlusconi, Letta, Salvini ci regalano l'inflazione+recessione=STAGFLAZIONE

Guerra e inflazione altissima: come possiamo salvarci

Quello che doveva essere l’anno della ripresa si sta rapidamente trasformando in un incubo. Il 2022 sta diventando l’anno che da il colpo di grazia all’economia globale. Occorre trovare un modo per salvarci.


A parlare è l’imprenditore ed economista Alberto Forchielli, un professionista dell’economia con esperienze pluridecennali negli Stati Uniti e in Asia, consigliere particolare del Ministero della Difesa, del Bilancio e degli Affari Esteri, per anni alla World Bank e poi responsabile di Finmeccanica per tutta l’area Asia/Pacifica. Tramite l’osservatorio di Mindful Capital Partners, Forchielli ha potuto avere accesso ai dati economici del periodo corrente, caratterizzato dai problemi sorti con la guerra in Ucraina. Considerando tutto, Forchielli definisce quella che stiamo attraversando come “la tempesta perfetta dell’economia globale“.

Il quadro dipinto da Forchielli vede al centro la stagflazione, ovvero la presenza contemporanea di stagnazione economica e inflazione in rialzo, accostata a un forte flusso migratorio. Per capire come la stagflazione sia un fenomeno molto pericoloso per l’economia, Forchielli la paragona alla “classica” inflazione. Solitamente l’inflazione è presente in periodi di crescita economica, perché viene inmesso in circolazione molto denaro e di conseguenza quello stesso denaro tende a perdere di valore. In pratica è un effetto dovuto alla crescita economica. Al contrario, la stagflazione presenta un periodo di forte inmissione di denaro, quindi di inflazione alta, ma al tempo stesso anche nessuna crescita economica. La stagflazione è dovuta all’aumento del prezzo delle materie prime, che, con un effetto cascata, fanno aumentare di prezzo tutto il resto. Con l’aumento dei prezzi non c’è più denaro per gli investimenti, ma non ce n’è neanche per i consumi.


In un quadro economico già complicato dalla pandemia, l’invasione russa in Ucraina ha peggiorato irrimediabilmente la situazione, visto che con i prezzi delle materie prime già alte, ci si è messo anche l’aumento del prezzo del gas e di conseguenza dell’energia elettrica. Paradossalmente la situazione sta reggendo proprio per colpa del Covid. Dopo due anni in cui non era possibile fare nulla, le persone hanno voglia di consumare e investire nonostante la situazione economica avversa. Questo sta permettendo alla situazione di non cadere nella recessione. Al momento la situazione è critica. Le sanzioni contro la Russia stanno facendo molto male per l’economia di tutta l’eurozona e il PNRR farebbe solo da effetto mitigante per la situazione in cui ci troviamo. L’unica soluzione a tutta la questione sarebbe la fine della guerra e il non dover più sostenere l’Ucraina, ma in questo senso ci sono delle scelte politiche in gioco.

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