L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 giugno 2022

Lo spread mette a nudo l'inconsistenza di Euroimbecilandia

Ma lo spread non scende, ecco perché i mercati restano cauti
Spread sempre in area 200 punti, malgrado la conferma dello scudo BCE. Christine Lagarde convince i mercati a metà per adesso.
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 22 Giugno 2022 alle ore 06:56


Lunedì pomeriggio, il governatore della BCE, Christine Lagarde, ha confermato la volontà dell’istituto di varare un nuovo scudo anti-spread e ha invitato il mercato a non sfidarlo, sostenendo che sbaglierebbe a dubitare di Francoforte. Le borse europee hanno reagito positivamente a tali parole, chiudendo in rialzo. Lo spread tra BTp e Bund a 10 anni, dopo una capatina sotto la soglia dei 200 punti base, è rimasto sostanzialmente intorno ad essa anche ieri. Rispetto all’apice toccato una settimana prima di 250 punti, si è ristretto un po’. Tuttavia, resta elevato e ai massimi dalla primavera del 2020.
Spread sempre a 200 punti

In altre parole, se per un Bund decennale il mercato pretende un rendimento in area 1,75%, per l’omologo italiano chiede non meno del 3,75%. La frammentazione monetaria non fa bene all’Eurozona, perché minaccia sia la capacità di trasmissione della politica della BCE, sia la sua stessa azione sui tassi d’interesse. Nessuna stretta è credibile se una parte dell’Area Euro sprofonda nella crisi dei debiti sovrani.

Perché gli annunci contro lo spread funzionano a metà in questa fase? I mercati mostrano cautela, trattandosi di una “linea rossa” per la politica monetaria nell’area. I “falchi” capeggiati dalla Bundesbank hanno sempre avversato l’idea di sostenere i titoli di stato oggetto di speculazione. Temono che ciò si trasformi in una monetizzazione dei debiti rischiosi e finisca per disincentivare le riforme economiche.
Mercati in attesa dei dettagli tecnici sullo scudo

Tuttavia, affinché uno scudo anti-spread si riveli credibile, è necessario che esso sia automatico e incondizionato. La BCE deve poter intervenire non appena scorge un attacco speculativo ai danni di uno o più paesi dell’Eurozona.Inoltre, deve farlo senza imporre alcuna condizione. Solo così i mercati smetterebbero di scommettere contro i BTp o i Bonos, ecc. Difficile convincere i tedeschi ad accettare una simile linea. Per questo, gli investitori vogliono vederci chiaro.

Con ogni probabilità, i dettagli tecnici sullo scudo anti-spread saranno resi noti al board di luglio. In quell’occasione verificheranno se sussistano le condizioni minime indispensabili perché si possa parlare realmente di lotta allo spread. La credibilità sul punto della BCE è scarsa. Nel marzo 2020, era stata la stessa Lagarde ad esclamare “non siamo qui a restringere gli spread”. La battuta sarà stata al tempo improvvida, ma sincera. Lo scudo rappresenterebbe un salto di qualità nella politica di Francoforte. La Bundesbank la accetterà in cambio di una stretta che plachi l’inflazione?

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