L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 giugno 2022

Mosca sa che di fronte ha gli Stati Uniti/Nato e che la partita è solo all'inizio per un mondo multipolare

Benedette sanzioni: in Russia stroncata l’inflazione



La notizia di oggi è che per la prima volta nella storia della Russia post sovietica vale a dire dal ’91 non soltanto l’inflazione si è fermata, ma è diventata negativa con una diminuzione di prezzi di beni e servizi. E’ uno dei benefici delle sanzioni che avrebbero dovuto distruggere il rublo e che invece lo hanno salvato, mentre il furto di 300 miliardi di riserve russe in dollari ed euro ha di fatto messo in moto una diaspora dalle monete trappola dell’occidente. Non solo ma i sequestri dei beni di ogni tipo degli oligarchi, ville, yacht e conti bancari ha avuto un ulteriore effetto positivo riportando trasparenza finanziaria e indebolendo la quinta colonna occidentale. Essendo rifiutati dai principali centri di riciclaggio di denaro del mondo negli Stati Uniti, Londra e Svizzera, moltissimi oligarchi russi sono stati costretti a rimpatriare frettolosamente la loro ricchezza e a cercare il modo di investirla nell’economia russa, dandole una spinta,: fino a quando queste sanzioni non sono state imposte, la Russia perdeva nell’ordine di 100 miliardi di dollari all’anno all’anno verso giurisdizioni straniere, E anche l’embargo su molti di tipi di risorse minerarie ed energetiche ha permesso di ideare il modo con cui utilizzare questi beni grezzi all’interno della Russia. .

Questo post dovrebbe intitolarsi dio rende folli coloro che vuole perdere e guardare le oscene cronache del G7 dove leader mezzi rimbambiti, ubriachi, dediti ad ossessioni sessuali giocavano a voler essere più fighi di Putin (l’immagine in apertura è proprio una vignetta su questo) si capisce che l’opera di impazzimento è a buon punto è già abbastanza avanzata. Mosca si è preso anche gioco di costoro diffondendo il giorno prima del vertice dettagliate foto satellitari del luogo del vertice G7 e degli altri luoghi del potere occidentale, salvo ovviamente l’Italia che con Draghi sta cessando la sua esistenza di stato organizzato. Ad ogni modo l’ondata di sanzioni ha causato l’uscita frettolosa di un certo numero di produttori automobilistici europei dalla Russia, che hanno perso i loro investimenti ma hanno permesso di rinazionalizzare la sua industria automobilistica, che ora è in condizioni molto migliori rispetto a quando era stata privatizzata. Alcuni sistemi, come abs avanzati ed elettronica di bordo che non venivano realizzati in Russia adesso sono via via sostituiti con sistemi realizzati all’interno. La stessa cosa, ma in maniera ancora più accentuata si può dire rispetto all’aeronautica, campo nel quale la Russia è sempre stata avanzatissima: grazie all’embargo sui velivoli Airbus e Boeing centinaia di aerei noleggiati sono a disposizione della Russia praticamente gratuitamente (i contratti di locazione sono ora pagati in rubli ei fondi depositati presso le banche russe) risparmiando alla Russia circa 10 miliardi di dollari all’anno. Ma questo è stato un forte stimolo per accelerare la costruzione di nuovi velivoli commerciali come il Tupolev Tu-214 e l’Ilyushin Il-76 che peraltro sono aerei eccellenti, anche se “vietati” dagli occidentali. Inoltre è già in realizzazione un grande complesso di produzione per i ricambi degli aerei stranieri per i quali peraltro in Russia già venivano costruiti diversi pezzi e sistemi. Potrei continuare a lungo, ma è un’esperienza che gli italiani dovrebbero conoscere perché proprio le sanzioni – sia pure spesso solo formali – inflitte all’Italia durante e dopo la campagna di Etiopia fecero fare un balzo alla nostra industria in alcuni settori che poi si rivelarono vitali per il boom del dopoguerra.

L’ultimo trovata saltata fuori all’ultimo incontro del G7, è di bloccare le vendite di oro russo. In realtà le vendite di lingotti d’oro russi sono già bloccate da qualche mese. ma tutto questo è privo di senso visto che ci sono molti modi per vendere oro a livello internazionale che utilizzare i meccanismi di pseudo-mercato di Londra o New York per non dire che questo porterà allo scoperchiamento dei meccanismi truffa all’interno di tali mercati. Il fatto è che la Russia . già a partire dall’era sovietica – è sottoposta a sanzioni per il solo fatto di non voler far parte dell’occidente complessivo e proprio tale condizione che alla fine rende le sanzioni un ‘opportunità piuttosto che mazzate mortali.

Ed è anche per questo che Mosca non ha alcuna fretta di accelerare le cose in Ucraina, nonostante il collasso delle forze avversarie anche perché è ormai chiaro che sta combattendo contro la Nato e dovrà dunque liberare almeno tutto il territorio russofoni di Kherson, Zaporozhye e Kharkov, seguiti da Nikolaev e Odessa, insomma le terre che sono rimaste all’Ucraina dopo che le artificiali suddivisioni amministrative dell’Urss sono state trasferite alla mappa politica. Solo così potrà ottenere il necessario cuscinetto contro gli assalti dell’alleanza atlantica. Sì, Mosca fa le cose con calma facendo girare tutte le sue truppe in modo che l’intero esercito impari le tattiche Nato e i metodi per controbattere e scompaginarle, nel caso che qualche idiota sia talmente gigantesco da volere fare la guerra. E nel frattempo può godersi lo spettacolo dell’occidente che si sgretola per sua stessa mano. divorato dall’inflazione e dalla montagna di denaro che ha creato dal nulla, assistendo al nostalgico e inutile tentativo di impedire l’integrazione del Sud del mondo, Aspettando che arrivi il generale inverno.

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