L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 giugno 2022

Non un solo dato è realmente positivo, consumi compresi il crollo del risparmio come vedremo è un certezza. L'Occidente è già in STAGFLAZIONE=inflazione+recessione

 RECESSION… IS BACK!

Scritto il  alle 08:27 da icebergfinanza

4 Cartoons & Analysis Laying Out Our U.S. Recession Call

Sia ben chiaro,  di solito bisognerebbe fare il contrario di quello che suggeriscono questi autentici volponi, gente che ha 2 dita di pelo sul cuore, gente che crede di svolgere il lavoro di dio, scritto piccolo apposta, psicopatici che se ne fregano del prossimo…

Se non volete credere a un blogger qualunque di periferia, vi consiglio di prendere sul serio l’avvertimento di questo banchiere, solo che lui è ottimista come sempre, non sarà un uragano ma uno tsunami.

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Subito li ha fatto eco John Waldrom, il nuovo banchiere di dio in Goldman Sachs, che in una conferenze per gli investitori ieri mattina, Waldron ha scherzato dicendo che eviterà di “usare qualsiasi analogia meteorologica”, ma ha suggerito che i rischi attuali possano mettere in ginocchio l’economia globale.

“Questo è tra – se non il più – ambienti complessi e dinamici che abbia mai visto nella mia carriera” “La confluenza del numero di shock nel sistema per me è senza precedenti”

Non c’è stato un momento da quando nel 2007 abbiamo aperto il blog, suggerendo prima di altri l’arrivo della tempesta subprime, ripeto non c’è stato un solo momento nel quale non ci sia stata una crisi, piccola o grande che sia.

In questi settimane vi avevamo avvertiti che nonostante una sfilza di pessimi dati i mercati avrebbero messo a segno il classico rally in pieno bear market, l’ultimo rimbalzo del gatto morto. L’ultima occasione per mettersi al riparo!

Prima della fine dell’estate, arriverà la prima ondata di questo tsunami, ma questo ve lo racconteremo insieme a Machiavelli in ”Tempesta estiva”.

Ieri mentre in Italia si festeggiava non si sa bene cosa, visto che non esiste più una democrazia ma una serie di governi con pilota automatico, suggerito da Bruxelles, con tanto di banchieri o ex uomini Goldman Sachs al comando da Monti all’ultimo nonno d’Italia, dicevo, pessimi dati in arrivo dall’America…

 

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Le piccole imprese stanno iniziando a perdere occupazione e è assolutamente ridicolo che dopo i pessimi dati sulla fiducia delle imprese e i dati relativi all’occupazione manifatturiera,, qualcuno prevedesse oltre 3 o 4 centomila posti di lavoro.

ADP, componente occupazionale ISM manifatturiero, richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, dati su base domestica e commenti dell’addetto stampa della Casa Bianca suggeriscono che oggi il dato sarà ampiamente negativo.

Per carità si può sempre ”aggiustarlo” per la causa Biden, ma la realtà è questa!

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Ora il modello della Fed di Atlanta, prevede un’altro trimestre di crescita anemica…

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… ci stiamo avvicinando rapidamente al 1%.

Non un solo dato è realmente positivo, consumi compresi il crollo del risparmio come vedremo è un certezza.

Pessimi segnali anche per gli ordini, al netto dei trasporti, gli ordini sono aumentati solo dello 0,3% su base mensile, rallentando notevolmente anche dall’aumento del 2,2% su base mensile di marzo e il bello deve ancora arrivare a maggio.

Nel frattempo dollaro e rendimenti ballano alle parole inutili dei banchieri centrali, ieri Bostik ha suggerito che non c’è nessuna frenata all'orizzonte per i rialzi dei tassi mentre…

Brainard ha aggiunto che: “Ci aspettiamo di vedere un certo raffreddamento di un’economia molto, molto forte nel tempo”

E si lo vedono nel tempo, non si accorgono che ci sono già dentro, come in Europa alzeranno i tassi e anche il suicidio americano sarà completo.

A noi non resta che attendere, nessun uragano, ma solo uno tsunami epocale.


https://icebergfinanza.finanza.com/2022/06/03/recession-is-back/

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