L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 giugno 2022

NoTav - Il raddoppio di una Torino-Lione che si usa già pochissimo è un'opera sempre più inutile che va avanti stancamente ed inutilmente, riconoscere che non si è capito niente è troppo per questi politici corrotti e inservibili

Tav, i sindaci: “Che ne sarà dell’opera dopo lo stop all’autoporto di San Didero?”

Banchieri, presidente dell'Unione dei Comuni della Bassa Valle di Susa: «Ci chiediamo se abbia senso il presidio 24 ore su 24 da parte delle forze dell’ordine»
22 Giugno 2022Aggiornato alle 13:39

Il cantiere Tav a San Didero

La recente revoca, nel mese di maggio, dell'appalto per la realizzazione del nuovo autoporto di San Didero a margine dell'autostrada Torino-Bardonecchia è al centro di nuove proteste degli amministratori della Val di Susa, che stamattina attraverso l'Unione montana hanno scritto a governo e amministratore straordinario per la realizzazione della Torino-Lione una lettera in cui sollecitano un incontro per chiarire quale sarà il futuro dell'opera.

La presa di posizione sulla linea ad alta velocità arriva a poche settimane dalla cancellazione dei lavori attesi nella piana di San Didero dove da oltre un anno il cantiere mai avviato è presidiato 24 ore su 24 dalle forze dell'ordine dopo lo sgombero del presidio No-Tav attrezzato anni addietro nell'area dal destino oggi più incerto che mai.

MASSIMILIANO PEGGIO, MAURIZIO TROPEANO19 Maggio 2022


«Il 6 maggio la Sitaf ha reso pubblica la revoca della procedura di gara per rilocalizzazione dell'autoporto di Susa a San Didero. La presa di possesso dei terreni nell'aprile 2021 è stata accompagnata da un notevole spiegamento di forze e oggi l'area continua ad essere recintata e presidiata anche in assenza di qualsiasi attività di cantiere - ricostruisce Pacifico Banchieri, presidente dell'Unione dei Comuni della Bassa Valle a nome dei sindaci -. Ci chiediamo se permangano le ragioni di una protezione di così alto livello, se siano giustificabili i costi dell'imponente sistema di sicurezza a fronte di lavori mai iniziati. Apprendendo poi che anche il governo francese non prevede nuovi investimenti nelle opere di collegamento della tratta internazionale della Torino-Lione riteniamo evidenti le criticità sui costi dell'intera opera».
I sindaci puntano infine i riflettori su un altro cantiere previsto in vista della realizzazione della Torino-Lione: lo scavo del tunnel, atteso per i prossimi anni, sotto la collina morenica tra Avigliana e Rivalta: «Un lavoro inutile, molto costoso e altamente impattante dal punto di vista paesaggistico e ambientale» sottolineano gli amministratori di Valle. Di qui la richiesta, a governo e commissario sull'opera, di «un incontro urgente per approfondire questi temi»: incontro che «nel recente passato è stato più volte sollecitato dai sindaci, e mai concesso dalla controparte».

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