L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 19 giugno 2022

Quarto trimestre del 2021, costo energia 29,7 c€/kWH il 50% in più rispetto al 2020. È solo una questione di SPECULAZIONE altro che Ucraina

Sale il prezzo dell’energia elettrica: +50% nell’ultimo trimestre del 2021
Non si ferma l’aumento del costo in bolletta e segna il record degli ultimi 8 anni. L’Italia è al sesto posto in UE per il prezzo più alto

29 Dicembre 2021

Il costo dell’energia elettrica in Italia non è mai stato così alto negli ultimi 8 anni. È quanto emerge dai dati pubblicati da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Il prezzo complessivo dell’energia elettrica per gli utenti domestici è infatti pari a 29,7 c€/kWH nel quarto trimestre del 2021. Un dato superiore di quasi il 50% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Il costo dell’energia in Italia

I numeri confermano quindi quanto gli italiani stanno toccando con mano nelle loro bollette. Il costo dell’energia sta subendo un fortissimo aumento. Solo nell’ultimo periodo, dal terzo al quarto trimestre del 2021, il prezzo complessivo è aumentato di quasi 7 c€/kWh, passando da 22,89 a 29,7 e segnando il nuovo record degli ultimi 8 anni.
A determinare la svolta verso l’alto nel costo dell’energia è stato il secondo trimestre del 2021. Fino a quel momento, non si erano registrate oscillazioni particolari. Anzi:
nel 2020, a causa degli effetti del Coronavirus, il prezzo era sceso addirittura a 16,08 c€/kWh, toccando il punto più basso dal 2013.

Cosa paghiamo con la bolletta dell’energia

Ma quanto incide questo aumento nella bolletta e com’è composta la spesa in media per un utente domestico (nel mercato tutelato)?
Se prendiamo come riferimento una bolletta del periodo ottobre-dicembre il 74,7% del prezzo dell’energia è effettivamente dovuto al costo della materia energetica. La seconda voce è invece relativa al trasporto e alla gestione del contatore, che incidono sul prezzo totale per il 13,5%. Una terza variabile significativa – l’11,8% – riguarda le imposte, mentre una parte marginale è data dagli oneri di sistema. Questi ultimi rappresentavano, nel secondo trimestre del 2021, oltre il 20% della composizione totale ma sono stati azzerati grazie al decreto legge del 27 settembre del 2021. Senza questo intervento da parte del Governo il prezzo dell’energia sarebbe quindi ancora più alto.

Italia al sesto posto in UE per costo dell’elettricità

Anche prima degli ultimi aumenti, il costo dell’energia in Italia era comunque tra i più alti in Europa. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, nel primo semestre del 2021, la nazione dove l’energia (sempre a uso casalingo) aveva il costo più alto era l’Irlanda con un prezzo di 0.2069 kilowatt ora. A seguire si posizionavano Liechtenstein, Belgio, Germania, Lussemburgo e, al sesto posto, l’Italia con un valore di 0.1432. Un dato, quest’ultimo, in crescita di 0.1 circa rispetto al semestre precedente.


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