L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 giugno 2022

Questo stato che si mangia la metà di quello che si guadagna e ora è arrivata al galoppo la tassa occulta, l'inflazione

INFLAZIONE: ovvero la TASSA OCCULTA più iniqua

Scritto il  alle 07:41 da Danilo DT

Per molti contribuenti italiani si avvicina il momento della dichiarazione dei redditi. Già il clima è caldo di suo, con le scadenze fiscali la temperatura aumenta ulteriormente.
La solita CGIA di Mestre ha fatto i suoi calcoli dai quali risulta che la pressione fiscale è stata calcolata al 43,1%, una delle più alte nel panorama europeo. Certo, è una media ma rappresenta bene il fatto che almeno la metà di quanto guadagniamo finisce in imposte.

A queste imposte tradizionali dobbiamo però aggiungerne un’altra, che per anni è stata dormiente visto che eravamo in disinflazione ma che oggi è drammaticamente di moda.
E la cosa grave è che la paghiamo tutti ogni giorno, senza averne piena consapevolezza. È ovviamente l’inflazione, che da mesi sta crescendo a vista d’occhio. Essa indebolisce il potere di acquisto di stipendi e pensioni, soprattutto di chi guadagna di meno, perché chi ha già poco, avrà ancora meno a disposizione e quindi la subisce ancora di più.

Quindi è una “tassa” occulta e iniqua e quindi molto pericolosa. Ma non mi sembra che al momento si stia facendo molto per difendere i cittadini. Non ho putroppo dati sull’Italia ma quelli che arrivano dagli USA, con tasso inflazione simile al nostro, possono essere usati come modello.

La nota casa Moody’s ha provato a capire quanto impatta sull’americano medio l’inflazione quasi galoppante che stiamo vedendo. Ecco il risultato.

Si tratta di circa 460 $ di tasse occulte che l’americano mediamente deve “versare” al nuovo erario inflattivo ogni MESE. Immaginate l’impatto che questa cifra può avere sui salali più bassi e l’effetto anche sui consumi e sui risparmi. Possibile che questi aspetti siano ancora sottovalutati dal sistema? Oppure si cerca di ignorarli fino a quando non sarà possibile negare l’evidenza?

STAY TUNED!

https://intermarketandmore.finanza.com/inflazione-ovvero-la-tassa-occulta-piu-iniqua-94965.html

Nessun commento:

Posta un commento