L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 giugno 2022

Scripta Manent


Quinto Servilio Cepione, il peggiore generale di Roma?
Di AlessandroTrizio
3 giugno 2022

Ci sono molti generali romani che non hanno dato il meglio di sé, ma Servilio Cepione riesce a elevarsi al di sopra degli altri con un'inettitudine che sfugge alla logica.

Marco Licinio Crasso era un opportunista anche leggermente esaltato, diciamolo, che iniziò una guerra inutile contro i Parti, e Publio Quintilio Varo perse tre legioni nella foresta di Teutoburgo, ma il proconsole Quinto Servilio Cepione riesce a superarli entrambi con le sue azioni nella battaglia di Arausio.

Il console Gneo Mallio Massimo era l'ufficiale superiore di Cepione. Ma quando Massimo, un Homo Novus di origine plebea, diede i suoi ordini, Cepione, un blasonato aristocratico, si rifiutò di obbedire e addirittura non volle posizionare i suoi uomini nello stesso accampamento.

Mentre Massimo conduceva trattative con i Cimbri, una tribù germanica che aveva invaso la provincia romana della Gallia Transalpina, Cepione attaccò avventatamente l'esercito dei Cimbri il 6 ottobre 105 a.C.

I Cimbri distrussero le forze di Cepione e, incoraggiati dal loro successo, marciarono sull'accampamento di Massimo. Il generale riuscì a spronare i suoi uomini ma purtroppo senza successo. I romani persero circa 80.000 fanti e forse 40.000 tra ausiliari e cavalleria, numeri che fanno impallidire i caduti a Canne.

Sebbene sia riuscito a sfuggire alla battaglia illeso, Cepione fu privato della cittadinanza romana ed esiliato. Secondo quanto riferito dalle fonti, Cepione visse il resto della sua vita nel lusso, senza alcun problema economico. Circa 15.000 talenti d'oro, che formavano il cosiddetto Oro di Tolosa, erano infatti svaniti nel nulla sotto la sua sorveglianza, e non furono mai più recuperati.

Cepione potrebbe essere stato un terribile generale, il peggior generale di Roma, ma a quanto pare era anche un ladro eccezionale.


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